A mezzogiorno passato, solo un decimo del giardino di Chiba-san era stato ribaltato ed esaminato senza successo. Gli scavi venivano eseguiti con cautela e accuratezza, per questo ci si impiegava tanto tempo. Già verso le undici, Haruna aveva affermato che non ce la faceva più, così Kawamura lo aveva rispedito a casa e aveva deciso di tornare in ufficio. Egli nutriva grandi aspettative per quel caso ed era certo che avrebbe scoperto in breve tempo sia l'identità del morto che quella dell'assassino, tuttavia in quel momento la sua presenza era superflua, inoltre stava aspettando un fax con un'offerta per un francobollo del Vaticano. Raccomandò ai restanti il massimo impegno e congedò anche Yamada, il quale aveva dichiarato che lo scheletro era quello di un uomo che, a giudicare da una spaccatura nel cranio, doveva essersi preso una gran bella mazzata in testa. Takayuki e Miki lavoravano con le pale, mentre Higuchi setacciava il terreno rimosso in cerca di indizi. Chiba-san, dopo essersi inutilmente raccomandata che facessero piano, non aveva resistito allo scempio delle sue amate azalee e si era ritirata in casa, appoggiandosi alla figlia come se fosse incapace di reggersi in piedi da sola. Anche il giardiniere si era congedato, commentando che avrebbe avuto il suo bel da fare a rimettere tutto a posto, mentre il giovane lungo e secco, che si era presentato come Nobuo Enomoto, aveva farfugliato di essere in ritardo con il suo piano di studi e si era eclissato.
“Mannaggia, che diavolo è questo casino?”
La voce inconfondibile di Shiori ebbe l'effetto di catalizzare l'attenzione dei tre poliziotti. Mentre Takayuki sfoggiava un saluto impeccabile, Miki continuava a sorridere come un idiota e Higuchi non riusciva a staccare gli occhi dalla sua scollatura.
“In giardino è stato rinvenuto uno scheletro”, la informò Takayuki.
“Che schifo! E dire che mi venivo sempre a stendere qui per prendere il sole!”
Immediatamente la visione di Shiori in bikini, con le morbide carni che fuoriuscivano dalla stoffa ridotta del costume, apparve davanti agli occhi di Takayuki.
“Calma”, pensò “sono pur sempre in servizio.”
Poggiò la pala a terra e si avvicinò, con aria premurosa.
“Non c'è nulla di cui preoccuparsi o avere paura.”
“E chi ha paura? É solo che mi fa senso pensare che magari mi sono stesa proprio sopra dove stava quel coso.”
“Non credo sia stato possibile, perchè era giusto sotto quel cespuglio lì.”
Indicò col capo ciò che restava dell'abelia, e intanto si sforzò di trovare un qualunque argomento che prolungasse la conversazione.
“Non è che sarebbe così gentile da portarci qualcosa da bere? È tutta la mattina che lavoriamo sotto questo sole.”
“Ma certo!”, acconsentì lei “Devo avere giusto qualche birra in fresco.”
“Veramente...” , balbettò Higuchi, sempre fissandole le tette “Siamo in servizio, non so se...”
“Oggi avrebbe dovuto essere il mio giorno libero”, intervenne Miki “Direi che una birra io me la merito eccome!”
“E birra sia!” concluse Takayuki.
Con la polvere che gli era entrata in ogni orifizio e la schiena dolorante, Takayuki decise che si meritava una sosta ai bagni pubblici. Mentre si beava nel calduccio della vasca grande, ripensava al pomeriggio. Shiori aveva rifornito di birra tutti quanti, compreso Enomoto che era riapparso d'incanto, chiaramente dimentico del suo piano di studi. Quella piacevole sosta era durata poco, perchè la giovane aveva affermato di avere della cose da fare ed era rientrata in casa, privando gli uomini della vista delle sue grazie. Sospirando, si erano rimessi a scavare. Il lavoro non aveva portato a nulla e per giunta non era nemmeno stato completato. Kawamura, messo al corrente, aveva decretato che il giardino andava presidiato per la notte, per evitare che l'assassino venisse a cercare i piedi. Tuttavia, i tre che avevano faticato fino ad allora meritavano di riposare e Haruna aveva spedito in ufficio un certificato medico nel quale si affermava che gli sforzi della mattina lo avevano nuovamente costretto a letto, perciò non rimaneva che lui. Benchè fosse il capo, dichiarò, si sarebbe sacrificato volentieri per la causa. Così, congedati i suoi uomini, Kawamura si era apprestato a passare la notte nel giardino di Chiba-san, sulla sdraio di plastica gialla che usava quando andava a pescare e che si era portato appresso.
All'ingresso di casa, Takayuki trovò Tochihara-san ad accoglierlo, con in mano un piccolo vassoio con una coppa di sake. Il sorriso che aveva dipinto addosso risultò inquietante, visto che passava tutto il suo tempo imbronciata.
“Che le abbia dato di volta il cervello?”, si chiese Takayuki “Forse mi sta scambiando per il suo defunto marito.”
“Honda-san”, stava intanto dicendo lei “Prego, si accomodi, sarà stanchissimo. Le ho preparato la cena. Spero che la gradirà.”
“Sì, decisamente ha avuto un attacco di demenza fulminante”, concluse lui.
Seguì comunque la vecchia e si accomodò al kotatsu; davanti a lui, una distesa di piatti e ciotole con dentro ogni ben di Dio. Da bravo scapolo, Takayuki sopravviveva a cibi precotti; finchè aveva abitato a Tokyo, aveva potuto contare sulla ristorazione dei locali di proprietà di Morimoto, ma lì, anche per colpa dello scarso stipendio, si doveva accontentare di ramen istantaneo e del bento a prezzo scontato del kombini all'angolo. Davanti a quel banchetto perciò non si fece pregare e spazzolò tutto, con l'accompagnamento di abbondante sake. Alla fine si ritrovò con la pancia che gli scoppiava e la testa leggera.
“Penso proprio che andrò a dormire ora, Tochihara-san. Grazie, era tutto buonissimo.”
“Non c'è di che, Honda-san. So che oggi è stata una dura giornata per lei, con tutto quello scavare. Mi raccomando, continui a fare del suo meglio. Spero che mi terrà informata della situazione quando verrà a cena anche domani sera.”
“Ecco perchè è così gentile”, pensò Takayuki “Vuole ficcanasare nelle indagini. Me l'immagino mentre fa la gradassa con le altre vecchie, vantandosi di avere notizie di prima mano grazie al poliziotto che abita da lei. Dannata obaa-san! Vorrà dire che approfitterò della situazione, almeno è un'ottima cuoca, anche se nessuno sa fare il caffè meglio di Shiori.”
bento = pranzo confezionato da consumare freddo
kombini = minimarket, generalmente aperto 24 ore su 24
kotatsu = tavolino tradizionale basso e quadrato, con un'ampia coperta sotto il piano d'appoggio e una fonte di calore sotto; i giapponesi siedono a terra infilando le gambe sotto, così rimangono al caldo
obaa-san = nonna
ramen = tagliolini in brodo che possono essere accompagnati da verdure, carne, pesce, ecc.
sake = significa bevanda alcolica in generale, ma di solito si usa per indicare il vino di riso
san = suffisso che si mette dopo i nomi propri di persona e corrisponde al nostro "signor/signora"
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glossario giapponese
bento = pranzo confezionato da consumare freddo
kombini = minimarket, generalmente aperto 24 ore su 24
kotatsu = tavolino tradizionale basso e quadrato, con un'ampia coperta sotto il piano d'appoggio e una fonte di calore sotto; i giapponesi siedono a terra infilando le gambe sotto, così rimangono al caldo
obaa-san = nonna
ramen = tagliolini in brodo che possono essere accompagnati da verdure, carne, pesce, ecc.
sake = significa bevanda alcolica in generale, ma di solito si usa per indicare il vino di riso
san = suffisso che si mette dopo i nomi propri di persona e corrisponde al nostro "signor/signora"



































