giovedì 24 gennaio 2013

la saggezza dalla parrucchiera


la settimana scorsa ho fatto il restauro conservativo e ho ingannato il tempo leggendo qualche rivista, mentre le altre due signore presenti raccontavano aneddoti su furti con scasso e ladri sorpresi col televisore in mano, che a me queste cose non interessano perchè se vengono i ladri a casa mia si mettono a piangere e mi lasciano cinquanta euro sulla tavola prima di uscire. a meno che non mettano in forno il gatto per ripicca, perchè pare che ciò sia capitato a un tale che, come me, non aveva nulla di rubabile. comunque sia, leggevo alcune considerazioni su felicità e infelicità, ovvero come mantenere il proposito: nel 2013 non sarò infelice. giustamente si notava che è molto più sensato affermare ciò piuttosto che nel 2013 sarò felice. difatti anche la qui presente ha deciso di perseguire la cancellazione dell'infelicità piuttosto che la ricerca della felicità, poichè si tratta di un obiettivo realistico e alla portata di tutti. se la felicità è un evento incontrollabile e immeritato, (nell'articolo veniva definito un miracolo), l'infelicità è qualcosa alla cui formazione contribuiamo attivamente, il che è anche il motivo per cui possiamo smantellarla. io sono stata infelicissima per anni, mentre attendevo di essere felice; se avessi compreso prima questa verità, sarei stata più serena e tranquilla e mi sarei goduta la vita, che tanto la felicità non sarebbe arrivata comunque, ma almeno la vana attesa sarebbe stata piacevole. ho perfino ricominciato a fare un vecchio esercizio, questa volta con vera convinzione, ovvero trovare almeno una cosa bella che mi sia successa al giorno. e, incredibile, ci sto pure riuscendo. l'articolo poi diceva anche che molti pensano che saranno felici quando avranno successo, ma che in realtà succede il contrario. ecco, io a questa cosa qui non ci credo. però mica posso credere a tutto, no?

c'è la crisi, adesso il mio parrucchiere ha disdetto anche l'abbonamento a Grazia. l'unica rivista leggibile è rimasta Donna Moderna. se al prossimo giro non terrà più nemmeno quella, mi toccherà di cambiare parrucchiere.

12 commenti:

  1. convengo con te sull'infelicità e su quanto possiamo noi stessi generarla !

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    1. eppure penso che molte persone vedano il tutto come indipendente dalla loro volontà, e perciò si fregano da sole.

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  2. La felicità o la non felicità è una cosa a cui non sono ancora arrivato a capo, di base sono felice ma analizzando molti aspetti della mia vita mi dico che dovrei essere infelice e allora mi viene il dubbio, sarò mica stupido come quelli che sorridono mentre gli crolla la casa addosso? Bho?

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    1. io penso che tu sia molto fortunato perchè in questo modo vivi serenamente. non trovo affatto stupido questo tuo modo di essere, anzi. il punto è: la casa crolla comunque? se sì, è meglio godersela a prescindere, no?

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  3. la somma di tutte le piccole cose belle che ci stanno attorno e che ci capitano, fanno si che a fine giornata si possa dire: sono felice! la vita è bella!

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    1. sì, sto imparando a rigirare la frittata. del resto c'è un rovescio per ogni medaglia: se esiste un rovescio negativo per quello positivo è vero anche il contrario, inoltre si può arrivare allo stesso risultato passando per strade e modi diversi, è il finale che conta.

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  4. ormai nelle sale d'attesa si trovano riviste dei tempi prima della crisi ... finirà che uno deve portarsi da leggere, un pò come in treno.

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    1. difatti ero tentata di portarmi un libro pure a questo giro, però quando leggo ho bisogno di un certo grado di concentrazione che lì manca, per non dire che mi tocca stare senza occhiali e quindi non è che ci veda molto bene.

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  5. Concordo: mentre la felicità è spesso casuale e inspiegabile (e le probabilità che ne arrivi un po' sono all'incirca una su un miliardo) la nostra infelicità molto spesso ce la fabbrichiamo da soli.
    Quanto alle riviste che si trovano da parrucchieri e dentisti, sono secoli che non riesco a sfogliarne una da tanto che mi fanno ribrezzo già le sole copertine... Sono sempre l'unico a non farlo. Gli altri mi prenderanno per analfabeta... :-))))
    (Tranne quando immagino in anticipo attese lunghissime: allora mi porto io un bel romanzo... e quindi vengo guardato anche peggio... :D)

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    1. per me si tratta spesso di pura disperazione, nel senso che una volta dal commercialista mi sono smessa a sfogliare una di quelle riviste da fighetti danarosi perchè non c'era altro. quando so di dover attendere mi porto un libro, se mi prendono a tradimento invece è dura!!

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  6. beh ci sono delle teorie che in tempo di crisi andrebbero meglio sponsorizzate proprio per dare anche un pizzico di fiducia alla gente e perchè no, farla vivere meglio. Seguirò le indicazioni, in questo periodo mi serve tanto.

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    1. ma infatti, basta davvero poco a volte! quindi ben vengano questi suggerimenti, anche se non so se tutti sono in grado di seguirli perchè a volte le proprie convinzioni sono difficili da cancellare, bisogna essere già un po' "predisposti".

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