martedì 8 maggio 2012

hunger


non entrerò nel discorso politico che sta dietro a questo film:  perchè complicata e intricata è la situazione dell'Irlanda del Nord, perchè in guerra si fa presto a passare dalla parte del torto pur essendo convinti di avere ragione, perchè sono contraria alla violenza a prescindere. da che parte sta il regista credo che sia molto chiaro, così com'è molto chiaro per chi si occupa di diritti umani che qui di cose che non vanno ce ne sono parecche. MA: limitiamoci al film nudo e crudo. Steve McQueen, del quale ho visto anche Shame, non è uno che ci va giù leggero, difatti non risparmia alcun dettaglio: benchè mi reputi sufficientemente dotata di pelo sullo stomaco, confesso che è stata piuttosto dura vedere certe cose. fin da subito veniamo trascinati all'inferno insieme ai combattenti dell'IRA incarcerati; siamo agli inizi degli anni Ottanta, nel pieno di una protesta che dura da molto e che li vede rifiutare lo stato di delinquenti comuni e pretendere quello di prigionieri politici. per questo motivo non vogliono indossare le divise del carcere e restano nudi, avvolti in una coperta, senza lavarsi, anche perchè il momento del bagno è una mattanza: i poliziotti in tenuta antisommossa accolgono i detenuti con una scarica di manganellate (in una scena praticamente uguale a quella di Diaz: si vede che le polizie di tutto il mondo studiano sugli stessi libri di testo) e lavati a forza con scopettoni. le celle hanno i muri completamente imbrattati di merda, i pitali vengono rovesciati nei corridoi... e non voglio nemmeno cercare di capire che cosa fosse certa poltiglia che veniva inquadrata alcune volte. a un certo punto Bobby Sands  (interpretato dall'ottimo Michael Fassbender) decide di intraprendere uno sciopero della fame; quello precedente è fallito, lui vuole farne uno a oltranza in staffetta con altri prigionieri. all'orrore precedente, segue un lungo dialogo con il prete del carcere, ripreso con un'inquadratura fissa. e poi, il martirio, perchè altro non è. Bobby Sands non cede e muore dopo 66 mesi di inedia, seguito da altre 9 persone. ripeto: non voglio entrare in un discorso politico, ma credo che una determinazione così forte sia ammirevole di per sè. non so quanti di noi avrebbero il coraggio di arrivare a morire, e morire così, per ciò che ritengono giusto.

11 commenti:

  1. ultimamente sono proprio pigro, e vado poco al cinema. Ma seguirò il tuo coniglio !

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  2. No nessun coniglio ! Mica sono Alice ! Volevo dire conSiglio!

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    1. però il coniglio sarebbe sicuramente più piacevole ^__^
      sii pronto a tutto, se vai a vedere questo film!

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  3. capisco la storia del film e la serietà dell'argomento. Posso dire una cosa poco seria? ma che gran gnocco lui :D

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    1. certo che lo puoi dire... e puoi dire anche che, per fortuna degli spettatori, non si fa il minimo problema a spogliarsi!

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  4. no, grazie, con l'età non ho imparato ad apprezzare questo tipo di film, che (come Diaz, tra l'altro) lascio volentieri agli altri. Sarò masochista ma non fono aquesto punto, ho già abbastanza da pensare senza bisogno di uscire dalla sala con l'angoscia dentro di me amplificata.

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    1. pensa che io invece Diaz lo avrei fatto vedere a ogni singolo cittadino italiano...

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  5. ok, in una delle mie tante sere senza far nulla andrò al cinema a vederlo (o dvd mo vediamo)

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    1. allora meglio se ti vedi Shame, che lui è più nudo e il film è un po' meno peso di questo.

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  6. Cacchio....se ha impressionato te che sei abituata al cinema jappo...c'è da preoccuparsi

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    1. penso che sia stato proprio per via di alcuni particolari; ognuno ha i propri punti deboli, del resto!

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