venerdì 25 aprile 2014

traditori e traditi


a sentire le statistiche, in giro ci sta un sacco di gente con corna da fare invidia ai cervi. a dire la verità non mi sono mai soffermata a riflettere sulla cosa, nel senso che sono cosciente che il fenomeno esiste, ma che sono convinta che ci siano forme di tradimento più gravi di quello fisico; so che nessuno è al sicuro ma, allo stesso tempo, non mi era mai capitato prima che qualcuno molto vicino a me ne fosse vittima/artefice. nel giro di pochi giorni invece ecco che vengo a sapere di una tresca non si sa bene quanto consumata da parte di un mio parente acquisito e dell'infedeltà di una mia amica (aggiungerei cara). in nessuno dei casi sono stati i protagonisti a informarmi; del primo caso me ne parlava un altro parente, del secondo sono venuta a sapere grazie a un'altra amica che voleva chiedermi lumi. purtroppo, vivendo io chiusa in grotta ed avendo più rapporti virtuali con persone distanti che incontri reali coi miei concittadini (amiche care comprese), sono caduta dal pero. ora, so bene che quanto sto per dire può sembrare un'affermazione basata sul libro delle favole più che sulla realtà, ma mi risulta che al mondo ci sia anche gente che non ha rapporti extraconiugali e che considera la propria famiglia come la cosa più importante. di sicuro questa mia amica che per anni ha desiderato una famiglia sua, stravede per i suoi figli e, proprio come me, ha sacrificato molto a quell'ideale di famiglia perfetta che deve funzionare. e qui farò un'altra affermazione, sempre tratta dal libro delle favole: c'è gente per cui mettere la famiglia al primo posto non è affatto un sacrificio o, al massimo, è un sacrificio accettabile. purtroppo però anche nei libri delle favole succedono delle brutte cose, e così pare che la mia amica ad un certo punto abbia avviato una relazione clandestina che è stata casualmente scoperta dal marito, con la conseguenza che ora la famiglia si è spaccata perchè il marito se n'è andato di casa. e lei? boh. non la sento da parecchio e francamente chiamarla per farle l'interrogatorio mi pare stupido e maleducato; dopotutto se avesse voluto confidarsi con me avrebbe potuto ben farlo. se non lo ha fatto, avrà avuto i suoi motivi. siamo state amiche per 3/4 delle nostre vite e penso che sappia che non sono io quella che la giudicherebbe o la rimprovererebbe; certo, questo non significa che le darei una pacca sulle spalle dicendole ben fatto, ma di certo proverei a capire. so che lei è una donna intelligente e di buon senso, se ha deciso di imbarcarsi in una storia che potenzialmente poteva distruggere due famiglie (anche il suo amante è sposato con figli) mi auguro che l'abbia fatto dopo seria riflessione e dopo aver valutato bene la cosa. non mi sembra il tipo da perdere la testa o da cedere a un capriccio, tutto qui. o forse ha sottovalutato il problema, ha pensato che non sarebbe stata scoperta. vattelapesca! non avendo parlato con lei, siamo nel campo della pura congettura. di certo il suo caso, più che quello del mio parente acquisito, un vanesio che ama stare al centro dell'attenzione e che mi stupirebbe fosse alla sua prima avventura, mi dà da pensare, forse perchè non posso fare a meno di paragonarla il suo vissuto al mio. poi si sa che fare i virtuosi senza manco avere le tentazioni è molto facile XD

giovedì 24 aprile 2014

questa è la volta che mi bannano

cari lettori di questo blog, questa potrebbe essere l'ultima volta che ci vediamo. ho infatti deciso di sfidare la censura e di mettere una serie di foto osè. ci tengo a sottolineare che è tutta colpa di Amoon e del post che ieri ha dedicato a un costume da bagno maschile un po' particolare. sta di fatto che, siccome sono una persona curiosa e amante della ricerca scientifica, avendo un po' di tempo libero ho approfondito l'argomento e ho scoperto che c'è tutto un universo di meravigliosi costumi da bagno maschili che ci attendono. in realtà lo scopo di questo post non è quello di mostrare immagini pruriginose (ma quando mai!) bensì di invitare i maschi nostrani a procurarsi questi costumi per farne sfoggio sulle nostre spiagge, di già che l'estate si avvicina. visto che sono buona, vi lascio anche l'indirizzo del sito dove li potete trovare: Freshpair. anzi, non ho ancora esplorato la sezione femminile e, se tanto mi dà tanto, credo proprio che mi si spalancherebbe un nuovo universo pure lì. comunque, bando alle ciance. come al solito vi lascio qualche puntino di sospensione, così se non ve la sentite di guardare, potete immediatamente andare sul blog coi coniglietti glitterati.
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naturalmente scherzavo: non sono costumi da bagno, a parte quest'ultimo che è l'inossidabile modello Borat.

mercoledì 23 aprile 2014

lampi di luce a Dozza


lunedì siamo tornati a Dozza dopo non so più quanto tempo. questa cittadina è famosa per due cose: la Rocca medievale (che ospita anche l'Enoteca Regionale) e i murales che adornano i muri delle sue stradine. trattandosi di un paese piccino, è notevole che vi si concentrino tante cose; di fatto Dozza è un museo a cielo aperto. alla Rocca abbiamo fatto il solito giro e abbiamo visitato la mostra Lampi di Luce che esponeva una collezione privata di pile, torce, lampadine portatili, manifesti d'epoca, a partire da fine Ottocento. noi che abbiamo l'elettricità in casa e per le strade ormai non ci facciamo caso, ma una volta era tutto al buio e quindi queste cose per noi banali furono una bella rivoluzione. usciti dalla Rocca, abbiamo girovagato un po' ammirando le nuove opere murali e prendendoci qualche goccia di pioggia e qualche raggio di sole, perchè il tempo era pazzarello. metto qualche foto, anche se non sono proprio il massimo. queste sono della Rocca:











qui invece alcuni scatti rubati alla mostra:









e per finire, una coloratissima veduta del paesino:




martedì 22 aprile 2014

l'insostenibile leggerezza di essere giapponesi


una mia amica di penna giapponese, parlando dell'hanami (la consuetudine di ammirare i ciliegi fioriti) mi diceva che in quei momenti di contemplazione l'animo dei giapponesi si riempie di un dolce languore che li fa pensare "oh, che fortuna che ho a essere nato giapponese!", e mi chiedeva se noi italiani, circondati da innumerevoli bellezze artistiche e naturali nonchè benedetti dall'ottimo cibo, ugualmente esclamiamo in cuor nostro "oh, che fortuna che ho a essere nato italiano!". a questo punto a me effettivamente è venuto un magone, ma per tutt'altro motivo. intanto mi accorgo che siamo già alla terza: prima Mohamed Ba, poi il coreano sul treno e adesso la mia amica. queste persone che amano e ammirano il nostro paese non capiscono come noi possiamo essere così indifferenti ai tesori che possediamo. tento di spiegare la cosa alla mia amica (tra l'altro in giapponese, che è ancora più difficile); mi sa che a noi italiani piace lamentarci, le dico, siamo contenti di essere italiani solo per via del buon cibo, ma per il resto di rado realizziamo tutte le cose buone che abbiamo. in effetti non riesco a immaginare gli italiani seduti sotto i ciliegi a commuoversi e a pensare ai propri fortunati natali, in compenso non posso evitare di provare una leggere invidia per i giapponesi e quel loro afflato di sano amor patrio. temo proprio che se il lamentarsi del proprio paese venisse ammesso come disciplina olimpica, gli italiani vincerebbero la medaglia d'oro, d'argento e pure di bronzo. mi domando come ci si sente a essere orgogliosi della propria nazionalità. a parte che pure i giapponesi non hanno di che stare così allegri, se uno si mette a considerare tutta una serie di cose, ma essere al contempo fieri e innamorati del proprio paese credo che dia loro una marcia in più. se non altro, mi dico, si alzeranno dal letto più contenti la mattina, che noi faremo pure colazione con cappuccio e cornetto, ma il tutto ci va di traverso nel giro di pochi minuti, soprattutto se mentre mangiamo scorriamo i titoli del giornale.

lunedì 21 aprile 2014

polvere


questa è una delle foto della partita di provenienza austriaca che comprai al mercatino di Venezia; difatti riporta il timbro di uno studio fotografico di Vienna. fu scattata il 24 marzo del 1924 e sul retro ha una scritta sfarfalleggiante e praticamente illeggibile dalla quale si distingue chiaramente solo la firma: Rya. vista la tendenza di una volta a voler fare apparire al meglio i soggetti, inserendoli in vere e proprie scenografie e agghindandoli come damerini, non ci è dato sapere se questa Rya era la nobildonna che qui appare o se era semplicemente stata travestita per l'occasione.


domenica 20 aprile 2014

incipit


E così quando lo scorso autunno avevo cominciato a fare le mie passeggiate serali, mi ero reso conto che Morningside Heights è un buon punto di partenza per esplorare la città. La stradina che scende dalla cattedrale di Saint John the Divine e attraversa Morningside Park è a un quarto d'ora da Central Park. Nella direzione opposta, andando verso ovest, Sakura Park è a dieci minuti, mentre a nord si arriva ad Harlem costeggiando l'Hudson, anche se il traffico al di là degli alberi copre il rumore del fiume. Quelle camminate, un contrappunto alla frenesie delle giornate in ospedale, pian piano si erano allungate, portandomi sempre più lontano, tanto che a volte, di notte, dovevo tornare a casa in metropolitana. E' così che, all'inizio dell'ultimo anno di specializzazione in psichiatria, New York si era fatta strada nella mia vita passo dopo passo.
Teju Cole, Città aperta

tra la massa di libri che leggo e che scelgo principalmente come intrattenimento, a volte capita che me ne ritrovi fra le mani uno denso. intendo, con questo, che contiene molto più della giusta dose di stile piacevole e trama interessante. questo diario delle camminate di un giovane medico di padre nigeriano e madre tedesca diventa una camminata all'interno di se stesso, del proprio passato, ma anche del proprio presente e futuro. questo lo posso capire molto bene, essendo anch'io un'esperta di camminate. andarsene in giro da soli, senza meta e senza fretta, ci porta a scoprire aspetti sconosciuti, che magari nemmeno immaginavamo, non solo del mondo che ci circonda, ma anche di noi stessi. per questo motivo ho sentito questo libro molto vicino a me, anche se naturalmente le esperienze del protagonista sono molto diverse dalle mie. davvero bello!

sabato 19 aprile 2014

l'oroscopo



oroscopo per lo Scorpione dal 17 al 23 aprile:

Mentre sono distesi sulla sabbia, i coccodrilli africani hanno l’abitudine di tenere la bocca aperta per ore. Serve a rinfrescarli e a permettere ai pivieri di beccare i residui di cibo che sono rimasti incastrati nei loro denti. Tra loro c’è un rapporto simbiotico. Gli uccelli mangiano gratis e in cambio offrono un servizio ai grandi rettili. Dopo aver analizzato i tuoi presagi astrali, Scorpione, sarei incline a pensare che presto avrai un’opportunità simile a quella dei pivieri. Riuscirai a trovare la fiducia e il coraggio necessari per sfruttarla?

caro Rob,
e se io volessi fare il coccodrillo?

venerdì 18 aprile 2014

smarrimenti


come si può intuire dal riquadro a destra (che comunque prima o poi verrà rimosso) mi sono persa una persona. la cosa in effetti non è troppo grave nella misura in cui non so nemmeno esattamente che cosa mi sono persa: dopo un paio di commenti sui reciproci blog, eravamo sul punto di conoscerci meglio quando non ho nemmeno fatto in tempo a rispondere a una mail che erano stati cancellati tutti i suoi account. risultato: impossibile contattare questa persona (e di qui ho avuto l'idea di fare quel trafiletto, nel caso improbabile che, superato il trauma a me ignoto che l'ha messo in fuga, gli venga voglia di ripassare). ora, è chiaro che la cosa che mi dà da pensare non è l'episodio in particolare ma la sparizione in generale. in era di Internet quasi quasi è più facile fare perdere le proprie tracce che essere trovati. sembra un paradosso, ma di fatto se uno ha un nick con nessuna corrispondenza reale, cancellare un blog, un indirizzo email, un account sul faccialibro e su altri social networks è affare di pochi minuti, dopodichè tutti gli altri restano con il famoso palmo di naso. per quanto mi riguarda, dal momento che la mia vita virtuale non ha risvolti peccaminosi e che ciò che scrivo qui sopra potrei serenamente ripeterlo a voce in faccia a eventuali interlocutori, quando si è trattato di chiudere vecchi blog, ho sempre lasciato una piccola traccia, se non a tutti, almeno a chi pensavo fosse interessato a seguirmi. al momento attuale trovarmi è molto semplice perchè basta digitare il mio nick per arrivare a me, inoltre penso che se anche dovesse andarmi giù la catena per qualunque motivo, non chiuderei il 100% dei miei account perchè ci sono persone con cui desidero restare in contatto. avere una vita virtuale è per molti una gradevole valvola di sfogo, se si ha fortuna è anche un arricchimento e un modo di conoscere persone nuove. capisco che si voglia tenere nascosta la propria identità reale (nemmeno io sono qui con il mio vero nome) perchè là fuori sta pieno di potenziali stalker (difatti l'unica eventualità in cui sparirei del tutto sarebbe appunto di sfuggire a una o più persone in particolare), ma ho sempre fatto fatica a comprendere chi crea delle versioni tanto alternative di sè da non azzeccarci nulla con il proprio sè reale. mi viene in mente il detto sul pappagallo, quello che suggerisce di non dire in sua presenza nulla che ci possa mettere in imbarazzo nel caso venga venduto alla persona più pettegola della città. forse molti di quelli che decidono di fare perdere del tutto le proprie tracce hanno commesso proprio questo errore.

giovedì 17 aprile 2014

sexy


scrivevo l'altro giorno sul faccialibro: ognuno ha i suoi gusti, i miei sono solo più difficili della media. a seguire commenti vari, tra cui quello del mio caro amico Loran che dice: come diceva un altro blogger, a forza di vedere cose belle su internet pensiamo che possano essere alla nostra portata, insomma a forza di vedere Ferrari uno pensa che quella sia l'auto che fa per lui, ma poi se uno va dal concessionario è tutta un'altra faccenda. penso che sia opportuno fare chiarezza su questo punto. a me piacciono gli uomini belli. che cosa posso farci? ci sono donne a cui piacciono gli uomini palestrati oppure quelli depilati oppure i cinghiali. io, quando incontro un individuo di sesso maschile, guardo per prima cosa al viso e, se mi piace, a tutto il resto, perchè ho detto ancora che se devo scegliere fra un mingherlino con un bel viso e uno con un gran fisico ma la faccia da scimmia, scelgo il mingherlino. ci tengo però a chiarire che quando faccio questi discorsi siamo nel campo della pura speculazione; per dire, mio marito quando l'ho conosciuto aveva un viso che mi piaceva moltissimo e un fisico normalissimo, ma se a tutto questo non fossero state abbinate altre doti, col cavolo che mi ci sarei messa insieme e me lo sarei sposato. del resto penso di aver raccontato ancora di un tipo che mi piaceva molti anni fa: gran bel ragazzo, sempre ben vestito, la prima volta che ha aperto bocca sono fuggita a gambe levate XD la verità è che quello che trovo sexy in un uomo è un insieme di elementi che trascendono l'aspetto fisico, senza per questo voler negare che questo abbia la sua importanza, ma ce l'ha nella misura in cui qualcuno ti piace, e si sa che il concetto di bellezza è molto soggettivo. le cose che trovo sexy in un uomo sono piuttosto (in ordine sparso):

  • l'apertura mentale e la curiosità
  • l'intelligenza
  • la simpatia
  • il senso dell'umorismo di tipo inglese e non volgare
  • la maniera rispettosa di porsi nei riguardi del prossimo, ovviamente me compresa
  • la cortesia e la gentilezza
  • la generosità
  • la capacità di ascolto (che esclude a prescindere l'egocentrismo)
  • l'umiltà


se un uomo con l'aspetto di cinghiale ha tutte queste caratteristiche, ci sono molte probabilità che finisca per piacermi e certamente lo vorrei come amico. se a queste caratteristiche unisce anche un aspetto di mio gusto, otteniamo la perfezione, ma mi rendo conto che finiamo di nuovo nel campo della speculazione, e comunque la perfezione è irritante. quindi quando dico di avere dei gusti difficili in realtà è perchè faccio molta fatica a incrociare il mio cammino con individui che riuniscano le soprastanti caratteristiche, ma non vedo nemmeno perchè dovrei sprecare il mio tempo con persone per le quali, anche volendo, non riesco a provare stima (e qui l'aspetto fisico non c'entra nulla).

mercoledì 16 aprile 2014

Dio c'è


si vede che sabato scorso era giornata: non so che cos'avessi in faccia, ma ispiravo chiacchiere. è stata ben strana questa cosa perchè di solito la mia vita fuori di casa si può riassumere con le parole di Morrissey: 

There's a club if you'd like to go 
You could meet somebody who really loves you 
So you go and you stand on your own 
And you leave on your own 
And you go home and you cry 
And you want to die 

vabbè, senza essere così tragici resta comunque il fatto che sono affetta da una grave forma di trasparenza. però, come dicevo, si vede che sabato mi era passata! già alla stazione di Bologna mi ha attaccato bottone una signora marchigiana, sul vaporetto a Venezia è stato il turno di un'altra signora e a Burano del ragazzo che mi ha venduto pizza e coca a pranzo. potrei metterci nel mucchio anche Franco Fontana, non fosse che lui era alla mostra per incontrare il pubblico per cui la situazione era un tantino diversa. il clou però è stato raggiunto sulla tratta Venezia-Bologna. mi ero da poco seduta al mio posto quando una giovane coppia dell'est alla quale erano stati assegnati due sedili separati mi ha chiesto (più a gesti che a parole) se potevano scambiare uno dei loro posti con il mio in modo da restare vicini. ovviamente non avevo nulla in contrario: chi sono io per impedire a due piccioncini di tubare? così prendo i miei stracci e mi muovo nel sedile dietro, dove siedono davanti a me una giovane donna con una bambina: chiaramente asiatiche, ma non riesco a capire di dove, così di primo acchito. ovvero: è chiaro che non sono giapponesi e non mi paiono nemmeno tanto cinesi, però boh. tempo un minuto e arriva il rispettivo marito e padre; mi alzo per farlo sedere al suo posto accato al finestrino (tra mille ringraziamenti) e non posso evitare di notare quant'è gnocco, che la Guchi sarà pure una vecchia gallina ma ha la vista ancora perfettamente funzionante. i tre attaccano a parlare e capisco senza ombra di dubbio che sono coreani. orbene, lo so che voi lettori di questo blog mi ritenete uno spirito intraprendente e coraggioso, ma la verità è che quasi sempre me la faccio sotto. però sabato doveva essere veramente una giornata baciata da qualche insolito influsso planetario, perchè dopo un po' mi sono fatta coraggio e ho chiesto: siete per caso coreani? grande sgranare d'occhi e risposta affermativa, al che spiego: non è che parlo il coreano, ma poichè vedo sia film che drama coreani ormai riconosco il suono della lingua. ulteriore sgranamento d'occhi, dopodichè mi chiedono che cos'ho visto, e a quel punto cito My love from the star: l'ha visto pure la donna, quindi comincia tutta una chiacchierata che parte dal cinema e finisce con la bontà della pizza, passando attraverso enumerazione di bellezze artistiche varie, differenze culturali, aneddoti personali, denigrazione di Kim Jong-un e scambio di email e numeri di telefono, il tutto per l'ora e mezzo successiva. la donna capisce l'inglese ma non lo parla molto, l'uomo invece è molto bravo e quindi la comunicazione è perfetta; tra l'altro è un tipo veramente molto simpatico, aperto e curioso. insomma: una compagnia molto gradevole sotto tutti i punti di vista. ci salutiamo a Bologna, con i miei auguri per la felice continuazione della loro vacanza e il loro invito ad andarli a trovare se mai mi recherò in Corea. quasi quasi...

(scherzi a parte: ma uomini così in Italia, no? tutti a smanettare col telefonino e altri accidenti, rivolgono la parola alle donne solo se sono scopabili, in genere si suddividono nella categoria sapientino - ovvero quelli che ti devono erudire su tutto perchè si ritengono intellettualmente superiori - e simpaticone - ulteriormente distinguibile in coglionetroglodita. non voglio dire che non esistano eccezioni perchè qualcuna la conosco, però cavolo... ho già capito che domani mi tocca fare un altro post!)

NB: inutile che vi ricordi il disclaimer di questo blog, vero?

martedì 15 aprile 2014

su e giù per la laguna


seguendo il consiglio di F, mi sono iscritta al sito di Trenita(g)lia perchè così ci si possono procurare biglietti a prezzi superscontatissimi. confesso che ero scettica e non sono ancora sicura al 100% che non ci sia una fregatura da qualche parte, però resta il fatto che, prendendoli con doveroso anticipo, si ottengono veramente dei prezzi competitivi. che a me viaggiare in treno piace molto (malgrado l'impegno di Trenitalia di farmelo piacere di meno XD) ma di solito mi trascino per ore sui regionali perchè le Frecce hanno dei prezzi che non si affrontano. 


l'Orient-Express in partenza da Venezia: essenza del mio immaginario
di treno, nonchè uno dei miei sogni nel cassetto

il rovescio della medaglia è che occorre programmare i viaggi con notevole anticipo e dunque non è possibile sapere se il giorno in cui partiremo il tempo sarà bello oppure no, dettaglio che non importa a chi viaggia per affari o è in transito, ma interessa moltissimo a me che voglio sempre fotografare. comunque, avendo già i biglietti pagati, sabato scorso sono partita per Venezia confidando nella mia buona stella. avevo in programma alcune cose e non sapevo bene da dove cominciare, quindi ho scelto la meta più lontana: Burano. 





quest'isoletta, come mi confermano anche i sassi, è famosa per due cose: i merletti e le case colorate. io c'ero stata solo un'altra volta qualche secolo fa, ma sempre di sabato, e difatti il ricordo più forte che ho di quel giorno è quello del profumo del bucato steso ad asciugare. mentre ero sul vaporetto, mi chiedevo appunto se le massaie del posto avessero conservato l'abitudine di lavare i panni il sabato: ebbene sì, anche se devono aver cambiato ammorbidente. 





il grosso dei turisti per fortuna si è riversato su Murano e quindi Burano era vivibile. questo non mi ha comunque impedito di cercare di infrattarmi lontano dal canale principale (che, se uno conosce Burano, è una battuta perchè quest'isola, per quanto deliziosa, è uno sputo). 



dopo essermi opportunamente sfogata a fare foto, ho ripreso il vaporetto e sono andata alla Giudecca (e mi sa che ci ho messo lo stesso tempo che ad arrivare in treno dalla mia città a Venezia!!). qui ho visitato la mostra di Sebastião Salgado, Genesi. ho trovato le sue foto di una bellezza struggente; la mostra vuole essere insieme un omaggio e un grido di allarme per la terra. 





si trovano esposte fotografie di bellezze naturali e animali, e immagini di popoli tribali che vivono ancora in maniera primitiva. ovvero: primitivo è ciò che definiamo noi che abitiamo nel cemento, circondati dalla tecnologia, ma per queste persone significa semplicemente vivere in simbiosi con la natura e curandosi di assolvere solo i propri bisogni fondamentali. malgrado il folto pubblico, mi sono ritrovata spesso divisa tra l'ammirazione e la commozione: il nostro pianeta è splendido! e la bellezza può veramente commuovere, tanto più se ci si rende conto del gravissimo rischio che corre di essere distrutta proprio da chi la dovrebbe rispettare e difendere. 



ripreso il traghetto, non mi sono fatta mancare il solito gelato (anche se da passeggio, perchè temevo di avere poco tempo) e sono andata a visitare la mostra di Franco Fontana restando in un certo senso in ambito naturalistico, dato che questo fotografo è famoso per i suoi paesaggi. e non solo, infatti la mostra offre una visione competa del suo lavoro. sono rimasta nuovamente a bocca aperta di fronte ai colori saturi della campagna e a certi paesaggi urbani del tutto simili a quadri astratti; molto suggestiva anche l'ultimissima serie di foto del cimitero di Staglieno. 




Fontana era presente, arzillo (malgrado gli 81 anni) e disponibilissimo, quindi anche se di solito rifuggo da queste cose, mi sono fatta autografare il catalogo della mostra e ci ho pure fatto due chiacchiere (con Fontana, non con il catalogo). in particolare gli ho chiesto qual era la sua macchina preferita, e lui ha risposto la Canon, puntualizzando che comunque la macchina è come la penna; quanto alle pellicole, ha citato Kodachrome ed Ektachrome. uscita di lì, mi avanzava ancora un'oretta abbondante prima del treno, quindi ho gironzolato con molta calma, ho scattato qualche altra foto e infine ho ripreso il treno per casa, rischiando di non raggiungerla perchè, giunta a Bologna, ho scoperto che alle 21 era partito il solito sciopero e i treni venivano via via cancellati a più non posso. meno male che il mio è stato confermato! quanto a quello che è successo sul treno... ve lo racconto domani!