martedì 12 giugno 2012

tutti nudi


leggevo sullo scorso numero dell'Internazionale la storia dell'inglese Stephen Gough, che si trova in carcere in Scozia a causa della sua ostinazione a voler andare in giro nudo. una vicenda curiosa la sua. nel 2000, all'età di 41 anni, ha avuto una sorta di rivelazione; pare che abbia concluso di essere buono, e se era buono lui, era buono anche il suo corpo, così ha cominciato ad andarsene in giro nudo. nel 2003 ha fatto una camminata di alcuni mesi in solitaria: zaino, calzini e scarponi, e stop. ha poi ripetuto la cosa nel 2005 insieme alla nuova fidanzata. le sue apparizioni adamitiche suscitavano curiosità, ilarità  e a volte reazioni violente (si è preso pure le botte), ma le rogne maggiori sono arrivate in Scozia, dove è stato arrestato in base alla legge sul turbamento dell'ordine pubblico; di fatto sono quasi sei anni che fa dentro e fuori le carceri scozzesi e potrebbe virtualmente trascorrerci il resto della vita, infatti ogni volta che la sua condanna scade e viene rilasciato, lo arrestano nuovamente perchè va in giro nudo e si becca una nuova condanna, in una catena che appare impossibile da spezzare, visto che lui è determinato a non vestirti e le autorità scozzesi sono determinate a condannarlo. pare comunque che resista bene alla vita in carcere, dove si trova in isolamento, condizione causata dal fatto che anche in prigione rifiuta di vestirsi, perciò gli servono i pasti in cella e l'ora d'aria se la fa quando gli altri detenuti non ci sono. ora: ho già detto come io nutra ammirazione per la determinazione di certe persone; a prescindere dal fatto che condivida o meno le loro motivazioni, trovo esemplare il fatto di lottare a tutti i costi per ciò che si ritiene giusto, contro tutto e tutti. la faccenda di Stephen Gough però mi ha portato a riflettere sul fatto della nudità. è chiaro che nel nostro e in altri paesi la nudità è sempre accompagnata da sentimenti di pruderie, quando non da condanne vere e proprie; i corpi più o meno nudi esposti in pubblicità e simili sono sempre corpi belli, perfetti, atti a suscitare il desiderio, e dunque legati a un concetto di sesso e di peccato. manca la dimensione della naturalezza, di nudo come normale abito dell'uomo. in altri paesi questa dimensione per fortuna è mantenuta, il che non vuol dire che siano meno bacchettoni, ma semplicemente che un corpo nudo non è visto necessariamente come peccaminoso. pensando a questo, mi sono anche messa a riflettere sul rapporto che io ho con il mio corpo; pessimo fin da adolescente, e sinceramente non so nemmeno se il mio atteggiamento è indotto o congenito. a parte ciò, mi rendo conto di essere pesantemente condizionata dal giudizio degli altri. so molto bene di avere una svariata collezione di difetti fisici e come questi verrebbero commentati e derisi se li esponessi allo sguardo altrui. certo, qui entra il campo anche l'ossessione per la bellezza a tutti i costi che affligge i nostri tempi, ma così dunque di motivi per vergognarmi ne devo avere due? per cui mi viene da dare ragione a Stephen, anche se per motivi diversi dai suoi. credo che in generale abbiamo tutti un gran bisogno di ricordarci degli animali che siamo, della natura dalla quale veniamo, cose che neghiamo disperatamente da tempo.

Stephen e l'ex-fidanzata Melanie Roberts durante
il loro viaggio del 2005

26 commenti:

  1. Proprio perchè la nudità nella nostra società è legata al sesso e alla bellezza e giovinizza viene ammessa solo se risponde a questi requisiti e non centra nulla il pudore, se uno ci pensa è uno dei tanti condizionamenti a cui siamo sottoposti fin da bambini si potrebbe dire che è una delle tante forme di dittatura.

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    1. hai perfettamente ragione, è un'imposizione che ci viene fin da piccoli e proprio per questo è così difficile, se non impossibile, scrollarsela di dosso.

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  2. Al di là di tutto, trovo sia molto scomodo il costume adamitico per andarsene a passeggio, in più con lo zaino... e se poi devi sederti qua e là...
    Non mi urta un corpo nudo, però credo ci sia luogo e luogo. Così come ci si copre quando si entra in un luogo sacro, per una questione di rispetto al di là del fatto di essere credenti o no, credo ci si debba vestire o perché no svestire adeguatamente in altre situazioni. Ma ve la immaginate per esempio la prima alla Scala con tutti gli invitati nudi!! ahah beh forse qualche paparazzo ci sguazzerebbe... però credo che concordiamo che sarebbe decisamente fuori luogo. Woodstock invece, va bé lì ci stava pure il nudo.

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    1. credo che ci sia una forte dose di provocazione in quello che ha fatto Stephen Gough, è chiaro che non possiamo cominciare tutti ad andare a fare la spesa nudi e cose del genere. penso che però che il rapporto con la nudità propria e altrui necessiti una meditazione.

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  3. classico esempio di persona nata nel posto sbagliato e nel momento sbagliato!
    a voler comprendere comportamenti eccentrici rispetto alla norma si annaspa e ci si spertica inutilmente.
    se fosse nato in tempi e luoghi diversi sarebbe stato felice e libero insieme, qui ed ora invece gli tocca il carcere a meno di indossare qualcosa, prendere un aereo e partire per luoghi ameni, isolati e tribali, ma dubito che abbia voglia di farlo, altrimenti non se ne starebbe parlando:)

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    1. no, infatti. però è anche assurdo che non si riesca a trovare una semplice compromesso: dopotutto gli basterebbe uscire dalla Scozia, in Inghilterra non gli avevano fatto tutte queste storie.

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    2. gli spediamo un kilt? ;)

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    3. tanto non se lo mette!

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  4. Credo, per assurdo, che per poter vivere in una società nudista si dovrebbe prima diventare molto civili e molto poco animali. Basti pensare a quei bestioni gelosi, possessivi e violenti, pronti a fare a pugni con chi solo si permette di guardare la "loro" compagna. Se al di lei passaggio si vedessero venir su le erezioni, perderemmo il conto dei morti e dei feriti.
    Credo poi che in molti casi coprirsi sia più una questione di comodità (per sedersi, per proteggersi dal freddo ecc.) e di igiene, che non di "decoro" (che deriva sempre da un'imposizione e da un condizionamento che potremmo discutere per ore).
    Ovviamente, non posso non ammirare questa persona per il suo anticonformismo e la sua sfida a un modo troppo ottuso e punitivo di applicare le regole.

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    1. hai ragione su entrambi i punti! ci sono panchine in cui mi farebbe schifo sedermi da vestita, figuriamoci nuda...

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  5. E con il freddo come la mettiamo ???

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    1. lui dice che è solo questione di esercizio...

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  6. a me la prima cosa che mi è venuta in mente è stata: questo con st'idea bizzarra di andare in giro nudo ha pure trovato una compagna che lo segue in questa idea.... E io zero! uff...dovrò spogliarmi?

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  7. wow tutto nudo, quando la foto sul blog?

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    1. mi sa che deve cambiare piattaforma o su Libero lo bannano subito...

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  8. ma voi due che dite? non sarebbe un bello spettacolo, o meglio, sarebbe tutto da ridere. Io non sono in armonia col mio corpo :D

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    1. però almeno tu non hai lardo in punti sbagliati!
      (parlo per me ovviamente, Carlotta è magra)

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  9. Mah.
    Di fondo condivido l'ispirazione e le tue riflessioni.
    Resta però che riconoscere il proprio corpo come buono, al di là di vergogne personali e bigottismi vari (e veri), non può essere un preludio ad un'esposizione indiscriminata dello stesso.
    Rompere gli schemi e riproporre visioni più sane del vivere non può trasformarsi in un'abuso estremo del senso di decenza della società in cui viviamo (a meno che non si voglia proprio cambiare società, o che si agisca entro micro-società specifiche come quella nudista).
    Insomma, in poche parole: non vedo perché lo stare bene con il proprio corpo (nudo), cosa sacrosanta ed invidiabile, lo si debba imporre agli altri oltre ben i limiti 'medi'.
    Non sto certo suggerendo che dovremmo tutti intabarrarci, anche in spiaggia; solo che - mi pare evidente... - salvo eccezioni l'uomo non è più allo stato 'di natura'. Per bello che fosse, lo stato di natura non ci appartiene più in questa misura piena, e cercare di riprodurlo per principio ci porta un danno, non un beneficio.

    Detto ciò, clima ballerino a parte, è dall'inizio della stagione più o meno calda che io, dopo essermi tolta i jeans e messa i pantaloni leggeri a metà gamba, me ne vado in giro allegra e pelosa.
    Non ho voglia di depilarmi, sono stanca, e d'altra parte non mi dispiaccio così. Mi era capitato di uscire in questo modo anche negli anni passati, ma affatto sistematicamente e solo se dovevo sbrigare della commissioni in solitaria.
    Ma ora, ben lungi dall'averlo deciso a tavolino, scopro che me ne importa molto meno: non tanto dell'eventuale giudizio, ma del mio stesso sguardo, del rischio di essere meno apprezzata.

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    1. Ah, volevo citare anche il discorso comodità&igiene, ma vedo che ha provveduto lo Scriba :)

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    2. per carità, il post non voleva essere un invito ad andare in giro nudi, quanto a ripensare alla nudità!
      anche la depilazione è un bell'argomento... per esempio, adesso la dico, perchè mi devo togliere il dente: la moda della depilazione totale delle parti intime femminili che adesso è così diffusa, a me fa pensare a una forma latente di pedofilia.
      andando sull'aneddoto, ricordo che anni fa in metropolitana a Vienna vidi una giovane donna elegantemente vestita, ingioiellata e ben truccata, con delle splendide gambe per nulla depilate, cosa che da noi sarebbe inconcepibile. e così alla fine mi viene sempre da concludere che almeno metà di ciò che facciamo, lo facciamo per adeguarci a un pensiero comune, non perchè su quell'argomento ci abbiamo ragionato noi, con la nostra testolina.
      so che sto per prendermi un bel cinque da parte di alcuni miei amici, ma anche gli uomini depilati... poi vabbè, ognuno è libero di fare quello che gli pare, o almeno dovrebbe!

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    3. No, certo, so che non era un invito :)
      Non sono però sicura che per il tipo si tratti puramente di una provocazione; ecco. Anzi, mi sa che non è neppure il primo, o sbaglio?

      Sono d'accordo sul resto (maschietti depilati compresi, in linea generale: 'ché poi ci sono dei veri gorillini in giro, e magari una passatina in alcuni punti...).
      In effetti, a ben pensarci ho fatto il contrario del consueto: capelli rasati e peluria sulle gambe. Però si capisce che è voluto, anche perché in questi giorni sto sperimentando con ombretto (che non mettevo da tempo) ed orecchini a clip (perché quelli normali mi fanno regolarmente infezione, tsk).
      Insomma, posso piacere o far schifo, ma io mi curo, e poi i gusti rimangono gusti.
      Come scrivevi di recente, dobbiamo prima di tutto essere contenti di noi stessi (per davvero, perché a volta anche essere o comportarsi in modo particolare è più una fissazione o un atteggiamento che la nostra normalità).

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  10. mah ... secondo me sono paturnie naturaliste che uno può perseguire giusto se fa l'eremita. Contando che, oltre alle varie leggi e norme igieniche c'è anche la libertà degli altri a non vederlo nudo soprattutto dei bambini che magari non capiscono. Quindi la sua idea sarà anche innovativa ma la persegue in modo supponente.
    Per il resto in area cattolica la nudità è accettata solo per S.Sebastiano. Tutto il resto va coperto pudicamente e spesso ipocritamente. In virtù di quella purezza tutta si fa ma non si dice, per cui il maschio italiano è valutato come un essere perennemente arrapato (alias represso) da abbindolare con la classica farfallina (Belen docet).

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    1. e che palle Belen! ma ce l'ha solo lei? (e non mi riferisco alla farfallina...)

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    2. Bene, Guchi, a questo punto tutto è stato talmente detto, e peraltro acutamente, che non mi resta che inchinarmi reverente all'autrice del post e ai commentatori, e ancora una volta alla detta autrice per i controcommenti.
      Mi eclisso perciò in punta di piedi dalla porticina segreta sul retro, in gran silenzio, sperando che la mia presenza non venga tradita da cigolii di cardini.

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    3. mi raccomando, chiudi bene: da tre giorni tira un vento furioso e si crea sempre una gran corrente, che poi succede che le gonne si sollevano e si vedono altro che farfalline...

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chi plaude e chi brontola