sabato 31 dicembre 2011

l'oroscopo


previsioni per il 2012 per lo Scorpione:


Molte delle domande che ci facevamo da bambini non hanno mai trovato una risposta soddisfacente. Nel frattempo, con il passare degli anni continuano a emergere nuovi interrogativi. Ognuno di noi ha accumulato un’enorme quantità di enigmi. Alcuni lo considerano un problema opprimente, altri lo vedono come un piacere che contribuisce a rendere la vita sempre più interessante. E tu come la pensi, Scorpione? Se fai parte del secondo gruppo, sarai aperto alle esperienze che ti si presenteranno nel 2012. E questo significa che avrai la gioia di farti tutta una serie di nuove domande che svolgeranno una grande funzione catalitica.

caro Rob,
io sono una che di domande se ne fa sempre anche troppe, quindi non dovresti incoraggiarmi in questo senso, anzi. il problema poi non è nemmeno quello di porsi delle domande, quanto che trovare le risposte è dannatamente difficile, se non impossibile a volte. in realtà poi le risposte che mi do non è detto che siano quelle giuste; sono la mia interpretazione. del resto non credo che l'assoluto esista, perciò è probabile che anche le mie risposte alle stesse domande possano variare col variare delle situazioni. credo però che se trovassi la risposta a tutte le domande che mi faccio, finirei per annoiarmi a morte. la vita è un grande punto interrogativo, ed è bene che sia così. in compenso, mi sarebbe piaciuto che il 2012 fosse un anno sereno, ma ci sono già i segni perchè non lo sia, quindi credo proprio che la domanda che ricorrerà più di frequente nei prossimi dodici mesi sarà sempre la solita: che cos'ho fatto di male per meritare questo?

venerdì 30 dicembre 2011

brevi considerazioni di politica locale


a Guchishiro, paesino a pochi chilometri da Guchimachi, da circa un mese infuria una polemica. la ventilata apertura di un centro culturale islamico ha provocato una raccolta  di firme contro di esso e pure una manifestazione. i giorni passano e le acque sono ben lungi dal calmarsi; si continua a ribattere e controribattere, e ormai anche le forze politiche di Guchimachi dicono la loro. potrei fare una serie di considerazioni di banale buon senso, prima fra tutte che la nostra Costituzione garantisce la libertà di culto, così come lo fa la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, ma dirò invece di ciò che mi ha lasciata veramente basita in questa vicenda: la completa, totale e definitiva ottusità di certe persone. ognuno ha diritto alle proprie opinioni e quindi ad opporsi al progetto di un centro islamico; il problema è che le motivazioni su cui basano la propria opposizione, che si desumono dalle loro affermazioni, denotano un'ignoranza sconfinata che nasce da una stupidità di fondo, nonchè un atteggiamento che farebbe impallidire i bambini dell'asilo. il succo è: se noi andiamo da loro, loro non ci permettono di costruire una chiesa. giusto; e allora che cosa concludiamo, che se gli altri sono stronzi dobbiamo fare gli stronzi pure noi per metterci in pari? altri si appellano alla tradizione cattolica, ma non sono in grado di ribattere quando qualcuno gli chiede come mai non si accoglie con lo stesso astio l'apertura di una chiesa di Testimoni di Geova. c'è anche un'enorme preoccupazione perchè, se li lasciamo fare, fra vent'anni parleremo tutti arabo. a parte che, applicando questo principio, a Guchimachi è più facile che fra vent'anni parleremo tutti rumeno o moldavo, dato che la maggior parte degli emigrati è di queste nazionalità. preoccupa anche la condizione della donna nell'islam, mentre invece la visione della donna alla quale ci ha abituati il berlusconismo evidentemente è perfetta. insomma, non c'è uno che porti a sostegno della propria opposizione un argomento razionale e soprattutto suffragato da prove, e tuttavia, proprio per via di questa ottusità, è impossibile avere un confronto reale con queste persone che continuano a ripetere le loro sciocchezze come un disco rotto, senza ascoltare minimamente i loro interlocutori, ed è proprio questo che mi fa cadere le braccia. ho sempre creduto nel dialogo, ma come fai a dialogare con un sordo? in tutto questo, ricordo con un sorriso amaro il brano di un articolo del giornalista americano Joe Klein a proposito degli Stati Uniti, che lessi tempo fa sull'Internazionale: (...) era una dimostrazione del principio fondatore di questa nazione, che è anche il suo punto di forza: indipendentemente dalle origini e dalla provenienza, le cose che abbiamo in comune in quanto esseri umani contano più di quelle che ci dividono.

giovedì 29 dicembre 2011

deformazione professionale


il bilancio, ahimè, mi scappa sempre! in realtà penso che sia un po' stupido farlo perchè non si può certo contabilizzare la propria vita. bastasse un mero calcolo economico, dovrei concludere che il 2011 per me è stato disastroso e che il 2012 è probabile sarà pure peggio. quest'anno ormai agli sgoccioli è stato indubbiamente catastrofico e ammetto che sul momento ho vissuto il crollo di certe mie certezze come una perdita irreparabile, eppure, col senno di poi, ho capito che tutto ciò avveniva per il mio bene, che il destino, il fato o come-accidenti-lo-vogliamo-chiamare stava facendo qualcosa che avrei dovuto fare da sola: chiudere col passato, tagliare i ponti con tutto ciò che mi frenava e mi condizionava, impedirmi di guardare il futuro come a qualcosa che posso costruire e non solo subire come conseguenza. il 2011 però mi ha anche portato maggiore consapevolezza riguardo alle mie capacità, un aumento (seppur millimetrico) di autostima, determinazione nel perseguire ciò che ritengo giusto costi quello che costi, ma soprattutto il calore dell'amicizia, che è stata la luce dei miei giorni bui. senza l'amore, la vita è davvero ben misera cosa.

mercoledì 28 dicembre 2011

in caso finiscano carta e penna


nella vita è fondamentale essere preparati a ogni evenienza. mettiamo il caso che dobbiate assolutamente annotarvi qualcosa, ma non avete nè carta nè penna, e nemmeno il cellulare. come fate? semplice: usate i peli delle gambe. la geniale idea è venuta, manco dirlo, a un giapponese. nella foto qui sopra, cliccando per ingrandirla e aguzzando la vista, potete leggere l'alfabeto che Kanazawa Mayuko, una studentessa della Tama Art University, ha creato piegando in maniera opportuna i peli delle gambe di un amico (meno male, perchè se fossero stati i suoi ci sarebbe stato da preoccuparsi un po'). insomma, a questo punto non mi resta che darvi un consiglio: non depilatevi, non si sa mai quando i vostri peli possono diventare indispensabili!

martedì 27 dicembre 2011

com'è che diceva quello?


anche 'sto Natale so semo levati dalle p....  vabbè, ci siamo capiti. dunque, passato lo scoglio più grosso, resta il periodo del limbo. ognuno ha il suo, per me il limbo va dal 26 dicembre al 6 gennaio. finito il parossismo dei regali, del pranzo e delle tradizioni familiari più o meno imposte, e visto che non ho altri impegni mondani, devo solo cercare di resistere alla noia di questi giorni, pari solo a quella estiva. intanto ho i figli a casa da scuola, il che significa che  il pomeriggio avrò la solita invasione di adolescenti (la vigilia me ne sono ritrovata in sala 7, meno male che ero barricata in cucina a fare i cappelletti), poi dovrò sopportare il clima letargico generale. trascorreremo il pranzo di Capodanno dai suoceri (bello non dover cucinare, una volta tanto), la sera del due gennaio dagli amici di mio marito, per l'Epifania invece verranno i suoceri qui e il giorno dopo probabilmente faremo una gita in un luogo dove mi sarebbe piaciuto incontrare un blogger, ma non so se ci riuscirò. fine dei programmi. i più attenti di voi, avranno notato che da questo elenco manca un impegno che hanno praticamente tutti, ovvero San Silvestro. il fatto è che io non vado a un veglione o a qualcosa del genere da così tanto tempo che non ricordo nemmeno quand'è stata l'ultima volta. in realtà al veglione non ci tengo proprio, però mi piacerebbe una cosa fra amici, ma il problema è lo stesso che per Natale: gli amici hanno altri programmi, così faremo quello che facciamo di solito, ovvero ci vedremo un film, possibilmente lungo, in attesa che si faccia mezzanotte, e poi brindisi, buonanotte e speriamo che nel ristorante qui dietro facciano pochi botti che vorrei anche dormire.

lunedì 26 dicembre 2011

la foto della settimana: gli zuccherini


una delle costanti dei miei Natali sono i biscotti che preparo seguendo la ricetta di mia nonna e che decoro con la glassa e le palline di zucchero colorate. penso che gli zuccherini (così li chiamava lei) siano la prima cosa che ho imparato a cucinare. li faccio da sempre e così sono diventati famosi fra i miei amici. un anno addirittura G me ne commissionò un chilo per la vendita di beneficenza della parrocchia, e  ricevettero lodi perfino dall'ex-fidanzato spocchiosissimo della mia amica C. anche un paio di voi hanno avuto il privilegio -chiamiamolo così!-  di assaggiarli. so che adesso vi aspettate tutti che vi dia la ricetta, vero? uhm... mi sa che mi terrò il copyright ancora per un po', del resto io, per distinguermi dalla massa,  a Natale divento più cattiva.

domenica 25 dicembre 2011

Christmas Day



che poi alla fine si fa ben presto a spacchettare i regali, la curiosità fa venire fretta. in famiglia siamo sempre stati piuttosto parchi in materia di regali, e non seguiamo regole fisse; se ci pare che una cosa possa essere adatta la prendiamo, senza pensare che quella dell'anno prima era più o meno costosa e che saremo ricambiati con qualcosa di più o meno costoso. del resto non è nel valore corrente del regalo in sè il senso della cosa, quanto nel tentativo di manifestare il pensiero, l'affetto, la cura. poi, raccolte le macerie dei pacchetti, a me come al solito attende la cucina, che anche i giorni di festa di mangia, caso mai pure più del solito. questo Natale trascorrerà pigro e un po' nostalgico, nel relax, nel dolce ricordo delle persone che non ci sono più e che vorrei ancora qui, e nel forte pensiero di quelle che sono lontane fisicamente ma vicine al mio cuore, persone alle quali oggi vorrei dire grazie per esserci perchè è anche per merito loro se sorrido.




grazie di cuore!

sabato 24 dicembre 2011

l'oroscopo



oroscopo per lo Scorpione dal 23 al 29 dicembre:

Sotto quale incantesimo vorresti trovarti nel 2012? Sta’ attento a come rispondi: potrebbe essere una domanda trabocchetto. Non perché cerchi di imbrogliarti, ma perché voglio prepararti alle complicazioni che la vita potrebbe presentarti. Perciò provo a riformulare la domanda in modo diverso. Vuoi davvero essere sotto un incantesimo, di qualunque tipo? Rispondi di sì solo se sei sicuro che ti aiuterà a rivelare il tuo sogno più grande. E per favore accertati che la persona o la cosa all’origine dell’incantesimo sia al servizio dell’amore.


caro Rob, 
questo tuo pronostico mi ha fatto venire in mente una delle frasi che ripeto più spesso: attenti a ciò che desiderate, perchè potrebbe anche avverarsi. alla luce degli avvenimenti del mio passato, in cui le cose che ho desiderato e che si sono avverate si sono rivelate delle catastrofi, concludo che faccio volentieri a meno anche degli incantesimi. dopotutto augurarmene uno sarebbe la stessa cosa che desiderare qualcosa; intanto si dovrebbe essere specifici fino alla nausea, perchè si sa che il diavolo è nei dettagli e sono proprio quelli che ti fregano sempre; poi si dovrebbe anche sapere esattamente che cosa si vuole dalla vita, altra specialità che mi fa difetto. perciò mi dispiace ma passo; niente incantesimi per me, mi bastano già le sfighe che mi succedono regolarmente e senza che le invochi.


PS: Buon Natale a tutti!!





venerdì 23 dicembre 2011

the artist


questa settimana ho visto ben due film e mi sono piaciuti molto entrambi; il primo è stato Midnight in Paris di Woody Allen, il secondo questo The Artist, che mi aveva incuriosito fin da quando avevo visto il provino qualche tempo fa. quelle poche immagini erano state sufficienti per accendere la mia curiosità, se non altro perchè penso che il fatto che realizzare un film muto di questi tempi sia un coraggioso lampo di genio (aveva pensato a qualcosa di simile anche Aki Kaurismaki qualche anno fa). The Artist, ambientato alla fine degli anni venti, esordisce con le immagini di un film nel film; il protagonista di entrambi è George Valentin, divo del muto. Egli si scontra, in maniera letterale, con una giovane aspirante attrice, Peppy Miller, e questo incontro fortuito segna l'inizio della sua china. mentre Peppy diventa sempre più famosa, George non accetta l'avvento del cinema sonoro, sperpera i risparmi per girare un altro film muto, perde ciò che gli resta nel crollo della borsa del 1929 e viene pure scaricato dalla moglie che si prende la casa. si riduce a impegnare e a mettere all'asta ciò che gli resta, con la sola compagnia del fedele cagnolino e dell'autista-tuttofare. Peppy però veglia su di lui a sua insaputa come una sorta di angelo custode; è lei infatti che acquista i suoi beni e li conserva in una stanza, ed è sempre lei che quando George, preso dallo sconforto, brucia le sue pellicole e rischia di morire nell'incendio, lo accoglie nella sua casa per curarlo. quando George scopre la stanza con le sue cose però non gradisce; il suo orgoglio è troppo grande, ed è proprio a causa sua se fino ad ora si è sempre rifiutato di parlare, ma quando infine accetta non solo l'amore, ma anche l'aiuto di Peppy, ritroverà la gioia di vivere. un film delizioso, ben diretto e che merita sicuramente di essere visto. il protagonista, Jean Dujardin, ha meritatamente vinto il premio come miglior attore al Festival di Cannes. fa davvero piacere vedere come si possa riuscire a emozionare e coinvolgere con solo la buona recitazione, alla faccia di certe pellicole che si basano unicamente sugli effetti speciali o sulle scene d'azione e che hanno trame totalmente inconsistenti; non sono certo quelle che restano nel cuore.

Jean Dujardin e Bérénice Bejo

giovedì 22 dicembre 2011

piatti freddi



dicono che la vendetta è un piatto che va consumato freddo. in realtà parlare di vendetta è eccessivo. dovrei piuttosto dire "liberazione dalle persone moleste". sì, perchè non appena tutto questo sarà finito, semplicemente non le voglio vedere mai più. senza rancore e freddamente, eliminare dalla mia vita le loro esistenze sarà una grandissima soddisfazione.

mercoledì 21 dicembre 2011

orrori postali: quanto mi manchi!

queste tre cartoline sono accumunate dalla stessa frase, ma l'ultima è un gioiellino che solo i veneziani DOC sono in grado di apprezzare. mi ha spiegato infatti l'amica che me l'ha spedita che  l'immagine sullo sfondo è quella della chiesa di San Michele in Isola, dove si trova il cimitero. come dire, insomma: manchi solo tu al cimitero! davvero molto romantico, non c'è che dire...




martedì 20 dicembre 2011

prodotto di narrativa commerciale


riflettendo su questo post del mio amico Carlo, ho deciso che il mio prossimo romanzo si intitolerà "L'odore di gorgonzola dei piedi amputati di mio zio".


prossimamente su questo blog, stay tuned!

lunedì 19 dicembre 2011

la foto della settimana: a Firenze


viaggio di andata in compagnia di Murakami Haruki e di un gruppetto di cosplayer che disquisiscono di criceti assassini; viaggio di ritorno nuovamente con Murakami e con una folla incazzata perchè i vagoni sono strapieni (pochi minuti prima di partire però attaccano un'altra carrozza donandoci un po' di sollievo). nel mezzo c'è stato il Nimi Festival alla Fortezza da Basso. all'interno dei padiglioni la temperatura è amazzonica, ma il fatto che l'organizzazione sia gestita da veri amanti della cultura giapponese garantisce uno sguardo a 360°. ci sono diversi espositori nipponici che mi tentano con le loro meraviglie. vengo chiamata al banchetto di una idol famosa, Misako Aoki, che mi fa l'autografo su una sua foto, e mi metto in coda per farmi fare il ritratto in stile manga (lo vedete nella colonna a lato); il primo piano brulica di cosplayer, i costumi mi sembrano particolarmente accurati, ma oggi non ho voglia di fotografarli, mi metto invece a fare chiacchiere con una signora dell'associazione Lailac e compro un tipo di ramen istantaneo che non ho mai visto, senza privarmi delle solite delizie gastronomiche. nel primo pomeriggio, con la sporta e la pancia piene, faccio la passeggiata turistica classica: Duomo, piazza della Signoria, Ponte Vecchio. sono un po' pigra, finisce che invece di camminare mi metto a leggere (sì, sempre Murakami), anche perchè l'aria non è affatto gelida, e mi viene anche un po' di malinconia.

domenica 18 dicembre 2011

perle di Murphy: l'ultima legge


Se varie cose che sarebbero potute andar male non l'hanno fatto, alla fine scoprirai che sarebbe stato meglio se l'avessero fatto.

sabato 17 dicembre 2011

l'oroscopo


oroscopo per lo Scorpione dal 16 al 23 dicembre:



Il distretto scolastico di Los Angeles ha ridimensionato notevolmente l’importanza dei compiti a casa. A partire da quest’autunno, il lavoro che fanno gli alunni dopo la scuola varrà solo il 10 per cento ai fini della valutazione. Ti sconsiglio di seguire questa tendenza, Scorpione. Anzi, penso che dovresti andare nella direzione opposta. Durante la fase di apprendimento intensivo nella quale stai entrando, i compiti a casa saranno più importanti che mai. Per sfruttare al massimo tutte le occasioni che avrai di imparare, dovresti fare molte ricerche, riflettere su quello che significano ed essere sempre ben preparato. Dovrai dedicare il periodo tra la fine del 2011 e l’inizio del 2012 ai tuoi compiti.


caro Rob,
in linea di principio ti potrei dare ragione, ma è il periodo ad essere completamente sbagliato. tra la fine del 2011 e l'inizio del 2012 infatti ci sono le feste, ovvero un periodo in cui, come ogni anno, resterò chiusa in casa a trascinarmi dalla scrivania al divano e dalla poltrona al letto, leggendo, guardando film e cartoni, scrivendo, ascoltando musica e mangiando di tutto e di più. insomma, un copione talmente noto e trito che da imparare non c'è proprio nulla.

venerdì 16 dicembre 2011

l'amicizia di Pinco Pallino


il mio parrucchiere deve aver appena scoperto le gioie di Facebook. se ne sta seduto lì con noi, al tavolo del colore, e mostra alla ragazza a fianco a lui le fotografie di non so quale gita. cavolo, dice, se son venuto male in questa foto! e poi nota crucciato che già 3 degli altri partecipanti l'hanno pubblicata. la ragazza lo rincuora: però sembri simpatico, dai. si mette poi a leggere ad alta voce le notifiche, o meglio, da chi le ha ricevute, e sciorina una lista variegata di nick in stile troiona che mi fanno sorridere. altre 4 richieste di amicizia!, nota, e di chi saranno mai? ecco: il tale, la tale, la tal'altra... e Pinco Pallino chi è? boh? io accetto, tanto accetto sempre tutti. mentre lo dice, solleva gli occhi e mi guarda con un'espressione quasi contrita.


questo post avrebbe potuto essere il suo epitaffio. l'uomo infatti ha seriamente rischiato una morte violenta per mano mia. il fatto è che a lui piace sperimentare, mentre io, con tutta la fatica che faccio per trovare un equilibrio per i miei riccioli, quando trovo una sistemazione accettabile la vorrei mantenere. a questo giro l'esperimento è consistito nel tagliarmi le lunghezze DOPO avermi stirato i capelli, il che significava che, una volta che li avessi lavati a casa senza lisciarli, sarebbero risultati molto più corti di come li vedevo al negozio. la domanda era: quanto più corti? ecco, diciamo che ho tenuto la katana a portata di mano fino allo shampoo successivo.



giovedì 15 dicembre 2011

post grazie al quale Guchi si inimicherà parecchi fotografi, e non solo


il gene dell'anarchia si manifesta in me nei modi più strani. a dire il vero, non sono nemmeno sicura che sia questa la definizione giusta, sta di fatto che generalmente ciò che è conforme mi fa venire un gran mal di piedi: si vede che non è della mia misura. ammetto che la collisione tra il mio modo di essere e l'insieme di norme prestabilite che governa il mondo non avviene tanto spesso, poichè sono sempre stata bravissima a rinchiudermi nella mia nicchia ignorando il resto. per esempio, le cose che amo fare le faccio principalmente perchè mi divertono, e se poi divertono anche gli altri, tanto meglio, ma non è che mi viene la depressione se mi diverto solo io o che cambio stile solo per divertire tutti gli altri. insomma, magari non sarò anarchica, ma asociale sì... comunque, questo era per dire che ho dato le dimissioni da un sito di recente fondazione (del quale non faccio il nome perchè non credo nella diffamazione) che si pone come un social network per appassionati di fotografia. fin da subito mi è stato piuttosto sui maroni per la maniera in cui è impostato: a ogni cosa che fai guadagni un punto di attività, e quando hai tot punti sali nella scala sociale della community; per una che si scoccia anche a fare la raccolta punti per le pentole che regala il supermercato, oggetti che almeno possono sempre tornare utili, è chiaro che già questa è una nota stonata, per non dire che di scale sociali, virtuali o no, non so che farmene. il sito promuove continuamente dei contest: viene proposto un tema, e in un certo lasso di tempo gli utenti registrati possono caricare una foto che verrà poi votata (il voto può essere anche negativo) e commentata da tutti gli altri; vince, naturalmente, chi ha il punteggio più elevato. ora devo fare una piccola  e necessaria digressione per spiegare che cos'è per me la fotografia. penso che fotografare significhi afferrare la realtà rendendola immutabile, poichè tutto cambia, perfino un sasso (magari non è esattamente il sasso che cambia, ma il modo in cui la luce ci batte sopra, tanto per fare un esempio); i fotografi che mi colpiscono sono quelli che mi trasmettono emozioni e che mi affascinano con l'immediatezza e la potenza dei loro scatti. tutti sono capaci di fare una foto di maniera e a tutti può capitare la botta di culo dello scatto di una vita; personalmente preferisco andare a istinto, quasi sempre il click dell'otturatore segue di pochissimo il mio sguardo. in un secondo momento, in quella che è la fase di post produzione, posso intervenire sul taglio o con minime modifiche della luce e della saturazione, perchè preferisco lasciare le foto il più possibile simili a come le ho scattate in origine.  naturalmente il bravo fotografo è quello che riesce a fondere in maniera perfetta la tecnica e quel senso di realtà congelata, donandoci lo stupore per esserci riuscito. detto ciò, ci può quindi essere una foto perfetta da un punto di vista tecnico che però non trasmette un'emozione, oppure una foto che ha qualche pecca, ma che dice qualcosa. io su quel sito lì ho visto moltissime immagini del primo tipo, ma raramente mi sono emozionata; i commenti vertono su quanto è precisa la messa a fuoco, su che peccato sia che il soggetto sia un po' bruciato o che ci  siano quattro millimetri tagliati che rovinano l'inquadratura, sul problema che la foto sia fuori tema rispetto all'argomento del contest, eccetera. sembra appunto che la principale preoccupazione sia che un'immagine ricada in una serie di norme che con la creatività e l'emozione mi pare abbiano poco a che fare, inoltre trovo fastidioso il coro di salamelecchi reciproci tipico di altri social network e la paternalistica farcitura a base di "faresti bene a seguire questi consigli" che segue ogni appunto; ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato un "bravo! la foto rispetta tutti i canoni fotografici di base" sotto una foto che avrebbe potuto fare chiunque. ecco: è quel canoni fotografici di base che mi ha fatto inesorabilmente e definitivamente cadere le palle.

che ne pensate della foto qui sopra? pensate che rispetti tutti i canoni fotografici di base? magari riuscite a indovinare quale famoso fotografo l'ha scattata (fotografo che, fra l'altro, è il mio mito)?

mercoledì 14 dicembre 2011

personal cult: Forget Paris


questa volta viro decisamente sulla leggerezza e sul divertimento con questo film diretto e interpretato da Bill Crystal nel 1995, che è un Harry ti presento Sally in tono minore, ma comunque molto godibile. mi piace la maniera in cui viene raccontata la storia dei due protagonisti: sono i loro amici a farlo, attraverso la descrizione degli episodi più emblematici... e ce ne sono diversi!


Mickey è un cazzuto arbitro di basket che si trova a dover accompagnare in Francia la salma del padre per la sepoltura, se non che la bara si perde... ed è così che conosce Ellen (Debra Winger), la funzionaria che lo aiuta a sistemare il pasticcio. Mickey decide di rimandare il ritorno a casa per godersi la compagnia di Ellen, la quale gradisce e ricambia. dopo una prima separazione e un doveroso chiarimento (Ellen è già sposata ma non l'ha detto a Mickey), i due decidono di sposarsi.


se a Parigi tutto andava bene, al ritorno in America però cominciano i problemi; Ellen, che ha abbandonato un ottimo lavoro, si trova a farne uno che detesta e per di più Mickey non è mai a casa perchè deve seguire le partite di campionato. passa un altro po' di tempo e la situazione si ribalta; Ellen viene promossa a un posto di responsabilità, mentre Mickey accetta di lasciare l'arbitraggio per rimanerle accanto, ma di fatto si trova invece a fare da baby-sitter al vecchio suocero demente. tra continui alti e bassi, i due infine si separano ed Ellen torna a Parigi ma, poichè questa è una di quelle commedie romantiche che non possono che andare a finire bene, alla fine torna indietro, proprio quando lo stesso Mickey ha deciso di mollare tutto per andarla a riprendere.


il film è ricco di momenti esilaranti, ed è questo il suo pregio: parlare in maniera ironica della difficoltà del vivere insieme anche quando ci si ama, difficoltà che riguarda il dover conciliare stili di vita e priorità diverse, il dover rinunciare a un po' di se stessi per amore dell'altro e il continuo chiedersi se vale la pena sacrificarsi, se non è meglio lasciarsi, visto che è così difficile essere felici insieme. si ride parecchio, ma penso che sia proprio questa la riflessione che sta alla base di tutto. qui naturalmente il finale non può che essere happy, trattandosi di una commedia romantica.

martedì 13 dicembre 2011

luddista o dandy



ebbene sì, lo confesso: nell'era di internet, io sono una di quelle sciroccate nostalgiche che ancora spediscono lettere scritte su carta tramite la posta tradizionale, quella che contempla l'uso di buste e francobolli, per intenderci. le due parole del titolo derivano da un articolo che ho letto la settimana scorsa e che così definiva coloro che spediscono ancora bigliettini di carta di riso vergati con la stilografica. premettendo come al solito che al mondo ciascuno è libero di fare quel piffero che gli pare, non vedo perchè dovrei sentirmi bollata come una nemica dell'informatica o come una fanatica seguace della perfezione estetica, quando sono soltanto una persona alla quale piace tenere la carta tra le mani. una cosa non esclude l'altra, e io ho iniziato a coltivare l'hobby della corrispondenza nel lontano 1987, quando nessuno aveva idea di quale rivoluzione tecnologica ci aspettava dietro l'angolo. la cosa particolare è che resiste uno zoccolo duro di appassionati grafomani, persone che non sono affatto fuori dal mondo e che il computer lo usano quotidianamente, magari proprio per scrivere e stampare quella stessa lettera che poi qualcun altro si godrà in una calma serata sul divano, con una bella tazza di tisana profumata a fianco, perchè, a chi non l'ha mai provato, posso assicurare che il sapore di una lettera scritta su carta da qualcuno che a te ci tiene tanto da prendersi la briga di impostarla rimane uno dei piaceri della vita.

lunedì 12 dicembre 2011

la foto della settimana: una notte al museo


a conclusione di tre giornate da urlo, mercoledì della settimana scorsa sono stata al MIC all'inaugurazione della mostra di Mokichi Otsuka. lì dovevo incontrare delle amiche e certamente mi allettava l'idea di poter finalmente distrarmi, ma al contempo mi preoccupavo per la prospettiva di una serata noiosa. si sa come vanno le inaugurazioni: autorità varie che fanno pallosi discorsi a base di aria fritta, assalto al buffet e buonanotte. non avevo considerato che Rodolfo Santandrea ci aveva messo lo zampino; può darsi che i meno giovani lo ricordino per una sua apparizione a Sanremo nel 1984. Santandrea è matto nella migliore accezione del termine. la serata infatti è iniziata nel prato del museo, con lui e i musicisti che suonavano una versione sgangherata de La Cucaracha per convincere i custodi ad aprire la porta, e i custodi chi erano? Arlecchino, Pulcinella e Pantalone. il discorso simil-palloso ce lo siamo dovuti sorbire comunque, ma quando sul palco c'è salito di nuovo lui, è stata una festa a base di Figaro qua Figaro là e altri celeberrimi brani lirici e non solo. disertato il buffet (non mi è mai piaciuto azzuffarmi per una pizzetta), mi sono riguardata con calma le terracotte di Mokichi. non sono certo un critico d'arte e, come dicevo a C, tendo a dividere gli artisti in due grandi gruppi: quelli che mi piacciono e quelli che non mi piacciono. Mokichi appartiene al primo tipo e i suoi lavori hanno un fascino che dal vivo avvolge e ipnotizza, quasi come se avessero una loro anima e se ne percepisse la forza prepotente, una forza che attrae non solo lo sguardo. un uomo, per esempio, si è messo ad accarezzare uno dei gatti; gli passava le mani sopra sorridendo, come se avesse avuto tra le mani un gatto vero, e non riusciva a staccarsene. da parte mia ho pensato che se mai mi ritrovassi a poter spendere una grande somma di denaro (ipotesi fantascientifica, ma tanto sognare non costa nulla), mi piacerebbe comprare una di queste opere.

domenica 11 dicembre 2011

perle di Murphy: legge di O'Reilly sulla cucina


La pulizia è una figura retorica.


meglio evitarsi la fatica, insomma!

sabato 10 dicembre 2011

l'oroscopo


oroscopo per lo Scorpione dall'8 al 15 dicembre:



Topolino è nato il 18 novembre 1928: è dello Scorpione. Bugs Bunny invece è del Leone, perché è del 27 luglio 1940. Nella loro lunga carriera piena di avventure, questi due eroi dei cartoni animati
sono comparsi insieme solo una volta, nel film Chi ha incastrato Roger Rabbit? Sono stati pagati la stessa cifra e hanno detto lo stesso numero di parole. Prevedo che presto nel tuo mondo si verificherà un evento simile, Scorpione: una congiunzione tra due stelle, una miscela di due sapori forti o l’incontro tra due icone che non sono mai state accostate. Secondo me ti divertirai un mondo.

caro Rob,
innanzitutto devo dire che Topolino come Scorpione non ce lo vedo proprio, sicuramente deve essere uno di quei casi in cui conta più l'ascendente. per il resto, che dirti? penso che questa tua predizione sia una di quelle prodotte sotto metanfetamina.


a parte gli sproloqui di Rob, ci tenevo a ricordare che oggi è l'anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.

venerdì 9 dicembre 2011

chi ha ragione?



io in cartoleria non dovrei mai metterci piede, oppure dovrei andarci senza portarmi il portafoglio. insomma, ci siamo capiti: impazzisco per tutto ciò che ha a che fare con la carta! la settimana scorsa avevo appena finito di svenarmi con alcune cartoline quadrate e un quaderno di produzione francese dal look semplicemente fantastico, che butto l'occhio in vetrina e noto qualcosa che non capisco bene che cos'è: un quaderno oppure un'agenda? m'informo, e così scopro che si tratta di una nuova produzione di quaderni in carta riciclata dalla pietra. dalla pietra?! la cartolaia dice che è l'invenzione di un ingegnere giapponese con le palle. ora, se mi dicono la parolina magica (ovvero giapponese, non palle... uffa, sempre a pensare male voi!) non posso non investigare, e così scopro che questa carta si chiama repap ed è ottenuta riciclando calcare ricavato dagli scarti delle cave e del materiale edile. o meglio: questa è la campana ufficiale, perchè subito dopo trovo invece un articolo che denuncia il fatto che si usi invece pietra di prima scelta causando gravi danni ambientali, ovvero esattamente il contrario delle intenzioni sbandierate dai produttori. insomma, chi ha ragione? l'idea di partenza è certamente ottima e il risultato ottenuto di buonissima qualità, ma non è che invece delle foreste ora ci si dedicherà all'abbattimento delle montagne? 


ah: dell'ingegnere giapponese, con o senza palle, nessuna traccia. chiedo ufficialmente aiuto a Loran, visto che è riuscito nella mission impossible di scoprire il nome dell'attore che ha interpretato il figlio minore del califfo nel film "Il destino". io ho trovato solo un articolo, che però si riferisce alla Cina. ma poi, si sa: cinesi e giapponesi sono tutti uguali...

giovedì 8 dicembre 2011

la sindrome della marmotta


in questo periodo non farei altri che mangiare e dormire... rischio di ridurmi come nella foto.

mercoledì 7 dicembre 2011

orrori postali: quiz

osservate attentamente questa cartolina e ditemi che cosa rappresenta:


1) cacca di mucca pietrificata
2) sedimenti fangosi gradati prodotti a margine di torrente
3) eccesso di ottimismo nel credere che qualcuno cacci fuori anche solo qualche centesimo di euro per comprarla


e la risposta esatta è:



martedì 6 dicembre 2011

elogio dell'empatia


credo che uno dei migliori doni che si possa fare a se stessi è quello di imparare l'empatia. questa dote è presente naturalmente in alcune persone piuttosto che in altre, ma può anche essere sviluppata. certo, prima lo si impara meglio è. avere la capacità di comprendere chi ci sta di fronte è un ottimo sistema per smorzare i conflitti e riuscire a vivere insieme in armonia. purtroppo alcuni sono convinti che comprendere qualcuno equivalga ad arrendersi al suo punto di vista, a dargli ragione insomma. questa è una cavolata bella e buona; comprendere una persona non significa affatto abdicare da se stessi, ma ammettere che siamo tutti esseri umani, ugualmente fallibili, ciascuno con problematiche diverse che ci fanno comportare in modi diversi, ma diverso non significa necessariamente sbagliato. l'empatia è quella che ci fa entrare nei panni dell'altro, e io penso che occorra molta più forza ad abbattere i muri che ci separano l'un l'altro, che a costruirli.


certo che a guardarsi intorno di questi tempi, di empatia, come di molte altre cose, pare davvero che ce ne sia poca. tutti sembrano molto più interessati a gridare il proprio punto di vista senza nemmeno ascoltare quello dell'altro. un perfetto dialogo tra sordi che non può che portarci alla rovina.

lunedì 5 dicembre 2011

la foto della settimana: Modena


partiamo con la nebbia, che di questa stagione è l'accessorio di moda per noi che abitiamo una terra la cui esistenza è giustificata da un formaggio, ma già a metà strada appare il sole, non posso dire in tutta la sua gloria, ma almeno in una dignitosa imitazione. il centro di Modena è pieno dell'animazione della tarda mattinata; c'è chi esce da messa, chi fa una vasca tra le bancherelle coi prodotti di Natale e quelle del mercatino dell'antiquariato, chi si sistema insieme ai figlioletti sul vagoni del trenino; non mancano i turisti, intruppati dietro una guida autorevole, e i musicisti di strada e di pianobar che mischiano le loro note più o meno discrete. il pranzo lo consumiamo come d'abitudine allo Stallo del Pomodoro, locale che da solo merita il viaggio e che raccomando caldamente a tutti; tra antipasto, primo, secondo, dolce e caffè, un buon lambrusco fa da collante e da sciogli-lingua. a quel punto la mia strada si divide da quella del marito, che si dirige in pinacoteca, mentre io attraverso la strada ed entro nella palazzo di fronte, a gustarmi la mostra fotografica di Ansel Adams. che meraviglia! naturalmente conosceva già questo autore, ma la magia di una stampa di grandi dimensioni sortisce sempre il suo effetto. in questo caso, mi trascina in una dimensione di natura incontaminata, spazi immensi ed eterni, e mi lascia a bocca aperta davanti allo spettacolo di monti e laghi, ghiacci e nevi, alberi e acque. finisce come al solito che mi compro il catalogo... oltre al famoso americano, c'è pure una mostra di un foto-amatore del posto, testimone della Belle Epoque: Francesco Carbonieri. immagini scattate per diletto personale e senza nessuna velleità, ma estremamente godibili nella loro spontaneità. concludo con le parole di Adams: 

La wilderness, almeno per me, è qualcosa di mistico: un'esperienza intensa, intangibile e non materialistica. Il diritto all'esperienza è fondamentale, come il diritto di proprietà, di credo, il diritto al lavoro e alla sicurezza. L'idea che ci siano altri (e altrettanto importanti) valori oltre a quelli di natura prettamente materiale ed economica è qualcosa che dobbiamo alimentare e sostenere il più possibile.

domenica 4 dicembre 2011

perle di Murphy: prima osservazione di Ron per i teenager


I brufoli non appaiono fino a mezz’ora prima dell’appuntamento.

le cose sono due: o la fascia di età è sbagliata per difetto, o sono una teenager.

sabato 3 dicembre 2011

l'oroscopo


oroscopo per lo Scorpione dal 2 al 7 dicembre:


Il mawashi è il perizoma che i lottatori di sumo giapponesi indossano durante gli incontri. Ogni tanto succede che lo perdano. Nel 2000 il lottatore Asanokiri si è trovato improvvisamente nudo durante l’incontro con Chiyohakuho. In base al regolamento, Asanokiri è stato squalificato. Non credo che tu corra il rischio di rimanere nudo nell’impeto di un confronto, Scorpione. Ma ti consiglio caldamente di prendere tutte le precauzioni possibili per evitare la versione metaforica di un evento simile. Organizzati bene, e non perdere la calma.

caro Rob,

fra l'altro non sarebbe nemmeno un bello spettacolo.

venerdì 2 dicembre 2011

miracolo a Le Havre


seguo da sempre Aki Kaurismaki e ho visto quasi tutti i suoi film. regista certamente non per tutti, dotato di un personalissimo senso dell'umorismo, cantore degli ultimi, che egli riesce a fare assurgere ad eroi pieni di dignità. i protagonisti dei suoi film non sono mai giovani belli e rampanti, ma piuttosto quelli che chiameremmo sfigati: disoccupati, barboni, artisti squattrinati e falliti, cameriere semi-illetterate, eccetera. eppure è esattamente questo il motivo per cui amo il suo cinema. sto diventando allergica alle pellicole americane zeppe di attori irrealmente aitanti e di situazioni esagerate, al limite dell'incredulità, e mi ritrovo sempre più affamata di storie semplici che pongano al centro le persone comuni. del resto, dov'è scritto che anche nella normalità non si possa trovare l'eccezionale? quest'ultimo film, Miracolo a Le Havre, è una favola. così, senza fronzoli e senz'altro da aggiungere. è la storia di Marcel, scrittore fallito ed ex-barbone; mentre la moglie si trova in ospedale a lottare contro un tumore, egli s'imbatte in Idrissa, un ragazzino africano clandestino ricercato dalla polizia. Marcel si assume la missione di farlo arrivare a Londra dalla madre e ci riesce, con la complicità dei suoi vicini di buon cuore e di un insospettabile commissario. la pellicola scorre via leggermente, poeticamente, condita con alcune battute caustiche e con un'ambientazione fuori dal tempo, e con poche inquadrature dice molto sull'immigrazione, sull'umanità e anche sulla mancanza di essa. insomma, un film assolutamente da vedere e che fa uscire dal cinema con un sorriso sulle labbra.

giovedì 1 dicembre 2011

30 cose da fare prima di morire


naturalmente tratte dalle chiavi di ricerca di questo blog:

cena uomini nudi
al supermercato senza mutande
post stupidi
tatuaggio per coprirne uno vecchio
porta figurine di yugi-ho fatto di stoffa
leggere rivista in sala d'attesa
rimanere sorpreso
trovare un gnocco
buttarsi nel vuoto (consiglierei di tenerla per ultima)
distinguere il sesso di una lucertola
voce di Paperino
amico giapponese mi scopa con mio marito in casa
abbraccio virtuale
vorrei mi tirasse il cazzo (per chi ne è fornito)
fare l'amore con la moglie del tuo amico
la zia vedova spompina il nipote (solo se siete delle zie vedove)
mangiare merda
scopare con la figlia del vicino
pisciata collettiva 
ragazze nude che si toccano a vicenda (solo se siete delle ragazze nude)
portare la moglie nel bosco e farla scopare dal guardone
scritte volgari sul muro
vacanza davanti al computer
scopare Licia Colò 
sega al cane
shampoo gatto
strangolare simpatico (io preferirei strangolare uno antipatico, comunque...)
uomini nudi sotto il sole
edema alle corde vocali
gli gnomi porno

ho capito, devo darmi da fare... di questa lista finora io ho fatto solo lo shampoo al gatto, spedito qualche abbraccio virtuale, letto riviste nelle sale d'attesa e rimasta sorpresa...



CHI E' STATO QUELLO CHE HA OSATO DIRE CHE HO OMESSO "POST STUPIDI"??!!