giovedì 28 ottobre 2010

ittekimasu



con profondo cordoglio vi informo che questa settimana l'oroscopo non andrà in onda. infatti parto dopo pranzo e le nuove previsioni non saranno pubblicate prima di questo pomeriggio, quindi non potrò preparare il post. se vi prende una crisi di astinenza potete visitare il sito dell'Internazionale a partire da stasera. io stessa parto ignorando i saggi consigli di Rob e non so proprio come farò senza la sua guida illuminante a condurre i miei passi. vabbè, nel caso ho sempre il navigatore satellitare. vado a Lucca Comix e torno (chissà se torno...) domenica sera, quindi niente Guchi fino a lunedì. a Lucca ho intenzione di:

bivaccare in pianta quasi stabile al Japan Palace per ovvi motivi, e comunque passarci negli orari dei pasti per riempirmi il pancino di onigiri, cup-ramen e quant'altro di nipponico ci verrà offerto;

comprare il tè verde giapponese;

comprare la scatola per il bento, infatti da quando ho scoperto che alla Coop vendono il sushi, ho deciso che le mie lezioni di giapponese saranno seguite da cene che facciano pendant;

comprare un art-book di Bleach, contenente possibilmente immagini di Renji sexy e di Ichigo bello e impossibile;

comprare le orecchie da gatto e indossarle pure come approccio soft al cosplay, visto che a questo giro ho deciso di non fare il mio esordio ufficiale;

fotografare i cosplayer, condizioni metereologiche e timidezza permettendo;

assistere alla proiezione dei primi episodi di Paranoia Agent, visto che le altre cose di Kon Satoshi le ho in DVD ma questo mi manca;

andare alla presentazione del libro che ha tradotto Yukari, che ho voglia di rivederla anche se ci siamo lasciate da poco;

assistere alla sfilata delle Gothic Lolita e naturalmente al concorso Inuyasha Cosplay;

evitare che Yuna-chan mi faccia ubriacare, che non vorrei rendermi più ridicola di quanto già non sono.

mercoledì 27 ottobre 2010

battute di infimo livello che però fanno ridere lo stesso



come si chiama...

... il più grande scocciatore giapponese? Kakami Okatsu

... il più famoso dietologo giapponese? Kala Kili

... il più pagato dentista giapponese? Tekuro Nakarie

... il più costoso sarto giapponese? Tecucio Sumisura

... la quarta più grande prostituta giapponese? Setikini Telosokyo

... la più dimenticata riserva di calcio giapponese? Nojoko Mai

... il più frequentato barbiere giapponese? Tara Sato

... il più abile lanciatore di coltelli giapponese? Dokoyo Koyo

... il più sfruttato operaio giapponese? Misudo Lapaga

... il più grande pentito giapponese? Fato Nakazata

... il più disonesto gommista giapponese? Tebuko Narota

... la terza più grande prostituta giapponese? Yosoko Tugodi

... il più noto becchino giapponese? Tefo Nabara

... il più stupido studente giapponese? Nokapito Nokatsu

... il più professionale cameraman giapponese? Mo Zumo

... la seconda più grande prostituta giapponese? Sudo Magodo

... il più curioso regista giapponese? Akira Kuriosawa

... la più grande prostituta giapponese? Lafika Mifuma

qual è il colmo per un giapponese? avere gli occhi a mandorla e le sopracciglia a pistacchi.

martedì 26 ottobre 2010

non chiedere, se non vuoi scoprire sgradevoli verità



ci sono volte in cui sarebbe meglio continuare a restare nel dubbio o a crogiolarsi nelle proprie illusioni, perchè fare una domanda diretta e sentire una risposta sgradevole è decisamente peggio. a me è successo qualche tempo fa, e poichè per certi dettagli ho una memoria demoniaca, sono ancora qui che ci rumino. eh sì, è stata una bella botta per la mia già scarsa autostima, perchè t'illudi di contare qualcosa oppure pensi che la colpa sia nel modo di pensare degli altri che è diverso dal tuo, e invece scopri che è solo una vile questione di denaro e taccagneria. a questo punto perciò mi sento autorizzata a fare il cavolo che mi pare, almeno finchè non provoco la bancarotta.

lunedì 25 ottobre 2010

arte in prestito



pare che alla biblioteca di Helsinki, oltre ai libri, prestino opere d'arte. prestito per modo di dire, perchè occorre pagare un obolo, anche se di importo modesto. ad ogni modo, ciò che conta è che, con un minimo investimento, è possibile arricchire la propria casa anche solo per qualche settimana. ora: non è che adesso viene in mente a qualcuno di sfruttare questa idea per risollevare i bilanci dei nostri musei? la possibilità di prendere in prestito quadri, statue e quant'altro pagando un cifra modesta intanto eliminerebbe la piaga dei furti su commissione, e poi permetterebbe a chiunque di godere in maniera totale ed esclusiva, benchè limitata nel tempo, delle sue opere preferite. tipo che ti metti L'ultima cena in cucina, e sai dopo quanto sembra più gustoso il solito pollo arrosto!, oppure potresti collocare il David di fianco alle rose, giù in giardino, per fare concorrenza al vicino che invece ha una di quelle orride statue di gesso raffiguranti Padre Pio: vuoi mettere?

Bimboverde sa già cosa mettersi in casa.

domenica 24 ottobre 2010

i pensieri di Guchi (nuova rubrica a tiratura limitata, come i pensieri di Guchi)



al momento uno dei miei problemi più grossi è che ho paura di poter essere felice.

sabato 23 ottobre 2010

l'oroscopo



Se sei abbastanza forte, non ci sono precedenti”, scrisse Francis Scott Fitzgerald. Penso che questa frase descriva perfettamente il tuo futuro immediato, Scorpione. Non dovrai fare i conti con vecchi fantasmi né seguire il modo in cui le cose sono sempre state fatte. Sarai libero di ignorare le icone che gli altri idolatrano, e non avrai bisogno dell’opinione di esperti che non contano più nulla. Sarai così intelligente, energico e grintoso da fare miracoli semplicemente svuotando la mente, ripartendo da zero e inventando man mano che procedi.

caro Rob,

vedo che sei sempre il solito esagerato. o forse è il tuo pusher che non ti lascia mai sfornito?

venerdì 22 ottobre 2010

riflessioni sulla vergogna



torno un attimo al post di ieri: il kanji (ideogramma) della foto si legge haji e significa vergogna. un ideogramma può essere a sua volta formato utilizzando altri ideogrammi; in particolare, quello di haji è formato dall'unione dell'ideogramma che significa orecchio e di quello che significa cuore. come dire: ascolto il mio cuore, e questo mi suscita un sentimento di vergogna. penso che sia interessante vedere la composizione di questo ideogramma perchè ciò porta a una visione della vergogna diversa da quella che mi pare di scorgere intorno a me. la vergogna giapponese sembra infatti scaturire unicamente da se stessi: ci si vergogna perchè si vedono nel proprio cuore/spirito/animo cose cattive, inadeguate, imbarazzanti. anche per noi dovrebbe essere così, eppure ho sempre più spesso l'impressione che da noi la vergogna, come altri sentimenti, dipenda sempre meno da noi stessi e sempre di più dal nostro prossimo, ovvero: se nessuno si accorge di ciò che di disonesto e meschino faccio va tutto bene, però nel momento in cui vengo scoperto, ecco che mi vergogno. o anche no, perchè ci sono innumerevoli esempi anche di questo.

giovedì 21 ottobre 2010

a volte mi prudono le mani



l'altro pomeriggio sono stata alla mostra Oblioteca, organizzata nell'ambito della rassegna Ottobre Giapponese che si tiene in questo periodo nella mia zona e che offre agli appassionati come me dei piatti davvero prelibati. oltre ad esporre alcuni dei suoi quadri, la giovane artista Yamamoto Ayano ha tenuto delle dimostrazioni di calligrafia. è stato interessante non solo vederla scrivere con il grosso pennello intinto d'inchiostro nero, ma anche disquisire sul significato e l'aspetto degli ideogrammi. io ho vinto la timidezza e le ho chiesto se mi scriveva kokoro (che, come ho avuto modo di dire tempo fa, è la mia parola giapponese preferita), ed ora il mio kokoro, dopo essere stato appeso ad asciugare, è pronto per essere incorniciato e fare bella mostra di sè in questa stanza che somiglia sempre più a un bazar vittoriano. non era questo che volevo dirvi però, infatti volevo lamentarmi della stupidità/ignoranza della gente. sai che novità, direte voi. e in effetti dovrei smettere anch'io di stupirmene, ma davanti a certi esempi eclatanti mi prudono sempre un po' le mani... dunque: prima arriva una signora e fa la domanda da un milione di dollari, che può pure essere legittima se non è preludio ad altro: ma il cinese e il giapponese si assomigliano? le viene spiegato che in teoria si assomigliano, infatti gli ideogrammi hanno la stessa origine, ma nel corso dei secoli le due lingue si sono sviluppate in maniera differente fino a diventare due cose diverse; i giapponesi possono anche usare idoegrammi cinesi, ma li pronunciano in tutt'altra maniera, al massimo possono riconoscere il concetto che esprimono. poi si scopre che il motivo della domanda ha la sua motivazione nella frase che segue: no, perchè a casa io ho un libro scritto in cinese e mi chiedevo se la signorina qui poteva tradurmelo... ma santa Gebelina vergine e martire: a parte il fatto che Guchimachi è piena di cinesi, devi venire a importunare Ayano-chan, che fa la pittrice, non la traduttrice, e ti ha già detto che non parla cinese? la tipa comunque non si è arresa, prima di andarsene ancora stava a confabulare con Ayano dicendole che sarebbe tornata un altro giorno a mostrarle il libro. il colmo però è stato raggiunto da un'altra signora presente la quale, oltre a dimostrare pure lei di non fare differenza fra giapponesi e cinesi (tanto sono tutti gialli), dopo aver assistito alla dimostrazione di calligrafia ha chiesto: ma questa scrittura qui è solo una cosa folcloristica? perchè al giorno d'oggi che anche i cinesi usano tutti l'inglese, sarà pure solo una cosa che fanno così, per tradizione e per i turisti, no? a quel punto, bisognava prendere la signora, stenderla a terra, e col pennello e l'inchiostro nero scriverle ventimila volte addosso baka (parola giapponese per idiota)

mercoledì 20 ottobre 2010

2010 Pantegana Award



Si sa, perseverare è sempre diabolico.

E così la Bimbo Guchi production,

organizzatrice della giornata del non senso,

è lieta di invitarvi al

1° 2010 Pantegana award.

La finalità del concorso è quella di premiare, attraverso una votazione aperta a tutti i naviganti, il miglior post pubblicato in questo anno, nel nostro angolino di blogosfera.

Partecipare è semplice.

Scegli il tuo miglior post, quello che più ti piace e a cui talvolta ancora pensi.

Autocandidati.

Lascia un commento su tuttoilrestoegioia, comunicando chiaramente titolo, data, eventuale tag del pezzo che vuoi mettere in concorso.

Un post pilota raccoglierà fra qualche giorno i link che chiaramente ti faranno leggere tutti gli articoli in gara e che potrai votare, con il relativo sondaggio che troverai sulla colonna di destra.

Ogni grande concorso prevede un grande premio, si sa e infatti


Il vincitore guadagnerà nel nostro caso una foto originale, formato francobollo, della zampa della Pantegana, specie di cane del Bimboverde, nota per il suo carattere stizzito e litigioso e per la sua notevole bastardaggine.


Cosa aspetti ? Attendi la gloria ? La gloria ti attende.

i gioielli di Tomoko Tokuda



chi mi frequenta dal vivo sa benissimo che io non sono tipo da gioielli; indosso quasi esclusivamente gli orecchini, e quelli che ho brillano magari per originalità, ma non certo per valore. qualche tempo fa in città hanno fatto una mostra di prodotti artigianali e di hobbistica nella quale mi è capitato di vedere i lavori di una ragazza che riciclava parti meccaniche; fondamentalmente, andava in discarica e si portava a casa ciò che le poteva servire, reinventando poi gli scarti degli altri in oggetti davvero molto belli e originali. da lei mi sono comprata un paio di orecchini ottenuti da non so quale parte di un motore. sulla stessa linea di pensiero lavora, anzi crea, Tomoko Tokuda, una giovane giapponese che da moltissimi anni vive in Italia e che ha avuto l'idea brillante di riciclare vecchi orologi o altri oggetti inutilizzati per creare dei gioielli davvero particolari. sarà che i vecchi orologi mi sono sempre piaciuti, sarà che l'idea di ridare nuova vita agli oggetti mi intriga, sarà che la creatività delle persone mi affascina... insomma, io le sue cose semplicemente le adoro! tra l'altro, trattandosi di cose fatte a mano, sono tutti pezzi unici. naturalmente qua a Guchimachi non c'è speranza di trovarli, ma se date un'occhiata al suo sito potete trovare un elenco di punti vendita. in attesa di riuscire a raggiungere uno di essi, ho già cominciato a mettere all'ingrasso il mio porcellino salvadanaio, e intanto mi godo le foto...


martedì 19 ottobre 2010

qualche appunto



sono appena tornata (non è vero: sono tornata da quasi due ore, ma se non andavo a dormire un po' schiattavo... già ho rischiato di addormentarmi in treno e di svegliarmi qualche centinaio di chilometri più avanti). comunque, sono stata di nuovo a Bologna, e lì ho:

incrociato Gianni Morandi che stava andando in stazione: anche dal vivo, è proprio uguale a Gianni Morandi. quel colorito color noce nazionale, per dire, è proprio il suo, non è il fondotinta che gli danno in tivù.

concluso che è solo grazie a Pier, che innalza drasticamente la media, se non ho classificato l'intera popolazione della città di Genova come un branco di isterici rompimaroni; infatti la coppia che si è fatta il viaggio sull'autobus insieme a me, compreso periodo di attesa sotto la pensilina e arrivo alla stessa destinazione che è poi risultata sbagliata, era degna di una ripresa in candid camera con conseguente divulgazione su Youtube. ma dimmi te...

aumentato la mia disistima per il servizio sanitario nazionale; se il livello di disorganizzazione è tale che si fanno perdere le ore alle persone così, solo perchè si è troppo idioti per fornire una comunicazione chiara e puntuale, siamo proprio alla frutta.

considerato che modificare il mio modo di affrontare la vita paga, infatti da che ho deciso di trasformare le scocciature in opportunità non solo mi evita il cattivo umore, ma mi regala anche dei bei momenti; così il ritardo di due ore sulla tabella di marcia mi ha portato nuovamente ai tavoli del ristorante giapponese. tiè!

volevo infine tranquillizzarvi sul fatto che i muratori che stanno vicino a casa mia in comune con quello della foto hanno solo il colore dell'elmetto. sigh.

scusate se oggi non sarò molto presente sul blog



nella casa di fronte ci sono i muratori.

lunedì 18 ottobre 2010

a volte mi tocca



ieri c'è stata la cresima del mio figliolo e l'unico pensiero che mi ha dato la forza di andare avanti ed affrontare il supplizio è che almeno per ora coi sacramenti abbiamo finito, presumibilmente fino a quando non decideranno di trasformarmi in un'amabile suocera. il fatto è che io detesto le cerimonie; fosse stato per me, non sarei andata nemmeno al mio, di matrimonio. da sempre nutro una profonda insofferenza per battesimi, comunioni, cresime, matrimoni e funerali, ovvero per tutte quelle occasioni in cui l'umana ipocrisia può raggiungere vette eccelse. tutti che si presentano in gingheri (in questo si salvano solo i funerali) e tutti che si sentono in dovere di mostrare che partecipano esibendosi in sorrisi prestampati e frase ritrite, salvo poi prodursi in critiche feroci sui festeggiati (o i tumulati) una volta tornati a casa. queste sono anche le volte in cui mi tocca affrontare parenti che non vedo da mesi se non da anni, dei quali non mi frega una cippa e ai quali meno di una cippa ho da dire, e così a fine giornata mi chiedo perchè mai mi tocca sprecare tempo con persone così mentre per quelle alle quali tengo non c'è mai tempo abbastanza. l'altro aspetto della questione che mi disturba è che tocca anche a me di mettermi in ghingheri. con questo non voglio dire che preferisco vestirmi da barbona, ma che mi vesto a seconda dei miei umori e dei miei gusti balzani, invece alle cerimonie con parenti devo travestirmi da signora per bene, con le scarpettine e la borsetta belle, perchè sennò la zia Lucia ci rimane male (ah, povero Andrea che è tanto un bell'uomo! ma come ha fatto a sposarsi una così strana?). insomma, dire che ieri è stata una lunga giornata è dire poco; durante la messa non ho fatto altro che desiderare di potermi mettere le cuffie e accendere l'I-pod (i gusti musicali del mio parroco causerebbero una crisi mistica anche al più accanito ciellino), e a pranzo volevo solo che finissero quelle interminabili portate e il casino di sottofondo. uffa.

domenica 17 ottobre 2010

perle di saggezza



Di tutte le cose che la sapienza procura in vista della vita felice, il bene più grande è l'acquisto dell'amicizia.

Epicuro

sabato 16 ottobre 2010

l'oroscopo



La rivista Time ha pubblicato una lista delle cinquanta peggiori invenzioni dell’uomo, in cui elenca, tra le tante, i sacchetti di plastica, i mutui subprime, i grassi idrogenati e i pop up. Ora proviamo a pensare ai tuoi equivalenti personali di questi orrori. Per concludere la fase espiatoria del tuo ciclo astrale, ti consiglio di: 1) individuare le tre idee peggiori che hai preso in considerazione negli ultimi dieci anni; 2) impegnarti formalmente a correggere o a chiedere scusa per le conseguenze di queste idee; 3) perdonarti sinceramente come meglio puoi.

caro Rob,

mi hai messo in seria difficoltà con questo compito. vuole forse dire che negli ultimi dieci anni ho avuto solo ottime idee, oppure che quelle pessime sono state così tante da non riuscire a sceglierne tre? mi sono dunque ritirata in meditazione, e alla fine ho individuato queste:

1) pensare di poter nascondere la ciccia sotto vestiti sempre più larghi, cosa che mi ha fatto sembrare una mongolfiera per alcuni anni; ho già rimediato, prima metabolizzando la pancetta, poi dedicandomi a uno stile di vita più sano che mi ha restituito una forma più umana. mi sono anche già perdonata per questo errore, oltre ad aver buttato via tutti i paludamenti, sostituendoli con indumenti di taglia più consona.

2) dare la colpa agli altri per i miei problemi: mi sa che va al primo posto, se devo elencare le cose in base alla gravità! anche a questo ho già rimediato, infatti da che ho compreso che sono solo io la responsabile e ho cominciato a comportarmi di conseguenza, ho anche ripreso le redini della mia vita. però non posso giurare di essermi perdonata completamente per aver perso tanti anni piagnucolando sul destino avverso e su me misera tapina.


3) convincermi che, se avessi fatto la brava, prima o poi la vita mi avrebbe premiato. a questo punto rubo la battuta a Majin dicendo che calo un piumone pietoso visto che il proverbiale velo mi sa che non basta. anche a questo però sto rimediando con sempre più frequenti attacchi di sano egoismo e fanculizzazione di alcuni soggetti a me prossimi; visto che il risultato finale non cambia (ovvero la vita NON ti premia) tanto vale assecondare la propria imperfetta natura e godersela un po' di più. per il perdono, vedi al punto 2.

venerdì 15 ottobre 2010

sui banchi di scuola



ho deciso che mi iscrivo al corso di giapponese. fino ad ora ho studiato come autodidatta e mi manca il confronto con altri studenti e con la figura dell'insegnante. all'inizio non sapevo bene se partire da zero oppure no, però alla fine ho optato per il corso base perchè ho pensato che se anche so già un bel po' di cose, mi può sempre essere sfuggito qualche dettaglio: meglio colmare le eventuali lacune! vabbè, spero, per contro, di non dormirmi tutte le lezioni... l'ultimo corso che ho tentato di fare (spagnolo) l'ho abbandonato a metà perchè dopo la terza lezione consecutiva in cui non si faceva altro che descrivere come eravamo vestiti, mi sono rotta le palle, del resto a Barcellona non sono certo andata in giro a chiedere alla gente di descrivermi che cosa indossava... e nemmeno lo farei a Tokyo, se è per questo! quella che vedete nella foto invece è Guchi a 9 anni, versione quarta elementare. sempre avuto il naso grosso.

giovedì 14 ottobre 2010

sì, viaggiare...



a viaggiare da soli indubbiamente c'è un vantaggio: dovendo rendere conto solo a se stessi, si è liberi di seguire i propri ritmi e di scegliere di fare le cose a proprio gusto. questo è un piacere che ho imparato a conoscere da poco ma ne sono già completamente dipendente. essendo il motivo del mio viaggio a Barcellona un concerto ed avendo già visitato la città qualche anno fa, non mi sono sentita in dovere di fare la turista, per cui ho più che altro cazzeggiato in giro, andando dove mi portava il naso. il primo giorno, per esempio, essendo uscito fuori il sole, sono stata a lungo seduta su una panchina della Rambla del Mar, con le orecchie piene della mia musica preferita, e poi me ne sono andata a visitare l'acquario, giusto perchè era ancora presto per la cena. mi sono guardata con tutta la calma di questo mondo le bancherelle lungo la Rambla e mi sono pure comprata tre paia di orecchini; ho fatto shopping in uno dei buffi negozi della catena Desigual e in un altro ho chiesto un consiglio alla commessa su quale cappello comprare. la mattina in cui pioveva mi sono andata a imbucare al Museo di Arte Contemporanea malgrado l'arte contemporanea non sia esattamente pane per i miei denti (ho già i miei problemi con quella moderna) e poi sono finita a pranzo in un self-service pieno di spagnoli che avevano una gran voglia di ridere (anche se non ho capito il motivo... maledette barriere linguistiche!). ieri, mentre ero diretta alla Sagrada Familia, mi sono invece fermata a visitare Casa Battlò, e non me ne sono minimamente pentita; alla Sagrada Familia comunque c'era un gran porcaio di gente e una fila notevole per entrare, perciò me la sono guardata giusto da fuori e ho fatto dietrofront. ah, due turisti mi hanno pure chiesto delle indicazioni stradali e gli è pure andata bene, visto che sapevo la risposta, però questa cosa mi fa davvero morire dal ridere perchè, dove vado vado, c'è sempre qualcuno che mi ferma per chiedermi la strada! e poi, naturalmente, c'è stato il concerto che da solo è valso lo spostamento in bici, treno, autobus, aereo e ancora autobus, ovvero: ne sarebbe valsa la pena anche se avessi dovuto andarci strisciando sui gomiti. sono state quasi due ore di adrenalina pura che non dimenticherò facilmente, così come non dimenticherò il tempo trascorso fuori a fare la fila e a chiacchierare con altri italiani e con giapponesi, tedeschi e russi, perchè, nel caso pensiate che sia da dementi andare fino a Barcellona per un concerto, vi posso dire che c'è chi ci è andato da Stoccarda, Mosca e Tokyo!

lunedì 11 ottobre 2010

me voy





la  è pronta,
ora esco e chiudo bene la ,
 inforco la ,
vado in 
a prendere il ,
poi con l' 
vado in ,
prendo l'  
e volo a 
a vedere il 
dei ,
e se 
mi chiede di  con lui...
... mi sa che gli dico di 
(in caso contrario, ci rivediamo giovedì)




domenica 10 ottobre 2010

i pensieri di Guchi (nuova rubrica a tiratura limitata, come i pensieri di Guchi)



non so se è più da folli o più da incoscienti voler continuare a fare le cose che mi piacciono pur avendo chiari in mente tutti i miei limiti e i miei difetti.

sabato 9 ottobre 2010

l'oroscopo



È una libellula o una foglia d’acero / che si sta posando dolcemente sull’acqua?”, si chiede Amy Lowell in Bruma d’autunno, una poesia tratta dalla raccolta Quadri del mondo fluttuante. Ma non ha bisogno di sapere la risposta perché andrebbero bene entrambe. In realtà, la gioia del momento sta proprio nella sua ambiguità. Quella dolcezza sospesa è possibile proprio perché Lowell è libera di non definirne l’origine. È vigile e allo stesso tempo rilassata, attenta alla scena ma pronta ad accettare qualunque cosa. La prossima settimana ti consiglio vivamente di cercare il maggior numero possibile di situazioni che inducono un simile stato d’animo.

caro Rob,

nel venire a leggere il mio oroscopo questa settimana ho tremato, perchè con davanti due cose molto importanti, se mi avessi dato un pronostico negativo sarei stata anche più in ansia di quanto non sia già. così almeno son più tranquilla. 

venerdì 8 ottobre 2010

è andata!



considerato che mi sono alzata da tavola un'ora fa, che mi hanno fatto bere troppo vino, che stanotte ho avuto il sonno agitato e che stasera c'è il secondo round, adesso mi vado a fare un sonnellino, ma prima volevo dirvi che fortunatamente è andato tutto bene, la sala conferenze era piena e io ho preso solo una papera. la prossima volta che mi mandano sul palco però voglio che sia tra altri 15 anni!!! grazie a tutti voi!

crepi!



questa mattina ho bisogno che mi diciate in bocca la lupo e che, se conoscete qualche rituale per scacciare la mala sorte, lo eseguiate al più presto, perchè questa mattina ci sarà la Cosa, quella che, insieme agli altri due pazzi, sto organizzando da tempo, e sarà dunque il momento in cui raccoglieremo il frutto del nostro lavoro. benchè da parte nostra abbiamo fatto del nostro meglio, altri hanno invece interferito in maniera tale che non siamo affatto certi del risultato; personalmente ho se non altro la consolazione di aver potuto lavorare insieme a persone che stimo e di averne conosciute di nuove che si sono rivelate speciali; con tutte loro spero di poterci lavorare insieme anche in futuro. sì, prendiamola come il primo atto, questa Cosa, o come una prova generale di ciò che verrà. e che il cielo ce la mandi buona...

fra un'ora esco e non so quando ripasserò di qui... potrei anche farlo solo domani.

giovedì 7 ottobre 2010

coerenza (mancanza di?)



hanno ragione a dire che fare i genitori è una delle cose più difficili del mondo! per esempio, mi tocca fare i predicozzi a mio figlio maggiore (15 anni) il quale certamente non mette lo studio in cima alle sue priorità. peccato, perchè è talmente intelligente che gli basterebbe veramente poco sforzo. faccio la mamma rompiscatole quindi, e dopo che ho finito di farla mi viene in mente che, alla sua età, ero esattamente come lui. quanti pomeriggi ho passato a guardare i cartoni, a leggere (non i libri di scuola), ad ascoltare la musica o semplicemente a sognare ad occhi aperti, materia per la quale avrei avuto il massimo dei voti, se fosse esistita.

mercoledì 6 ottobre 2010

fili sottili


ho sempre pensato che la vita sia una questione di equilibrio. in fondo la ricerca di quella che Orazio chiamava aurea mediocritas è proprio questo, ma io l'intendo in modo ancora più lato. penso infatti che per stare bene occorra equilibrare tutti gli aspetti della propria vita per ottenere un'armonia. per me però spesso si è trattato piuttosto di trovare una maniera per sopravvivere. posto che non si può avere tutto ciò che si vuole e che nemmeno si può essere perfetti, ho allora cercato delle compensazioni per gli aspetti negativi. per esempio, ho fatto per più di vent'anni un lavoro che detestavo, e per contro ho dedicato ogni momento libero alle cose che mi interessavano e mi piacevano veramente. forse per deformazione professionale (facevo la contabile), ho sempre avuto davanti agli occhi la colonna delle attività e quella delle passività, e se il bilancio chiudeva in pareggio andava già grassa. non è stato comunque facile, ma posso almeno dire che tutti questi anni non sono stati completamente sprecati. adesso però ho preso coscienza di un aspetto della mia vita che non riesco ad equilibrare e questo mi sta mettendo in crisi. non è un problema recente, ma finora sono stata molto brava a ignorarlo, tuttavia i bilanci non si possono falsare in eterno. sto tentando di creare un equilibrio seguendo altri percorsi, ma so già che per compensare un certo genere di cose occorrono cose dello stesso genere (scusate il pasticcio di parole), perchè tutto il resto è un palliativo o una distrazione, ma non risolve il problema. ho paura che un bel giorno il filo non reggerà più il peso e si spezzerà.

martedì 5 ottobre 2010

il giappominkia



come già avevo accennato nel caso del concerto di Cristina d'Avena, questo genere di cose permette anche indagini sociologiche di notevole spessore. ad esempio, al concerto dell'altra sera, è stata portata alla nostra attenzione l'esistenza di un nuovo esemplare urbano, evoluzione del già famoso e diffusissimo bimbominkia, ovvero il giappominkia. pur riassumendo in sè i caratteri principali del bimbominkia, il giappominkia si distingue perchè ostenta a cani e porci la sua passione cieca, infinita e indiscussa per il Giappone, motivata dal fatto che ha guardato un paio di anime e preso in mano un manga. in realtà, il giappominkia del Giappone vero non sa una... minchia! la sua è una visione idilliaca e sfalsata di un paese strafigo unicamente popolato da ragazzi e ragazze dalla bellezza sovrumana, un posto perfetto davanti al quale tutto il resto del mondo impallidisce. guai a tentare di contraddirlo: si riuscirebbe solo a scatenare la sua ira. al concerto c'erano alcuni giappominkia, quasi tutti di sesso femminile, evidentemente presenti solo perchè quelli della band erano 1) giapponesi; 2) fighi. se si fossero messi a suonare i valzer di Casadei, sarebbe andato bene lo stesso perchè in fondo la loro musica era l'ultima cosa che a loro interessava. questi esemplari sono estremamente pericolosi perchè, facendosi notare più di coloro che hanno per il Giappone una passione vera, fanno sì che la gente comune giudichi tutti quanti, compresi i veri appassionati, come delle emerite teste di... minchia. a questo punto sono contenta di essere "vecchia" perchè se avessi 15 anni e rischiassi di venire scambiata per una giappominkia, la cosa mi darebbe molto, molto fastidio...

lunedì 4 ottobre 2010

gloria al mochi


lo confesso: prevedo che svilupperò presto una nuova dipendenza: al cioccolato e al gelato infatti aggiungerò il mochi, o meglio, il daifuku, che sarebbe il mochi ripieno di anko. faccio la traduzione per quelli che non sono fissati con il Giappone come me:

mochi = pasta di riso morbidosa e appiccicosissima (non vi consiglio di spalmarvela nè sui vestiti nè sui capelli!)

anko = marmellata di azuki

azuki = fagioli rossi giapponesi

la prima volta che ho mangiato il daifuku è stato a Bologna poco più di un mese fa e, benchè sospettassi che si trattasse di mochi, la ragazza del ristorante non parlava italiano molto bene e quindi non mi ha capito quando le ho chiesto conferma. tale conferma in compenso è arrivata sabato a Milano mentre ero a MiJapan, la piccola fiera-evento giapponese che si è tenuta per la prima volta lo scorso fine settimana e che io ho trovato molto interessante e divertente. il mochi mi manda letteralmente in estasi; penso che una delle cose che più mi piacciono sia proprio la consistenza. confesso che mentre lo addento mi viene voglia di immergermi in una enorme palla di mochi e di farmici avvolgere e inghiottire. lo so, sono malata.


cheese!

domenica 3 ottobre 2010

perle di saggezza



Chiamiamo libero colui che esiste per sé stesso e non per un altro.

Aristotele

venerdì 1 ottobre 2010

l'oroscopo



anticipo l'oroscopo di un giorno perchè domani non ci sono; più tardi parto per Milano dove stasera c'è il concerto dei D'espairsRay, e rimango anche domani per visitare MI-Japan. mi rivedrete su questo schermo domenica. forse. (mai porre limiti alla provvidenza)

Lo sai che non mi piace drammatizzare, ma in questo periodo cruciale della tua vita sono costretto a farlo. Sta’ attento! Non perdere di vista la realtà perché sta per arrivare un momento importantissimo per te. Quello che farai nei prossimi giorni condizionerà la tua interpretazione degli eventi dell’ultimo anno e definirà i contorni della tua storia per sempre. Ti consiglio la massima integrità: preparati bene, agisci tempestivamente, prendi le decisioni partendo dalle radici del problema. Affronta i momenti di massima tensione sia con la mente sia con il cuore.

caro Rob,

mi fai paura. e molta. perchè, anche se agli oroscopi in realtà non ci credo e leggo il tuo solamente perchè mi diverte, con questa previsione dimostri un tale livello di preveggenza riguardo a questo particolare momento della mia vita che mi fai veramente preoccupare. la prossima settimana infatti mi aspetta una prova importante, una cosa alla quale ho lavorato parecchio negli ultimi mesi e che mi ha impegnato molto, anche se a livello più emotivo che pratico. è quasi giunto il momento di raccogliere i frutti di questo lavoro, di vedere se sono in grado di farcela o se, alla prova dei fatti, risulterà che sono solo una cretina. in effetti la potrei anche vedere così: il momento catartico che mi permetterà di capire se la strada intrapresa è quella giusta o se è meglio tornare a rinchiudersi nella sicurezza (e nella noia) delle mie quattro pareti.