“Tochihara-san, si rende conto che questo è intralcio alle indagini?”
La vecchia Tochihara sedeva impettita nell'ufficio di Kawamura, con ai lati Yuki che indossava una delle sue minigonne striminzite e Nakayama livido e imbarazzatissimo per il fatto che la nonna della sua fidanzata si fosse macchiata di un reato. Takayuki lo compatì; per un tipo ligio al dovere come lui, doveva trattarsi di un'onta insopportabile. L'unica che appariva imperturbabile come sempre era proprio la vecchia.
“Volevo vedere quanto tempo ci avreste messo ad arrivarci”, si giustificò.
“Tochihara-san!”, sbottò Kawamura “Quello che ha fatto è gravissimo! Avremmo risparmiato tempo e denaro se lei ci avesse detto subito che lo scheletro ritrovato nel giardino di Chiba-san era di suo zio!”
La donna sbuffò.
“Non ci si può divertire nemmeno un pochino senza che qualcuno si arrabbi”, si lamentò.
Kawamura alzò le braccia al cielo in un gesto teatrale che mostrava tutta la sua disperazione. Cercò subito di ricomporsi e di tornare al nocciolo della questione.
“Almeno adesso ci dica tutto quello che sa.”
“Mi sembra chiaro che non posso evitarlo, visto che brancolate nel buio.”
“Tochihara-san!”
“Va bene, va bene... Io ero solo una ragazzina delle medie all'epoca. Mio zio Tooru aveva lasciato la famiglia molto giovane. Aveva conosciuto un cuoco famoso che lo aveva preso come apprendista e lo aveva mandato a studiare in Europa. Era stato via diversi anni e al ritorno si era messo a lavorare in un famoso ristorante di Tokyo. Non veniva quasi mai a trovarci perchè era troppo impegnato con il lavoro, per fortuna.”
“Perchè dice per fortuna?”
“Perchè non lo sopportavo!”
“Che cosa non sopportava, esattamente?”
“Bè, io sono molto sensibile agli odori.” Nel dire questo, Tochihara-san rivolse un'occhiata obliqua e accusatoria a Takayuki “E a zio Tooru ecco... puzzavano i piedi.”
Kawamura la osservò in silenzio per qualche istante.
“Tutto qui?
“Tutto qui?!”, sbottò lei “Le sembra normale che impestasse per ore ogni ambiente in cui si fosse trovato a passare? I suoi piedi emanavano un fetore nauseabondo, rivoltante; proprio non riuscivo a tollerarlo.”
“A parte questo”, glissò Kawamura “che altro può dirci di lui?”
“Quando morì mia zia nel 1950, tornò a casa per il funerale. Ovviamente ci toccò di ospitarlo. Contavo le ore che mi separavano dalla sua partenza, ma quell'idiota si innamorò di una ragazza del posto, una che alloggiava presso la pensione Yamamori, e così chiese a mio padre se poteva rimanere fino a che non l'avesse convinta a sposarlo. Mio padre acconsentì perchè sapeva che era un buon partito, anche se aveva passato la quarantina, e credette che la cosa si risolvesse in breve tempo, invece lui rimase per quasi un anno. Fu un inferno.”
Tochihara-san tacque in una maniera che parve definitiva; ancora una volta, Kawamura dovette sollecitarla.
“Che cosa successe con la ragazza?”
“Nulla, che io sappia. Doveva avere il naso delicato anche lei. Zio Tooru un bel giorno sparì e ne fummo tutti sollevati.”
“Come...? Sparì e voi non ve ne preoccupaste?”
“Preoccuparci? Era grande e grosso e libero di fare quello che voleva della sua vita. E poi io potei riavere finalmente la mia stanza, anche se dovetti strofinare il pavimento per giorni e arieggiare per settimane, prima di eliminare quella puzza.”
Kawamura sospirò.
“Tochihara-san, sono certo che esagera; non poteva essere così terribile.”
“Pensare che lui quasi se ne vantava. Una volta arrivò a dirmi che si riteneva onorato perchè le sue estremità avevano lo stesso aroma di un famoso formaggio italiano. Aroma, già, lo definì proprio in questo modo.”
“Se posso permettermi...”, s'intromise Takayuki, attirandosi lo sguardo di tutti i presenti. Kawamura gli fece un cenno per invitarlo a proseguire.
“Tochihara-san”, chiese lui “ha appena detto che la sparizione improvvisa di suo zio non causò preoccupazione; vuol dire che erano spariti anche i suoi bagagli?”
Un lampo di rispetto per l'arguzia di quella domanda animò lo sguardo del fino ad allora afflitto Nakayama; anche Kawamura si raddrizzò, attento.
La vecchia parve riflettere, poi rispose “Naturale.”
“E allora, se a tutti parve normale che egli fosse ripartito, come ha fatto a concludere che il cadavere trovato nel giardino di Chiba-san fosse il suo?”
Tutti parvero trattenere il fiato in attesa della risposta.
“È il dettaglio dei piedi che mi ci ha fatto pensare, e il fatto che dopo di allora nessuno seppe più nulla di lui.”
“Può spiegarsi meglio?”
“Un cadavere fresco sepolto nel giardino di una pensione frequentata può anche passare inosservato, se sepolto nella maniera giusta, però nemmeno cinque metri di terra avrebbero potuto nascondere la puzza dei suoi piedi.”
Per un momento Takayuki si chiese come mai l'anziana donna fosse così esperta di occultamento di cadaveri; non lo avrebbe affatto meravigliato scoprire che ad accoppare il povero Tooru fosse stata proprio lei. Restava il fatto che, dopo le sue rivelazioni, ad essere spariti risultavano non solo i piedi, ma anche i bagagli di suo zio. Pareva che la vicenda si andasse complicando ulteriormente.
Tochihara-san intanto si era alzata in piedi.
“Me ne vado”, annunciò perentoria.
Kawamura non si oppose; per il momento non c'era altro che potesse chiederle. Accettò le ennesime scuse di Nakayama e si lasciò ricadere sulla poltrona con un'aria terribilmente affranta.
“Honda-san”, disse “C'è stato un problema con Higuchi ieri. La sua gatta si rifiuta di allattare uno dei micini così lui è dovuto restare a dargli il biberon rinunciando a recarsi da Ishibashi-san. Dovrai pensarci tu.”
“Dovrei andare a Kyoto?” Normalmente l'idea di un viaggio lo avrebbe rallegrato, ma il pensiero dei sorrisi di Yu-chan lo rendevano desideroso di restare nei suoi paraggi.
“Siamo stati fortunati, la signora stava giusto partendo con la nipote per un soggiorno sul lago Kawaguchi; arriveranno nel tardo pomeriggio. Fatti trovare al ryokan dove alloggiano, non voglio perdere un minuto di più per arrivare in fondo a questa storia.”
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glossario giapponese
chan = suffisso che si mette dopo i nomi propri di persona e che si usa solo con consanguinei o amici stretti
ryokan = pensione tradizionale; quasi tutti offrono bagni termali (onsen)
san = suffisso che si mette dopo i nomi propri di persona e corrisponde al nostro "signor/signora"

vantarsi per l'olezzo..pardon odore delle estremità? ci vuole coraggio...io non lo sopporto neppure sulla pizza ;)
RispondiEliminaahahahah!! a me piace molto il gorgonzola, e i formaggi puzzoni in genere, però i piedi li preferisco che non puzzino!!
Elimina“Non ci si può divertire nemmeno un pochino senza che qualcuno si arrabbi” Vero Guchi, verissimo !
RispondiEliminac'è così tanta gente priva di senso dell'umorismo...
EliminaPer intanto un effetto subliminale l'hai ottenuto: dopo secoli ho ripreso a comprare il gorgonzola (col mascarpone, ovviamente...) Non ti sarai messa d'accordo coi produttori? :-))
RispondiEliminaSenso dell'umorismo? Credo ne sia provvisto lo 0,8% dell'umanità (stima ottimistica) :)
ah, pensarci prima... potevo guadagnarci qualcosa con questo delirio!!
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