domenica 20 aprile 2014

incipit


E così quando lo scorso autunno avevo cominciato a fare le mie passeggiate serali, mi ero reso conto che Morningside Heights è un buon punto di partenza per esplorare la città. La stradina che scende dalla cattedrale di Saint John the Divine e attraversa Morningside Park è a un quarto d'ora da Central Park. Nella direzione opposta, andando verso ovest, Sakura Park è a dieci minuti, mentre a nord si arriva ad Harlem costeggiando l'Hudson, anche se il traffico al di là degli alberi copre il rumore del fiume. Quelle camminate, un contrappunto alla frenesie delle giornate in ospedale, pian piano si erano allungate, portandomi sempre più lontano, tanto che a volte, di notte, dovevo tornare a casa in metropolitana. E' così che, all'inizio dell'ultimo anno di specializzazione in psichiatria, New York si era fatta strada nella mia vita passo dopo passo.
Teju Cole, Città aperta

tra la massa di libri che leggo e che scelgo principalmente come intrattenimento, a volte capita che me ne ritrovi fra le mani uno denso. intendo, con questo, che contiene molto più della giusta dose di stile piacevole e trama interessante. questo diario delle camminate di un giovane medico di padre nigeriano e madre tedesca diventa una camminata all'interno di se stesso, del proprio passato, ma anche del proprio presente e futuro. questo lo posso capire molto bene, essendo anch'io un'esperta di camminate. andarsene in giro da soli, senza meta e senza fretta, ci porta a scoprire aspetti sconosciuti, che magari nemmeno immaginavamo, non solo del mondo che ci circonda, ma anche di noi stessi. per questo motivo ho sentito questo libro molto vicino a me, anche se naturalmente le esperienze del protagonista sono molto diverse dalle mie. davvero bello!

sabato 19 aprile 2014

l'oroscopo



oroscopo per lo Scorpione dal 17 al 23 aprile:

Mentre sono distesi sulla sabbia, i coccodrilli africani hanno l’abitudine di tenere la bocca aperta per ore. Serve a rinfrescarli e a permettere ai pivieri di beccare i residui di cibo che sono rimasti incastrati nei loro denti. Tra loro c’è un rapporto simbiotico. Gli uccelli mangiano gratis e in cambio offrono un servizio ai grandi rettili. Dopo aver analizzato i tuoi presagi astrali, Scorpione, sarei incline a pensare che presto avrai un’opportunità simile a quella dei pivieri. Riuscirai a trovare la fiducia e il coraggio necessari per sfruttarla?

caro Rob,
e se io volessi fare il coccodrillo?

venerdì 18 aprile 2014

smarrimenti


come si può intuire dal riquadro a destra (che comunque prima o poi verrà rimosso) mi sono persa una persona. la cosa in effetti non è troppo grave nella misura in cui non so nemmeno esattamente che cosa mi sono persa: dopo un paio di commenti sui reciproci blog, eravamo sul punto di conoscerci meglio quando non ho nemmeno fatto in tempo a rispondere a una mail che erano stati cancellati tutti i suoi account. risultato: impossibile contattare questa persona (e di qui ho avuto l'idea di fare quel trafiletto, nel caso improbabile che, superato il trauma a me ignoto che l'ha messo in fuga, gli venga voglia di ripassare). ora, è chiaro che la cosa che mi dà da pensare non è l'episodio in particolare ma la sparizione in generale. in era di Internet quasi quasi è più facile fare perdere le proprie tracce che essere trovati. sembra un paradosso, ma di fatto se uno ha un nick con nessuna corrispondenza reale, cancellare un blog, un indirizzo email, un account sul faccialibro e su altri social networks è affare di pochi minuti, dopodichè tutti gli altri restano con il famoso palmo di naso. per quanto mi riguarda, dal momento che la mia vita virtuale non ha risvolti peccaminosi e che ciò che scrivo qui sopra potrei serenamente ripeterlo a voce in faccia a eventuali interlocutori, quando si è trattato di chiudere vecchi blog, ho sempre lasciato una piccola traccia, se non a tutti, almeno a chi pensavo fosse interessato a seguirmi. al momento attuale trovarmi è molto semplice perchè basta digitare il mio nick per arrivare a me, inoltre penso che se anche dovesse andarmi giù la catena per qualunque motivo, non chiuderei il 100% dei miei account perchè ci sono persone con cui desidero restare in contatto. avere una vita virtuale è per molti una gradevole valvola di sfogo, se si ha fortuna è anche un arricchimento e un modo di conoscere persone nuove. capisco che si voglia tenere nascosta la propria identità reale (nemmeno io sono qui con il mio vero nome) perchè là fuori sta pieno di potenziali stalker (difatti l'unica eventualità in cui sparirei del tutto sarebbe appunto di sfuggire a una o più persone in particolare), ma ho sempre fatto fatica a comprendere chi crea delle versioni tanto alternative di sè da non azzeccarci nulla con il proprio sè reale. mi viene in mente il detto sul pappagallo, quello che suggerisce di non dire in sua presenza nulla che ci possa mettere in imbarazzo nel caso venga venduto alla persona più pettegola della città. forse molti di quelli che decidono di fare perdere del tutto le proprie tracce hanno commesso proprio questo errore.

giovedì 17 aprile 2014

sexy


scrivevo l'altro giorno sul faccialibro: ognuno ha i suoi gusti, i miei sono solo più difficili della media. a seguire commenti vari, tra cui quello del mio caro amico Loran che dice: come diceva un altro blogger, a forza di vedere cose belle su internet pensiamo che possano essere alla nostra portata, insomma a forza di vedere Ferrari uno pensa che quella sia l'auto che fa per lui, ma poi se uno va dal concessionario è tutta un'altra faccenda. penso che sia opportuno fare chiarezza su questo punto. a me piacciono gli uomini belli. che cosa posso farci? ci sono donne a cui piacciono gli uomini palestrati oppure quelli depilati oppure i cinghiali. io, quando incontro un individuo di sesso maschile, guardo per prima cosa al viso e, se mi piace, a tutto il resto, perchè ho detto ancora che se devo scegliere fra un mingherlino con un bel viso e uno con un gran fisico ma la faccia da scimmia, scelgo il mingherlino. ci tengo però a chiarire che quando faccio questi discorsi siamo nel campo della pura speculazione; per dire, mio marito quando l'ho conosciuto aveva un viso che mi piaceva moltissimo e un fisico normalissimo, ma se a tutto questo non fossero state abbinate altre doti, col cavolo che mi ci sarei messa insieme e me lo sarei sposato. del resto penso di aver raccontato ancora di un tipo che mi piaceva molti anni fa: gran bel ragazzo, sempre ben vestito, la prima volta che ha aperto bocca sono fuggita a gambe levate XD la verità è che quello che trovo sexy in un uomo è un insieme di elementi che trascendono l'aspetto fisico, senza per questo voler negare che questo abbia la sua importanza, ma ce l'ha nella misura in cui qualcuno ti piace, e si sa che il concetto di bellezza è molto soggettivo. le cose che trovo sexy in un uomo sono piuttosto (in ordine sparso):

  • l'apertura mentale e la curiosità
  • l'intelligenza
  • la simpatia
  • il senso dell'umorismo di tipo inglese e non volgare
  • la maniera rispettosa di porsi nei riguardi del prossimo, ovviamente me compresa
  • la cortesia e la gentilezza
  • la generosità
  • la capacità di ascolto (che esclude a prescindere l'egocentrismo)
  • l'umiltà


se un uomo con l'aspetto di cinghiale ha tutte queste caratteristiche, ci sono molte probabilità che finisca per piacermi e certamente lo vorrei come amico. se a queste caratteristiche unisce anche un aspetto di mio gusto, otteniamo la perfezione, ma mi rendo conto che finiamo di nuovo nel campo della speculazione, e comunque la perfezione è irritante. quindi quando dico di avere dei gusti difficili in realtà è perchè faccio molta fatica a incrociare il mio cammino con individui che riuniscano le soprastanti caratteristiche, ma non vedo nemmeno perchè dovrei sprecare il mio tempo con persone per le quali, anche volendo, non riesco a provare stima (e qui l'aspetto fisico non c'entra nulla).

mercoledì 16 aprile 2014

Dio c'è


si vede che sabato scorso era giornata: non so che cos'avessi in faccia, ma ispiravo chiacchiere. è stata ben strana questa cosa perchè di solito la mia vita fuori di casa si può riassumere con le parole di Morrissey: 

There's a club if you'd like to go 
You could meet somebody who really loves you 
So you go and you stand on your own 
And you leave on your own 
And you go home and you cry 
And you want to die 

vabbè, senza essere così tragici resta comunque il fatto che sono affetta da una grave forma di trasparenza. però, come dicevo, si vede che sabato mi era passata! già alla stazione di Bologna mi ha attaccato bottone una signora marchigiana, sul vaporetto a Venezia è stato il turno di un'altra signora e a Burano del ragazzo che mi ha venduto pizza e coca a pranzo. potrei metterci nel mucchio anche Franco Fontana, non fosse che lui era alla mostra per incontrare il pubblico per cui la situazione era un tantino diversa. il clou però è stato raggiunto sulla tratta Venezia-Bologna. mi ero da poco seduta al mio posto quando una giovane coppia dell'est alla quale erano stati assegnati due sedili separati mi ha chiesto (più a gesti che a parole) se potevano scambiare uno dei loro posti con il mio in modo da restare vicini. ovviamente non avevo nulla in contrario: chi sono io per impedire a due piccioncini di tubare? così prendo i miei stracci e mi muovo nel sedile dietro, dove siedono davanti a me una giovane donna con una bambina: chiaramente asiatiche, ma non riesco a capire di dove, così di primo acchito. ovvero: è chiaro che non sono giapponesi e non mi paiono nemmeno tanto cinesi, però boh. tempo un minuto e arriva il rispettivo marito e padre; mi alzo per farlo sedere al suo posto accato al finestrino (tra mille ringraziamenti) e non posso evitare di notare quant'è gnocco, che la Guchi sarà pure una vecchia gallina ma ha la vista ancora perfettamente funzionante. i tre attaccano a parlare e capisco senza ombra di dubbio che sono coreani. orbene, lo so che voi lettori di questo blog mi ritenete uno spirito intraprendente e coraggioso, ma la verità è che quasi sempre me la faccio sotto. però sabato doveva essere veramente una giornata baciata da qualche insolito influsso planetario, perchè dopo un po' mi sono fatta coraggio e ho chiesto: siete per caso coreani? grande sgranare d'occhi e risposta affermativa, al che spiego: non è che parlo il coreano, ma poichè vedo sia film che drama coreani ormai riconosco il suono della lingua. ulteriore sgranamento d'occhi, dopodichè mi chiedono che cos'ho visto, e a quel punto cito My love from the star: l'ha visto pure la donna, quindi comincia tutta una chiacchierata che parte dal cinema e finisce con la bontà della pizza, passando attraverso enumerazione di bellezze artistiche varie, differenze culturali, aneddoti personali, denigrazione di Kim Jong-un e scambio di email e numeri di telefono, il tutto per l'ora e mezzo successiva. la donna capisce l'inglese ma non lo parla molto, l'uomo invece è molto bravo e quindi la comunicazione è perfetta; tra l'altro è un tipo veramente molto simpatico, aperto e curioso. insomma: una compagnia molto gradevole sotto tutti i punti di vista. ci salutiamo a Bologna, con i miei auguri per la felice continuazione della loro vacanza e il loro invito ad andarli a trovare se mai mi recherò in Corea. quasi quasi...

(scherzi a parte: ma uomini così in Italia, no? tutti a smanettare col telefonino e altri accidenti, rivolgono la parola alle donne solo se sono scopabili, in genere si suddividono nella categoria sapientino - ovvero quelli che ti devono erudire su tutto perchè si ritengono intellettualmente superiori - e simpaticone - ulteriormente distinguibile in coglionetroglodita. non voglio dire che non esistano eccezioni perchè qualcuna la conosco, però cavolo... ho già capito che domani mi tocca fare un altro post!)

NB: inutile che vi ricordi il disclaimer di questo blog, vero?

martedì 15 aprile 2014

su e giù per la laguna


seguendo il consiglio di F, mi sono iscritta al sito di Trenita(g)lia perchè così ci si possono procurare biglietti a prezzi superscontatissimi. confesso che ero scettica e non sono ancora sicura al 100% che non ci sia una fregatura da qualche parte, però resta il fatto che, prendendoli con doveroso anticipo, si ottengono veramente dei prezzi competitivi. che a me viaggiare in treno piace molto (malgrado l'impegno di Trenitalia di farmelo piacere di meno XD) ma di solito mi trascino per ore sui regionali perchè le Frecce hanno dei prezzi che non si affrontano. 


l'Orient-Express in partenza da Venezia: essenza del mio immaginario
di treno, nonchè uno dei miei sogni nel cassetto

il rovescio della medaglia è che occorre programmare i viaggi con notevole anticipo e dunque non è possibile sapere se il giorno in cui partiremo il tempo sarà bello oppure no, dettaglio che non importa a chi viaggia per affari o è in transito, ma interessa moltissimo a me che voglio sempre fotografare. comunque, avendo già i biglietti pagati, sabato scorso sono partita per Venezia confidando nella mia buona stella. avevo in programma alcune cose e non sapevo bene da dove cominciare, quindi ho scelto la meta più lontana: Burano. 





quest'isoletta, come mi confermano anche i sassi, è famosa per due cose: i merletti e le case colorate. io c'ero stata solo un'altra volta qualche secolo fa, ma sempre di sabato, e difatti il ricordo più forte che ho di quel giorno è quello del profumo del bucato steso ad asciugare. mentre ero sul vaporetto, mi chiedevo appunto se le massaie del posto avessero conservato l'abitudine di lavare i panni il sabato: ebbene sì, anche se devono aver cambiato ammorbidente. 





il grosso dei turisti per fortuna si è riversato su Murano e quindi Burano era vivibile. questo non mi ha comunque impedito di cercare di infrattarmi lontano dal canale principale (che, se uno conosce Burano, è una battuta perchè quest'isola, per quanto deliziosa, è uno sputo). 



dopo essermi opportunamente sfogata a fare foto, ho ripreso il vaporetto e sono andata alla Giudecca (e mi sa che ci ho messo lo stesso tempo che ad arrivare in treno dalla mia città a Venezia!!). qui ho visitato la mostra di Sebastião Salgado, Genesi. ho trovato le sue foto di una bellezza struggente; la mostra vuole essere insieme un omaggio e un grido di allarme per la terra. 





si trovano esposte fotografie di bellezze naturali e animali, e immagini di popoli tribali che vivono ancora in maniera primitiva. ovvero: primitivo è ciò che definiamo noi che abitiamo nel cemento, circondati dalla tecnologia, ma per queste persone significa semplicemente vivere in simbiosi con la natura e curandosi di assolvere solo i propri bisogni fondamentali. malgrado il folto pubblico, mi sono ritrovata spesso divisa tra l'ammirazione e la commozione: il nostro pianeta è splendido! e la bellezza può veramente commuovere, tanto più se ci si rende conto del gravissimo rischio che corre di essere distrutta proprio da chi la dovrebbe rispettare e difendere. 



ripreso il traghetto, non mi sono fatta mancare il solito gelato (anche se da passeggio, perchè temevo di avere poco tempo) e sono andata a visitare la mostra di Franco Fontana restando in un certo senso in ambito naturalistico, dato che questo fotografo è famoso per i suoi paesaggi. e non solo, infatti la mostra offre una visione competa del suo lavoro. sono rimasta nuovamente a bocca aperta di fronte ai colori saturi della campagna e a certi paesaggi urbani del tutto simili a quadri astratti; molto suggestiva anche l'ultimissima serie di foto del cimitero di Staglieno. 




Fontana era presente, arzillo (malgrado gli 81 anni) e disponibilissimo, quindi anche se di solito rifuggo da queste cose, mi sono fatta autografare il catalogo della mostra e ci ho pure fatto due chiacchiere (con Fontana, non con il catalogo). in particolare gli ho chiesto qual era la sua macchina preferita, e lui ha risposto la Canon, puntualizzando che comunque la macchina è come la penna; quanto alle pellicole, ha citato Kodachrome ed Ektachrome. uscita di lì, mi avanzava ancora un'oretta abbondante prima del treno, quindi ho gironzolato con molta calma, ho scattato qualche altra foto e infine ho ripreso il treno per casa, rischiando di non raggiungerla perchè, giunta a Bologna, ho scoperto che alle 21 era partito il solito sciopero e i treni venivano via via cancellati a più non posso. meno male che il mio è stato confermato! quanto a quello che è successo sul treno... ve lo racconto domani!

lunedì 14 aprile 2014

polvere


visto che siamo in argomento, posto questa cartolina sulla quale, ahimè, non ci sono scritte che mi aiutino a collocarla nello spazio e nel tempo, anche se dallo stile del disegno ritengo che possa risalire sempre negli anni Trenta. trovo molto singolare la scelta di usare il nero per lo sfondo, visto che la Pasqua, cadendo in primavera, dovrebbe piuttosto far pensare alla luce e quindi al bianco.

domenica 13 aprile 2014

incipit


Sapeva che prima o poi sarebbe venuto fuori. Una cosa del genere non la si poteva tenere nascosta. Ogni parola l'aveva avvicinato a ciò che era innominabile, spaventoso. Ciò che per tanti anni aveva cercato di rimuovere.
Ora non poteva più fuggire. Mentre camminava il più velocemente possibile sentì l'aria del mattino riempirgli i polmoni. Il cuore batteva forte nel petto. Non voleva andarci, ma doveva.E così aveva stabilito di lasciare che fosse il caso a decidere. Se ci fosse stato qualcuno, avrebbe parlato. Se invece non avesse trovato nessuno, avrebbe proseguito per andare a lavorare, come se non fosse successo niente.
Camilla Läckberg, La sirena 

anche in questo romanzo, l'assassinio ha radici profonde e lontane. la Läckberg, con la consueta abilità, irretisce e incuriosisce il lettore impedendogli di mollare il libro fino a che non avrà saputo la verità. verità che, stranamente, ho intuito prima che venisse rivelata, cosa più unica che rara per me, per cui viene da chiedermi se sono diventata particolarmente intuitiva o se la scrittrice è stata meno originale del solito. a parte ciò, benchè questo libro mi sia piaciuto, non ho potuto fare a meno di notare, paragonandolo all'altro della stessa autrice, un certo parallelismo, come se fossero stati entrambi costruiti seguendo uno struttura rigida. OK, sono malfidata, fate finta che non abbia detto nulla. resta il fatto che, se anche così fosse, la Läckberg è molto brava.

sabato 12 aprile 2014

l'oroscopo


oroscopo per lo Scorpione dal 10 al 16 aprile:

Saturno è nel segno dello Scorpione dall’ottobre del 2012 e ci resterà fino alla fine del 2014. Cosa significa? La mia visione di Saturno è diversa da quella degli altri astrologi, che in genere lo considerano il pianeta dei limiti, delle lotte e delle difficoltà. Io penso che, anche se ti costringerà a essere più tenace e a lavorare più sodo del solito, ti spingerà anche a eliminare i desideri estranei al tuo obiettivo principale e a concentrarti solo su quello. Ti incoraggerà a costruire strutture solide che ti permetteranno di esprimerti con la massima efficienza e grazia.

caro Rob,
io resto della mia idea che non mi vuoi dire chiaramente che ho della sfiga.

venerdì 11 aprile 2014

coming out


è uno strano periodo. oddio, a prima vista non si direbbe, la vita scorre liscia e piatta, per non dire noiosa. tuttavia, a parte la solita spada di Damocle che ho sulla testa, mi sento come sull'orlo di un cambiamento. ho provato ancora questa sensazione, non necessariamente prendendoci. forse non è tanto un presagio, quanto un desiderio. o forse è solo che qua è tutto di una noia mortale. che poi dico così, ma basta poco a riempirmi le giornate, anche se giusto l'altro giorno mi stavo domandando che senso ha che faccia le cose che faccio. nessuno, chiaramente. specialmente in senso oggettivo. obiettivamente però sto cambiando da un punto di vista fisico e devo adattarmi ad un grande cambiamento psicologico. riguardo a quest'ultimo punto, la questione riguarda i miei figli, che ho voluto crescere indipendenti e che ora sono grandi abbastanza per cavarsela da soli. per carità, non sono affatto dispiaciuta di non avere per casa due mammoni che non si sanno trovare la bocca per mangiare, ma visto che la mia vita ruota da moltissimi anni intorno a loro, il fatto che non abbiano più bisogno di me è leggermente destabilizzante. non credo che sia una potenziale sindrome del nido vuoto, è solo un mattone in più che si va ad aggiungere a quella catasta che mi sembra di portare sulle spalle. allo stesso tempo a volte mi coglie una sorta di urgenza, il non voler sprecare più tempo prezioso nel fare le cose. in questo caso però i mattoni non ce li ho sulle spalle, ma davanti in foggia di muro, e poco conta se il muratore sono io. perciò non so. non lo volevo nemmeno scrivere questo post, visto che non amo i lamenti fini a se stessi, e comunque la versione originale era molto più lamentosa. un buon lavoro di editing può fare miracoli.

giovedì 10 aprile 2014

il mio lato eccentrico


la mia famiglia di origine non mi ha mai incoraggiata ad essere me stessa, invece ha sempre insistito che mi comportassi bene e che non facessi brutte figure. passando questo messaggio a un animo sensibile e privo di autostima, il risultato è stato ottenere una persona troppo attenta al giudizio degli altri e molto abile a soffocarsi. poi, come ho già detto, è arrivato il giorno in cui non mi è stato più possibile sopportare questa situazione e il vaso di Pandora si è aperto, e tuttavia il mio lato eccentrico non ha ancora avuto modo di svilupparsi completamente perchè continuo a mancare di autostima. gli impulsi ci sono; per esempio, a volte vedo dei capi di abbigliamento o degli accessori che desidero avere, anche se in parte i prezzi e in parte il fatto che quasi sempre scelgo gli abiti in base al fatto che ci entrino le mie chiappe, non certo perchè mi piacciono e basta, finiscono per farmi scegliere le solite cose piuttosto anonime. ci sono anche le volte però in cui mi butto, specialmente nel caso si realizzi la felice combinazione economicità/larghezza, e così qualche tempo fa mi sono lasciata sedurre da questa sorta di spolverino coloratissimo che aveva la signora marocchina nella sua bancarella. già appena tornata a casa e ripostolo nell'armadio mi sono chiesta se avrei avuto effettivamente il coraggio di mettermelo, poi sabato scorso ho pensato al diavolo e l'ho indossato. dovrei ora fare due piccole divagazioni. la prima riguarda Guchimachi, che ritiene di essere una città ma che fondamentalmente è solo un paesone che gronda di provincialismo da fare paura; se da un lato sono bene accettate le esibizioni di denaro, non altrettanto bene vengono accolte quelle di eccentricità. generalmente fioccano battute di varia intensità, sia in italiano che in dialetto (a seconda da chi le pronuncia), ma il succo è che a stagliarsi al di fuori della massa dei pecoroni un certo coraggio ci vuole. la seconda considerazione riguarda il genere umano. ritengo che grosso modo le persone si possano dividere in quelle talmente concentrate su se stesse che gli altri manco li vedono più, e quelle che non hanno una vita propria e quindi devono costantemente fasi gli affari altrui sennò si annoiano. ovvio che ci sono anche le felici eccezioni, e meno male! ad ogni modo, penso che diventi superfluo preoccuparsi dell'effetto che si fa, visto che un 45% della gente manco ti vede e un altro 45% ti vede ma è pronto a farsi distrarre dal prossimo più eccentrico di te (il restante 10% sarebbe la felice eccezione, ma mi viene il dubbio di essere stata di manica larga). poi ci sarebbe da dire anche della triste abitudine di giudicare le persone solo esteriormente, ma evito perchè non voglio farla troppo lunga. ordunque, sabato scorso sono uscita con il mio spolverino coloratissimo e la prima cosa che ho notato è che erano tutti vestiti di nero, grigio scuro e marrone, con la rara eccezione di un paio di signore in chiaro che evidentemente avevano già fatto il cambio degli armadi. notare che anch'io di solito mi vesto in nero, grigio scuro e marrone, e già il fatto che abbia fatto caso a una differenza che in qualche modo mi riguardava l'ho trovato interessante. nel mio incedere per le vie ho notato diversi sguardi sorpresi, con variazione dal che coraggio ad andare in giro così al questa è pazza. c'è chi, dopo aver sogghignato credendo di non essere visto, ha abbozzato un commento che voleva darmi spago come si farebbe con qualcuno che ha dei problemi psichici e chi mi ha superato con faccia da poker tranne poi mollarmi la frecciatina alle spalle (forse credendomi sorda): la giapponese. ebbene, darmi della giapponese equivale a farmi un complimento, sapevatelo! la conclusione è che questo mondo è triste; siamo affetti dalla peggior forma possibile di conformismo, quello che premia l'ipocrisia e la mancanza di idee proprie, e deride o denigra tutto ciò che è vagamente diverso.

mercoledì 9 aprile 2014

finalmente trovata la cura per l'immortalità

Contrordine, per vivere sani e più a lungo servono 7 porzioni di frutta e verdura e non 5

Lo studio del University College di Londra su un campione di 65.000 persone. Gli esperti consigliano di abbondare con i vegetali e di evitare la frutti sciroppati. Il rischio di morire risulta ridotto del  42%

questo titolo è tratto dal sito web di Repubblica, che in teoria dovrebbe essere un giornale serio. e magari i giornalisti dovrebbero verificare di non avere scritto corbellerie prima di postare XD
(e sorvolo su la frutti sciroppati perchè sono buona)

l'articolo intero è QUI


martedì 8 aprile 2014

se ne impara una nuova tutti i giorni

attenzione: questo post è a contenuto potenzialmente pornografico. 
si pregano gli animi sensibili di passare oltre.
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un po' perchè non amo mettere etichette, un po' perchè quando io ero giovane chi lo faceva strano passava sotto il generico appellativo di pervertito e morta lì, ho ignorato fino alla settimana scorsa l'esistenza della categoria CFNM, ovvero Clothed Female Naked Man. chi conosce la lingua inglese avrà già chiaro il concetto, agli altri lo spiego: trattasi di una sorta di gioco di ruolo erotico in cui la donna è vestita e l'uomo è nudo, tipicamente in situazioni in cui la donna è al comando (per esempio, lei può interpretare la maestra cattiva e lui lo scolaro; la cosa comunque si presta a moltissime variazioni come viene spiegato QUI). a me sinceramente l'idea stessa di gioco di ruolo in ambito sessuale scatena un'irrefrenabile ridarella, però al mondo giustamente non siamo tutti uguali e quindi capisco che ci siano persone che possano eccitarsi per questa cosa, inoltre c'è un caso in cui avere a disposizione un uomo nudo e dargli degli ordini mi piacerebbe molto (e non è quella che state immaginando). quello che mi chiedevo è: ma io che guardo gli uomini nudi (solo su Internet, state tranquilli) rientro o no nella categoria, visto che li guardo da vestita?




lunedì 7 aprile 2014

polvere


in occasione del Natale del 1921, i carissimi zii e cugini devono avere tutti ricevuto una copia di questa foto che ritrae una coppia di fratellini: Eolo e Lillina. Lillina ha già le mosse leziose di una futura ammaliatrice, mentre Eolo, non ci fosse stato scritto il nome, avrebbe potuto benissimo passare per una bambina pure lui. la foto fu scattata da uno studio fotografico di Milano. questa qui è sicuramente una di quelle che preferisco nella mia collezione; non ricordo dove nè quando l'ho trovata, ma sono contenta di averla comprata!


domenica 6 aprile 2014

incipit


Il mare ha tante voci. La voce che questo uomo aspetta di udire è la voce di sua madre. Alza la testa, si volta verso l'aria fredda che spira dal golfo e ne avverte il sapore salato sul labbro. La superficie del mare si gonfia e luccica, un lustro argenteo; una membrana ridotta a una sottile trasparenza dove un tempo, per nove lune, era rimasto sospeso, raggomitolato nel sogno che precede l'esistenza, ed era stato cullato e consolato. Ora si accovaccia sul declivio di ciottoli lungo la riva, raccoglie il mantello tra le cosce. Il mento chino, le spalle curve, attento.
David Malouf, Io sono Achille

non potrei mai lavorare nel marketing. per dire, se dovessi distribuire un libro che si intitola Ransom e gira difatti intorno al modo di riscattare il cadavere del proprio figlio dalle mani del suo assassino che da undici giorni lo strazia, lo tradurrei Riscatto e non mi passerebbe mai per la testa di tirare in ballo Achille che sì, nel libro c'è, ma non è il protagonista, perchè il nocciolo è Priamo. ma già, dimenticavo: io sono solo una Guchi qualunque che i libri li legge soltanto, non li deve vendere, e leggendoli magari coglie anche il senso che gli voleva dare l'autore. fine della polemica. effettivamente il fatto che c'entri l'Iliade è marginale, nel senso che l'autore si concentra su di un solo episodio e va a scavare nei sentimenti e nelle motivazioni dei personaggi. un lavoro dunque psicologico e approfondito. e a me il libro è piaciuto, malgrado il fuorviante titolo italiano.

sabato 5 aprile 2014

l'oroscopo


oroscopo per lo Scorpione dal 3 al 9 aprile:

Sul mio blog ho citato una frase dello scrittore Ray Bradbury: “Dovete essere ubriachi di scrittura, così che la realtà non riesca a distruggervi”, e ho chiesto ai miei lettori quale parola avrebbero sostituito a “scrittura” per definire il modo in cui evitano di lasciarsi distruggere dalla realtà. Le risposte più comuni sono state: amore, musica, whisky, preghiera, sogni e gratitudine. Una ribelle ha perfino dichiarato che si ubriaca di scrittura per poter “distruggere” la realtà. Anche per te è importante riflettere sulla mia domanda, Scorpione. In questo momento devi fare tutto il possibile per non lasciarti disturbare dalla realtà.

caro Rob,
come si vede che non mi conosci! la realtà è stata bandita dalla mia vita molto tempo fa. a dire il vero non mi servo di un solo materiale ma di tanti, che variano con il variare delle stagioni. perciò sono in una botte di ferro e non ho bisogno di riflettere per trovare risposte che ho già. il giorno in cui la realtà mi travolgerà, sarà il giorno in cui io soccomberò, ma per il momento sono ancora quella che vince.

venerdì 4 aprile 2014

cronache bolognesi


in questi giorni a Bologna c'è il Future Film Festival e prima di quest'anno io non c'era mai stata, per lo stesso motivo per cui non bevevo Jägermeister. anzi, veramente il motivo è un altro: non sono una fan tanto accanita del cinema fantastico da trascinare le mie chiappe fino a Bologna, inoltre ritenevo erroneamente che le proiezioni si svolgessero solo di sera. poi l'anno scorso quando ero al Far East Film Festival di Udine ho avuto l'illuminazione, nel senso che ho scoperto che uno dei film che mi era piaciuto di più era prima passato per Bologna. tornata a casa, mi sono fatta un appunto sull'agenda e quest'anno ho voluto provare pure l'esperienza bolognese, seppure in forma molto più blanda, difatti pensavo di vedere solo tre film, dei quali il primo è stato proiettato mercoledì pomeriggio (si trattava della versione con attori in carne ed ossa di Gatchaman, già passato in forma di anime sulla TV qualche decennio fa; forse i più antichi di voi se lo ricordano), ma ovviamente mi sono fatta fottere proprio riguardo a quello a cui tenevo di più e che ci sarebbe stato domenica. motivo: non sapevo che i biglietti per le singole proiezioni si potessero acquistare on line e quando l'ho scoperto i posti erano già tutti esauriti. mi hanno consigliato di provare a vedere se qualcuno non si presenta all'ultimo, cosa che farò, anche perchè domenica vado comunque per l'altro film e non mi costa niente aspettare mezz'ora; tra l'altro il cinema è anche vicino alla stazione. 



io comunque continuo a non capire; parlo per il giapponese, ma immagino che la cosa valga anche per i film parlati in altre lingue. a questi festival le pellicole arrivano in lingua originale e vengono sottotitolate in italiano (anche perchè quasi sempre non vengono successivamente distribuite e quindi non avrebbe senso doppiarle); nel caso dei  film giapponesi ho notato che si usano copie già sottotitolate in inglese ed evidentemente quelli che vengono tradotti sono i sottotitoli inglesi. allora: tanto per cominciare, con Gatchman ho letto cose che in giapponese erano diverse, e siccome sono una spaccamaroni non capisco perchè, per esempio, devono tradurre how are you un'espressione che significa è da tanto che non ci si vede. d'accordo che il senso generale non ne pativa più di tanto, però... la perla più bella però è venuta dalla traduzione dall'inglese all'italiano; io non sarò laureata, ma mi viene il dubbio che avrei potuto fare di meglio. di sicuro non avrei tradotto l'espressione a piece of cake, corrispondente al nostro un gioco da ragazzi, con il letterale un pezzo di torta, che anche solo a senso logico alla fine di una scena in cui ci si complimenta con una che ha appena disinnescato una bomba salvando la vita a un milione di persone non mi sembra che ci stia. a meno che quel genio che ha tradotto i sottotitoli non abbia pensato che disinnescare bombe mette appetito.




giovedì 3 aprile 2014

LIEBSTER AWARD


domenica ho avuto la sorpresa di ricevere da parte di Aldabra il Liebster Award: grazie mille! Aldabra diceva che i blog che segue di solito hanno tutti smesso di scrivere; io invece ho un altro genere di problema, ovvero che i blog che seguo di solito mi insultano se gli do un premio XD quindi, memore delle maledizioni ricevute la volta scorsa, eviterò di nominare qualcun altro, ma lascerò aperta la possibilità di partecipare ai blogger che passano di solito di qui, i quali potranno seguire le regole che sono scritte qui sotto e rispondere alle mie domande. chi ne ha voglia può comunque rispondere alle domande nei commenti: mi farebbe piacere!

Per partecipare al LIEBSTER AWARD quello che si deve fare è: 

Ringraziare chi ti ha nominata 

Rispondere alle sue dieci domande

Nominare almeno 10 blogger con meno di 200 followers 

Comunicare la nomina

Proporre dieci domande a cui debbono rispondere i blogger nominati

Ecco le 10 domande che mi ha fatto Albadra, con le mie risposte:

1)Quale è il vostro libro preferito?

difficile scegliere, visto che sono una lettrice compulsiva! c'è però un libro che, ogni volta che lo leggo, mi rimette di buon umore: Il castello errante di Howl di Diana Wynne Jones.

2)La canzone che canticchiate spesso è...?

la cosa varia molto a secondo del mio umore; al momento sto canticchiando spesso Treason! Animals dei Franz Ferdinand.

3)Non rinuncereste mai a..?

alla mia indipendenza di pensiero

4)Quale è il lavoro che vorreste fare?

qualcosa che potesse coniugare scrittura e fotografia

5)Avete un rimpianto?

avrei dovuto viaggiare molto di più; almeno ora sto cercando in parte di recuperare.

6)Quale è la citta' più' bella che avete visitato?

anche qui mi è molto difficile rispondere perchè ho visto molti posti belli; se però dovessi dirti la città per la quale farei immediatamente le valigie in questo momento, ti risponderei Londra. forse non è in assoluto la più bella che ho visto, ma offre così tante opportunità!

7)Il viaggio che volete fare

eheheh... risposta estremamente scontata: Giappone!

8)C'è una cosa che avete fatto di cui siete orgogliosi?

quella che mi viene in mente al momento è l'aver organizzato alcuni anni fa, insieme ad alcuni amici, un convegno sui diritti umani che è stato molto apprezzato.

9)Avete trovato un senso nella "vita"?

magari! in attesa di trovarlo, cerco di cogliere il meglio da ogni giornata e da ogni occasione. forse il senso alla fine è proprio questo, in modo da non avere rimpianti, inoltre credo che sia fondamentale la condivisione. anche se si nasce e si muore da soli, tutto il resto è bello farlo insieme.

10)O almeno sapete dove andare in vacanza quest'estate?

visto che sono un'organizzatrice compulsiva, ho anche già prenotato sia volo che hotel! e Danimarca sarà ^__^

E queste sono le mie 10 domande:

1) meglio un'insalata oggi o un barattolo di Nutella domani?
2) qual è l'ultimo film che ti è piaciuto molto?
3) ti offrono la possibilità di farti un ritocchino gratis: che cosa ti rifaresti?
4) se avessi la possibilità di duettare sul palco con un/a cantante o un gruppo, chi sceglieresti?
5) hai appena terminato di scrivere il tuo primo libro: come s'intitola?
6) nel tuo mondo ideale governa... ?
7) hai perso il gatto o il cane; offri o no una ricompensa perchè te lo ritrovino?
8) andresti in viaggio con Guchi?
9) se ti svegliassi una mattina e scoprissi che sono arrivati gli alieni, che cosa faresti?
10) qual è la cosa che vorresti assolutamente fare nel prossimo futuro?

mercoledì 2 aprile 2014

Stanco in tutte le salse


a volte le cose fanno degli strani giri, difatti vale la pena che vi racconti la premessa. una delle mie amiche di penna giapponesi tempo fa mi aveva detto che una sua amica avrebbe organizzato un pomeriggio di attività nipponiche presso un bed & breakfast dell'appennino bolognese.  in effetti è bizzarro sentirsi dire da Tokyo che cosa fanno a Bologna, ma credo proprio che il mio karma consista in questo, visto che ho più amici e conoscenti lontano da casa che qui. ad ogni modo, visto che sabato della scorsa settimana non avevo altri impegni, ho contattato il B&B per dire che andavo: non si pagava niente, ma volevano sapere in quanti avremmo partecipato perchè ci fosse abbastanza sushi per tutti. sono partita con un certo anticipo rispetto all'orario d'inizio della cosa perchè mi dovevo recare in un posto in cui non ero mai stata prima e già mi vedevo persa tra i boschi a vagare tra i lupi. dopo un inevitabile tragitto in autostrada, sono andata alla ricerca della meta, ovvero della frazione di Stanco. la cosa bella è che esistono Stanco di Sotto, Stanco e Stanco di Sopra, il tutto comprendente una manciata di case che ospitano meno di un centinaio di persone: che sia un caso di campanilismo estremo? ciliegina sulla torta, il B&B si chiama 6stanco. insomma, non si capisce bene se il tutto è una sfida o un invito; io per fortuna di stanchezza al mio arrivo non ne accusavo affatto e mi sono potuta godere tutto ben sveglia e desta.


l'edificio principale del B&B
parlando con la proprietaria del B&B, una simpatica inglese di nome Ruth, ho saputo che le quattro signore giapponesi che si apprestavano ad intrattenerci in realtà erano lì in vacanza. Tomoe-san c'era già stata altre due volte e a questo giro si è portata le amiche, coinvolgendole nel suo desiderio di fare conoscere la cultura giapponese. difatti ciascuna di esse ha introdotto un argomento: Fumiko-san ha parlato del kimono, Mitsuko-san dell'ikebana, Tomoe-san ci ha versato il  tè e Setsuko-san ha coinvolto tutti nella preparazione dei maki (coi quali alla fine mi sono abbuffata senza ritegno). 


Tomoe-san intenta a fare un fiocco

a ogni dimostrazione è seguita la partecipazione del pubblico: chi voleva poteva indossare il kimono, preparare la propria composizione ikebana, ecc. solo il tè ci siamo limitati a berlo, accompagnato da un dolcetto alla castagna che era strepitoso. il tutto si è svolto in un'atmosfera conviviale e amichevole, anche perchè effettivamente l'unica outsider ero io, però, a differenza di altre occasioni simili, non mi sono affatto sentita esclusa e mi sono intrattenuta in chiacchiere con alcune persone, non ultima Tomoe-san che, avvisata dalla nostra comune amica, voleva ovviamente conoscermi.

preparazione dei maki

anche se so già che alla prossima lezione la mia prof. di giapponese mi tirerà le orecchie, abbiamo parlato sempre in inglese, in giapponese ho detto pochissime parole; non era l'occasione adatta per via del tran-tran di gente intorno, inoltre mi è successo come la prima volta che, anni fa, mi trovai a dover parlare inglese: paralisi da panico XD  comunque il bilancio della giornata è di gran lunga positivo, e la prossima volta vedrò di vincere anche la timidezza!

martedì 1 aprile 2014

bilancio di fine mese - marzo


è inutile, non si sfugge alle regole: prima o poi il down di fine inverno mi viene. quest'anno gennaio è stato un mese insolitamente attivo e propositivo e quindi il colpo l'ho accusato  a scoppio ritardato, in marzo. che è cominciato con una settimana talmente pessima da meritare il guinness dei primati dei miei malumori. a parte ciò, proprio per vedere di riscuotermi dalla schifezza di febbraio avevo fatto il proposito di scattare almeno un rullino a settimana e, complici sia il sole (quando c'è stato) che la fioritura primaverile in anticipo, almeno questo proposito l'ho mantenuto, e pure abbondantemente. mi sono invece un po' incartata con il giapponese; la cosa mi preoccupa relativamente, nel senso che è tipico mio di avere degli alti e dei bassi, di conseguenza ho la certezza matematica che dopo il basso torna l'alto. e poi non ho dimenticato quanto studiato finora: ci mancherebbe pure l'amnesia, tra l'altro! difatti la settimana scorsa, schiacciata dal peso della mia ignoranza, ho ripreso in mano i libri e le flashcards. anche la mia salute non è stata il massimo in queste ultime settimane; da principio mi ha afflitto un malessere diffuso per il quale ho incolpato il cambio di stagione, dopodichè sono passata a un problema ben definito, non grave per fortuna, e che è quasi del tutto già domato. conclusione: un mese così così. non stento a credere che aprile possa essere meglio.