sabato 25 ottobre 2014

l'oroscopo


oroscopo per lo Scorpione dal 23 al 29 ottobre:

“Quando si gioca a Scarabeo gli avversari migliori sono i bambini”, dichiara la scrittrice Fran Lebowitz, “perché è facile batterli e divertente imbrogliarli”. Non dico che dovresti seguire il suo consiglio nei prossimi giorni, Scorpione. Ma forse puoi prendere in considerazione una sua versione meno cinica. Per esempio, potresti cercare facili vittorie per aumentare la fiducia in te stesso e affinare le tue capacità. Se tutto va bene, tra una settimana, sarai pronto a raccogliere sfide più ambiziose.

caro Rob,
difatti le uniche vittorie che io abbia mai avuto sono state del tipo facile. pare che non riesca a vincere in altro modo XD

venerdì 24 ottobre 2014

esclamazioni e imprecazioni


eccoci al trimestrale appuntamento con le chiavi di ricerca, cercando di non lasciarsi rattristare dal ricordo di quando ottenevo un corposo elenco ogni mese, invece delle briciole odierne...

  • mia figlia ha ottime amicizie streaming (se tua figlia in streaming fa quel che penso, lo credo che ha ottime amicizie XD)
  • sorcona (cos'è, l'incrocio tra un sorcio e la Sorbona?)
  • vene del cazzo (chiave di ricerca ambigua: potrebbe essere l'esasperato grido di una persona affetta da emorroidi oppure qualcuno realmente interessato all'anatomia del cazzo)
  • prodotto amoon (Amoon, ma che mi combini? ti vendi???)
  • viva l'analogico (questa esclamazione mi piace moltissimo!)
  • "culo da sposa" (mi sa che questa chiave l'ha usata un mio corregionale, visto che l'espressione mi suona molto familiare)
  • licia colo nuda porno sperma in fica (vedete che cosa fa fare la disperazione? visto che cercandola in mutande non trovano nulla di interessante, non resta che essere più espliciti XD)


giovedì 23 ottobre 2014

vento e nuvole


è da lunedì che esco a fare foto per la Roid Week versione autunnale, ovvero la settimana dedicata alla fotografia istantanea alla quale può partecipare chiunque, a parte che non bari (anche se, secondo me, certi baroni ci sono eccome). se lunedì sono addirittura morta di caldo sotto un sole che pareva più d'agosto che d'ottobre, sia ieri e ieri l'altro sono stata perseguitata dalla nuvola di Fantozzi. mattine di sole smagliante che mi hanno fatto decidere di uscire a scattare foto si sono trasformate in pomeriggi in cui il vento forte ha rapidamente radunato abbastanza nubi da oscurare quel sole. la cosa non mi ha fermato, anche se le foto vengono certamente meglio quando i colori sono brillanti. se ho già visto quel che ho combinato ieri perchè ho scattato con una Polaroid, non ho invece idea di che cosa sia saltato fuori dall'esperimento di martedì, ovvero dal foto stenopeico per l'Olympus OM10. sono curiosa come una scimmia, ma al contempo sto cercando di non crearmi troppe aspettative o rischio una fortissima delusione. ultimamente mi sono presa dei rischi e non mi è andata troppo male, però certi esperimenti possono anche sfociare in disastri. per esempio ho ammollato un rullino nella Coca-cola, solo per 5 minuti perchè pare che la sua nota aggressività non faccia bene alla pellicola. non so quando lo userò, ma in questo caso confesso che mi stupirei se ne uscisse qualcosa di decente. martedì comunque sulla spiaggia era una meraviglia, sole o no. c'era diversa gente in mare che cercava non so cosa, probabilmente vongole, altri che portavano a spasso il cane o passeggiavano semplicemente, e i soliti a pescare sul molo (dove però non sono andata). anche quel pomeriggio avevo la Polaroid, ma mi ero portata una cartuccia scaduta presa su Ebay che si è rivelata buona solo per il cassonetto; chissà com'era stata conservata per ridursi così! meno male che l'avevo pagata poco e la tigna si è limitata a non poter fare tutte le foto che volevo. ma tanto ci torno; ormai andare a fare foto al mare lontano dalla stagione turistica è diventata una delle mie attività preferite. ho anche molta voglia di farmi una delle mie zingarate; purtroppo un problema di salute mi ha impedito di andarmene in giro ultimamente e la gita al mare è stata la mia prima uscita da tre settimane (anche per tastare il terreno e vedere se riuscivo a sopravvivere alla sortita con zaino pesante addosso). oggi e domani però niente foto: pare che la nuvola di Fantozzi abbia deciso di lasciare il posto a colleghe più decise e desiderose di bagnarci la testa.

mercoledì 22 ottobre 2014

il diario di Polacchia parte settima: gita fuori porta con imprevisto fluviale


a parte dover visitare Cracovia, abbiamo in programma anche un paio di gite fuori porta. dopo la nostra prima notte, ci svegliamo con un sole smagliante e decidiamo che è meglio approfittarne. facciamo un'abbondante colazione a buffet nel ristorante Pod Wavelem, che si trova di fianco al nostro hotel e che si può raggiungere da una porta interna, quindi partiamo alla volta di Szydłów. 


questa cittadina è circondata dalle mura medievali, molto ben conservate; è piccola, tranquilla al punto da sembrare disabitata (non solo per le pochissime persone in giro, ma anche per il silenzio) e ha il solito misto di case restaurate di recente e catapecchie in attesa di un bravo muratore. cominciamo la visita dalla chiesa di San Stanislao che ha una facciata piuttosto singolare:


dopo aver attraversato la piazza, visitiamo il piccolo museo e camminiamo lungo un tratto delle mura, e intanto si fa ora di pranzo perchè il viaggio, anche se non ci siamo persi, ci ha portato via abbastanza tempo. scegliere dove mangiare è facilissimo: c'è un solo ristorante! tuttavia la mancanza di scelta è ricompensata da un piatto dei migliori pierogi mangiati in questa vacanza e dalla sorpresa del conto: 56 złoty per un pranzo da quattro persone, ovvero € 3,5 a testa. mentre stiamo mangiando, la cameriera apparecchia il tavolo accanto al nostro e porta in tavola un'enorme zuppiera; pensiamo che sia per sfamare lei e il resto del personale, invece dopo un po' si materializza un gruppo di operai ancora in tuta da lavoro che si siedono e si servono con grandi mestolate. usciti dal ristorante, concludiamo la visita della città con la sinagoga del XVI secolo e ci spostiamo di pochi chilometri.


Kurozwęki  è una toccata e fuga; ciò che ci interessa di vedere (da fuori) è infatti solo il palazzo, ovvero il castello. costruito nel XIV secolo, in seguito ha preso le forme barocche che si vedono nella foto qui sotto.


perfettamente restaurato e dotato di wi-fi gratuito (per la gioia dei miei figlioli... a proposito, forse non ne ho ancora fatto cenno, ma abbiamo trovato il wi-fi gratuito praticamente ovunque, anche in posti che ci parevano essere in culo al mondo), è stato trasformato in hotel-ristorante e nel suo ampio parco è possibile intraprendere un comodo safari per ammirare la bellezza di un'ottantina di bufali americani che vi sono allevati. peccato non averne il tempo; il pomeriggio infatti prevede un'ulteriore meta.


ancora una volta, rischiamo di perderci e di girare come degli idioti, e tutto perchè, come al solito, arriviamo dalla parte sbagliata, quella in cui non ci sono cartelli grandi e chiari. è quindi merito di una mia deduzione nell'interpretare un cartello piccolo e scritto solo in polacco se arriviamo felicemente in quel di Zalipie. trattasi di una comunità rurale in cui le donne, per passare il tempo, iniziarono a dilettarsi a dipingere le facciate della proprie case, dei pollai, delle cucce dei cani, dei pozzi e chi più ne ha, più ne metta, fino ad arrivare all'esempio di Felicja Curyłowa, la cui casa è stata trasformata in museo perchè lei ne decorò anche tutto l'interno.



gironzoliamo quindi a caccia di case dipinte; è facile distinguere quelle più recenti da quelle per così dire storiche. peccato solo che nel frattempo è andato via il sole e i colori non brillano come potrebbero. è comunque una visione molto divertente, e la cosa buffa è che a volte sono più decorati i pollai delle case! siamo molto soddisfatti: oggi non solo non ci siamo persi, ma stiamo anche rispettando perfettamente la tabella di marcia. ora non resta che fare ritorno a Cracovia. 


possiamo scegliere fra la veloce autostrada o la strada normale; il marito non ha voglia di sperimentare l'autostrada polacca e pure io preferisco la strada normale. del resto anche oggi ci siamo goduti un viaggio attraverso campagne e terre a perdita d'occhio, cittadine con case linde e piazze ordinatissime, e di certo la vita vera la si vede di più dalla strada normale. passiamo per una zona specializzata nella coltivazione della zucca perchè ne vendono a quintali; davanti alle case hanno disposto zucche di ogni forma e colore in mucchi artistici e dall'aria stabile, malgrado le dimensioni. però la vera sorpresa di questa giornata è ancora davanti a noi; sui cartelli per Borusowa appare uno strano pittogramma che non conosciamo. mostra una nave che imbarca auto, ma già, siamo in prossimità della Vistola che è un signor fiume, quindi immaginiamo significhi che da qualche parte è possibile imbarcare le auto e navigare verso chissà dove. questo è vero e falso allo stesso tempo; di lì a poco infatti finiamo dritti proprio sul fiume e scopriamo che per attraversarlo dobbiamo imbarcarci su un piccolo traghetto, e quando dico piccolo, intendo piccolo, che ci stanno tre auto per volta un po' come su quello che serve per attraversare le Valli a Sant'Alberto di Ravenna.

il piccolo molo dal quale le auto accedono al traghetto, che in questo momento
si scorge sull'altra sponda

la Vistola

mi pare chiaro che in questa vacanza non ci facciamo mancare proprio niente, e meno male che nessuno di noi ha paura dell'acqua, perchè traversare un ampio, benchè al momento placido, fiume a bordo di un traghetto minuscolo non era proprio in programma!


martedì 21 ottobre 2014

scoperte importantissime


e anche conferme e dimostrazioni. per esempio: 

  • suona quasi come un luogo comune che il classico bulletto su Internet è un gran sfigato nella vita reale. ebbene: questa è la sacrosanta verità. da tempo mi diletto a leggere una pagina della mia città in cui purtroppo imperversano dei tristi figuri; quello più assatanato me lo sono ritrovato davanti la settimana scorsa sul suo posto di lavoro e ho appunto constatato che è un poveretto. 
  • sul fatto che la madre degli imbecilli sia sempre incinta poi non ci piove, ma mi è venuto il dubbio che lo sia pure la nonna dopo aver letto l'amena storiella di una famiglia che da tre anni mandava sms alla nonna morta (sepolta insieme al suo inseparabile cellulare) perchè questo li faceva sentire più vicini alla defunta, e un bel giorno a uno di questi sms è arrivata risposta. dalla nonna? no, dal tipo al quale avevano riassegnato il vecchio numero di telefono e che, dopo essersi sorbito messaggini su messaggini per un tot di tempo, ha deciso di controbattere. e questo dimostra anche che i giornali, pure all'estero, non hanno proprio niente da scrivere. 
  • come dicevo al Bimboverde qualche giorno fa, ho scoperto che al Conad non tengono più la marca di brodo che compravo da un sacco di anni e che ci terrei a continuare a comprare perchè era privo di glutammato monosodico, oltre che molto comodo da usare perchè liofilizzato. 
  • devo però ancora scoprire perchè la cedrata Fabbri scompare da agosto a giugno: forse non ci sono abbastanza cedri per produrne anche per il resto dell'anno? 
  • con enorme allegrezza (perchè questo è il genere di scoperte che l'allegrezza fa venire) ho saputo che in Giappone esiste una strada il cui asfalto è stato progettato in modo tale che, quando ci si passa sopra, suona la canzoncina di Totoro; come ha detto mio figlio grande, è il genere di cosa che bolleresti come bufala, l'avessero collocata in qualunque altro paese al mondo. 
  • ho avuto conferma che i miei gusti in fatto di foto sono all'opposto di quelli della maggioranza, nel senso che quando posto su Flickr una delle mie foto preferite non se l'incula nessuno, e quando metto una di quelle che sì, le metto ma non sono convinta al 100%, si becca 20 like in mezz'ora. mah.
  • per essere una che non butta mai via niente, ho scoperto che a volte buttare diventa necessario anche per rimettere le cose nella giusta dimensione.
  • ho scoperto che credevo fosse amicizia, invece era... una carriola?
  • non ho invece ancora capito se certa gente ci è o ci fa.



lunedì 20 ottobre 2014

polvere


qualche tempo fa a un mercatino ho preso alcune fotografie che non ho ancora nemmeno scansionato perchè, forse a causa dell'umidità che avevano preso, erano abbastanza arrotolate su se stesse. tornata a casa quindi le ho infilate nel mezzo di un libro e le ho lasciate lì a spianarsi. oggi provo finalmente a tirarne fuori una. questa foto non ha nessuna scritta, a parte il marchio della stampa (perchè ha il retro a cartolina) che rimanda alla Gevaert, storico produttore belga di carta fotografica. il motivo che cui l'ho presa è l'abito della donna sulla sinistra, ma soprattutto i manifesti appesi al muro che riportano le date 1932 e 1933, permettendo così di collocare lo scatto in un arco di tempo ristretto (anche se, a naso, avrei comunque detto che la foto era degli anni Trenta). le due donne tengono in mano dei libretti che mi sembrano dei blocchetti per la ricevute delle lotterie; magari lo erano davvero! da notare la ruota a sinistra che appartiene a una moto, mentre a destra si vede una bicicletta.

domenica 19 ottobre 2014

incipit


L'avevo detto chiaro e tondo: «Bisogna rivedere tutti i progetti!». Dovevamo cambiare tutto, rifare, rimettere in discussione, edificare, sconvolgere, scombinare. L'avevo detto al mio complice, ossia al mio amico, ovvero al Nonno. «Li avevano beccati tutti» gli dissi, «e se non ci fossimo defilati avrebbero beccato pure noi».
Davide Bregola, Tre allegri malfattori

che strazio arrivare in fondo a questo libro! eppure ho voluto farlo perchè in passato mi è capitato che dei romanzi che all'inizio non mi dicevano granchè si riscattassero alla fine (vedi anche La fortuna dei Wise). dovevo invece fidarmi delle mie sensazioni, visto che questo libro non mi ha convinto affatto fin da subito. per quella che è la mia modesta opinione, una cosa così non la riesco a considerare un romanzo; è, caso mai, un esercizio di scrittura. scrittura che, per carità, almeno è grammaticalmente e sintatticamente corretta, e pure scorrevole il giusto, ma tutto il resto mi è parso artificioso e inconsistente. ripeto: parere personalissimo. che non se ne abbia a male l'autore che, a quanto ho letto, si occupa da anni di scrittura creativa e quindi, almeno teoricamente, dovrebbe sapere il fatto suo.

sabato 18 ottobre 2014

l'oroscopo


oroscopo per lo Scorpione dal 16 al 22 ottobre:

In una sera d’estate del 1666, Isaac Newton era seduto sotto un melo nel giardino della casa di sua madre, nel Lincoln-shire. Un frutto si staccò da un ramo e cadde a terra. Mezzo secolo dopo Newton avrebbe raccontato al suo biografo che quell’incidente lo aveva spinto a formulare la teoria della gravità. Nel 2010 l’astronauta Piers Sellers è salito a bordo della navetta spaziale Atlantis con un pezzo di legno del melo di Newton. Voleva portarlo con sé mentre sfuggiva alla gravità della terra per raggiungere la stazione spaziale internazionale. Secondo la mia lettura dei presagi astrali, per te questo sarebbe il momento ideale per celebrare un rituale simile. Rinnova il tuo rapporto con un importante punto d’origine.

caro Rob,
ti ringrazio per il suggerimento. a volerla prenderla larga, si potrebbe in effetti dire che in questo periodo mi sto occupando di un problema che ha avuto origini lontane, ma non so se è questo che intendevi.


venerdì 17 ottobre 2014

il ritorno del pelo


qualche giorno fa ha fatto scalpore la foto di questa fanciulla che si è colorata i peli delle ascelle. in realtà è già da un po' che è nato una sorta di movimento di resistenza al rasoio da parte di giovani pulzelle d'oltreoceano e mi è capitato anche di vedere un sito, punto d'incontro delle renitenti alla ceretta, zeppo di foto di gambe pelose e ascelle cespugliose. la ribellione nasce dal desiderio di sovvertire i canoni di bellezza imposti; se a una non va di depilarsi, perchè deve farlo per forza e, se non lo fa, essere considerata una sorta di mostro? naturalmente su questo io sono d'accordo perchè penso che la cosa fondamentale sia appunto stare bene con se stessi. dovremmo fare tutti un piccolo sforzo e accettare qualche variazione alla regola che ci vuole tutti in un certo modo anche perchè sono fermamente convinta che la bellezza stia nella diversità. tra l'altro, sempre sulla stessa linea, è nato anche un movimento di donne che non si truccano; quest'ultima cosa mi lascia del tutto indifferente nel senso che non ho mai sentito il bisogno di truccarmi (e quindi fatico a capire quelle che dicono che quando escono senza trucco si sentono nude o che la loro autostima viene messa a dura prova). certo che pensare a un rinascimento peloso delle donne quando ormai pure gli uomini si depilano spudoratamente fa un po' sorridere... ovviamente c'è pelo e pelo, però a me questa moda del pollo spennato non piace, anche se dovendo scegliere fra un pelouche vivente e un depilato totale, sceglierei probabilmente quest'ultimo, però un normo-peloso li batterebbe tutti. comunque, io credo che sia giusto restare pelosi se si vuole; l'unica cosa sulla quale non riuscirei mai a transigere è l'igiene personale. detto questo però, le ascelle verdi non si possono vedere XD

giovedì 16 ottobre 2014

preavviso di sfratto


volevo avvisare che dovrò spostare il blog. molto probabilmente resterò su Blogger, ma avrò un indirizzo diverso e quindi i vostri blogroll non vi indirizzeranno più qui, perchè il presente indirizzo verrà cancellato. ci tengo a dire che la cosa non dipende da me, ma è una conseguenza delle nuove politiche di Google che impongono il pagamento dell'IVA ai blog di natura aziendale e commerciale. che ci può anche stare, visto che blog di questo tipo generano profitti, però il problema è che il caro Google considera che tutti quelli che hanno acquistato un dominio abbiamo un blog aziendale o commerciale. chi viene qui sopra sa molto bene che tra questi post non c'è mai stato nè mai ci sarà spazio per la pubblicità, per non dire che dai miei blog io non ci ho mai guadagnato nulla se non qualche soddisfazione. adesso però Google mi impone di pagare l'IVA o di sloggiare, tra l'altro fregandomi più sei mesi di pagamento del dominio (che scade a maggio 2015). non vi nascondo che la cosa mi ha irritato a tal punto che ho considerato di cambiare piattaforma. ho gironzolato un po' in giro, ma nessuna mi ha convinto per facilità d'uso e per estetica, per non dire che non ho idea di come importare i vecchi post su una piattaforma diversa, cosa che invece è possibile se resto su Blogger. vabbè, volevo avvisarvi, così che se uno di questi giorni mi venite a cercare qui e non mi trovate, non pensiate che sono sparita così, senza nemmeno avervi salutato. il che non vuole dire comunque che un giorno non mi venga lo sghiribizzo di farlo XD

sulla mia pagina Facebook ci saranno sempre i link aggiornati; è una pagina pubblica, quindi vi può accedere chiunque, anche coloro che non sono iscritti a Facebook e non hanno intenzione di farlo.

mercoledì 15 ottobre 2014

il diario di Polacchia parte sesta: come pioveva


arriva il giorno della partenza da Pszczyna per trasferirci a Cracovia; piove forte, cosa che finchè siamo in auto ci interessa relativamente, ma che ci rompe le scatole perchè abbiamo intenzione di fermarci a visitare Olkusz lungo la strada. Olkusz è il paese dove volevamo andare il giorno che tornavamo da Częstochowa: si vede che è destino che lo dobbiamo vedere sotto la pioggia! la buona notizia è che almeno non ci perdiamo. Olkusz è stato in passato un importante centro minerario per l'estrazione dell'argento; ha una chiesa interessante dedicata a Sant'Andrea, che però ci tocca di nuovo sbirciare dal cancello. e meno male che almeno hanno questo sistema; da noi se una chiesa è chiusa è chiusa e buonanotte. qui hanno trovato il giusto compromesso per proteggersi dai ladri e permettere ai turisti di vedere l'interno, inoltre hanno riservato un paio di piccole cappelle laterali a chi vuole pregare (e qualcuno c'è sempre, soprattutto donne; come dicevo, i polacchi sono molto religiosi). dalla chiesa ci spostiamo alla piazza, grande, pulita, ordinata e... molto bagnata. 




faccio lo stesso qualche foto da sotto l'ombrello, giusto per avere un ricordo del nostro passaggio; intanto il marito entra in un forno dove compra due grosse fette di una torta al cioccolato speziata, inoltre prende anche da una venditrice ambulante due pezzi di pane tipico, con la superficie cosparsa di semi di papapero. sarà questo il nostro pranzo, consumato dentro l'auto mentre fuori continua il temporale. 


riprendiamo il viaggio e arriviamo a Cracovia senza problemi, problemi che naturalmente cominciano quando dobbiamo raggiungere il nostro hotel che si trova molto vicino al castello. da un lato questo è un ottimo punto di riferimento, dall'altro si rivela un handicap perchè il centro storico è interdetto alle auto e, nel tentativo di girarci intorno per arrivarci da un altro lato, finisce che il solito intrico di sensi unici ci spedisce da tutt'altra parte. gira che ti rigira, alla fine troviamo il trucco e finiamo nella reception dell'Hotel Royal il quale, malgrado il nome altisonante, è una vecchia signora decaduta che nasconde molte pecche sotto il trucco. c'è da dire però che noi non siamo persone con troppe pretese e dagli alberghi pretendiamo soprattutto la pulizia. restiamo sbalorditi dall'ampiezza della nostra stanza, che conta un'anticamera, un salotto/soggiorno con TV a megaschermo, una stanza da letto un po' spoglia ma pure molto ampia e, inaspettatamente, un bagno nuovo di trinca e dotato di ogni comfort, bidet compreso. la stanza dei ragazzi invece è normalissima e un po' scalcagnata. 

qui e sotto, il modesto soggiorno della nostra stanza!


tempo che portiamo su le valigie e tiriamo il fiato, ed ecco che cessa la pioggia e torna il sole. manco a dirlo, ci fiondiamo fuori per goderci le nostre prime ore in giro per Cracovia. in effetti la posizione del nostro hotel è ottimale: in due minuti si è al castello e in cinque in piazza. Cracovia si accoglie subito con la sua bellezza e con frotte di turisti di ogni nazionalità. cominciamo a fare subito sul serio, visitando alcune chiese e girando per la piazza principale, che è sterminata; ammiriamo l'artigianato locale, che viene esposto e venduto sia sulla piazza che sotto una galleria, e facciamo anche una bella merenda a suon di specialità locali, visto il pranzo scarso.

la chiesa dei Santi Pietro e Paolo Apostoli

uno scorcio della piazza principale

la nostra prima cena invece non è eccezionale, per quanto sia economica, ma c'è margine per migliorare. dopotutto in giro non mancano certo i ristoranti!

martedì 14 ottobre 2014

cambio di stagione

immagine tratta da QUESTO BLOG

un paio di mesi fa, quando si lamentavano tutti che l'estate non arrivava mai, che faceva freddo, pioveva troppo, ecc. avevo detto scherzando di stare tranquilli perchè settembre è il nuovo luglio e ottobre il nuovo agosto. considerato che sabato, domenica e ieri sotto il tendone del terrazzo c'erano 30°C direi che ci ho azzeccato. ora tutto sta a vedere se il temporale di ieri sera era quello che quando ero bambina arrivava poco dopo Ferragosto e segnava la fine dell'estate XD

lunedì 13 ottobre 2014

polvere


siccome non c'è due senza tre, cartolina pure oggi! in realtà arriviamo a quattro, perchè ve ne propongo due, ovvero le uniche che ho (per ora) ad opera di Tito Corbella. avendo il signore una firma molto ben leggibile, è stato semplice risalire a lui, che risulta nato nel 1885 e deceduto nel 1966; il signor Corbella avrebbe disegnato più di 300 cartoline, tutte dedicate a donne eleganti, e pare che spesso e volentieri abbia usato come modella la moglie. studente dell'Accademia di Belle Arti di Venezia, si occupò anche di immagini di propaganda durante la Prima Guerra Mondiale. le cartoline sono nuove e quindi, ancora una volta, è impossibile datarle con precisione, si può solo collocarle all'incirca nei primi decenni del Novecento.


domenica 12 ottobre 2014

incipit


Il signor e la signora Fang la chiamavano arte. I loro figli la definivano una mascalzonata. «Prima combinate un casino, poi riuscite a farla franca», disse la figlia, Annie. «E' molto più complicato di così, tesoro», rispose la signora Fang, porgendo una descrizione dettagliata dell'evento a ciascun membro della famiglia. «Ma c'è anche un po' di candore in quel che facciamo», aggiunse il signor Fang. «Sì, è vero», replicò la moglie.
Kevin Wilson, La famiglia Fang 

della famiglia Fang si possono dire tante cose, ma non che è normale. i due genitori infatti sono performer: creano delle situazioni coinvolgendo i figli e la gente ignara, convinti che si tratti di una forma d'arte. in realtà le loro esibizioni in genere sono piuttosto innocue e i danni li provocano prevalentemente alla psiche dei loro figlioli che difatti, appena diventano maggiorenni, se ne vanno il più lontano possibile da quegli imbarazzanti genitori. succede però che entrambi ad un certo punto si ritrovino in crisi e facciano ritorno al nido, trovandosi però a dover affrontare un problema inaspettato: i genitori scompaiono. saranno stati veramente vittima di un serial killer come le prove sembrano dimostrare o si tratta dell'ennesima performance? un libro molto divertente e originale, altamente consigliato.

sabato 11 ottobre 2014

l'oroscopo


oroscopo per lo Scorpione dal 9 al 15 ottobre:

“C’è un modo per non sentirsi a pezzi che bisogna essere a pezzi per scoprire”, scrive Naomi Shihab Ney nella sua poesia Cinque maggio. Secondo me, queste parole descrivono bene la tua situazione attuale. La brutta notizia è che ti senti un po’ a pezzi. Quella buona è che lo sei in un modo speciale, che racchiude in sé un prezioso segreto che finora non sei mai stato pronto a conoscere. Concediti di provare questa sensazione in tutta la sua intensità e scoprirai il sistema per non essere più così abbattuto.

caro Rob,
è da una settimana che ho un forte mal di schiena, perciò direi che effettivamente mi sento a pezzi, e pure parecchio. fa solo che non scopra che me l'hai tirata...

venerdì 10 ottobre 2014

zoccole decenni


brutto titolo, me ne rendo conto. sarà che sto invecchiando, chissà. di certo è che continuo a non scandalizzarmi facilmente e anche in questo caso non si tratta di essere scandalizzati, quanto piuttosto di trovare la cosa del tutto fuori luogo. mi spiego: ho questa brutta idea che i bambini dovrebbero fare i bambini. già si cresce anche troppo in fretta, ci mancava pure questa mania di voler sessualizzare i bambini, soprattutto le femmine. se ne vedono di quelle in giro che paiono le copie in miniatura delle madri e non riesco mai a decidermi se sono più squallide o più patetiche. che poi mi viene da dire: i bambini sono innocenti, la colpa è dei genitori. magari non sono i genitori a decidere di vestirle così, nel senso che mi immagino generazioni di fanciulli lasciati davanti agli schermi (ormai non più solo televisivi) e sottoposti a immagini di ogni tipo; allora ci può anche stare che la bambina voglia imitare i modelli che vede e che ammira, ma a quel punto magari i genitori potrebbero anche spiegare un paio di cosette, tanto più che i vestiti li pagano loro. e allora passeggi in centro e ti vedi questa bimbetta con gli occhiali e dall'aria paciosa in giro con pantaloncini inguinali, maglietta in tessuto trasparente nero con stelline sparse e sotto un reggiseno a fascia malgrado di seno non ce ne sia nemmeno l'ombra (ma necessario per via della totale trasparenza della maglietta). ecco, sarò vecchia ma vedere una bimba di dieci anni così conciata a me ha fatto venire una grandissima tristezza. esagero? fosse stata mia figlia, in giro a dieci anni conciata come una donnina facile in cerca di rimorchio non ci sarebbe certo andata. poi certo, il giorno in cui fosse stata pienamente in grado di intendere e di volere, quindi decisa a volersi trasformare in un oggetto sessuale e consapevole delle conseguenze del caso, per carità, liberissima. ma non dovremmo essere noi genitori a spiegare certe cose ai bambini o perlomeno a proteggerli, quando non sono ancora in grado di arrivarci da soli?

giovedì 9 ottobre 2014

generazione effimera


il pensiero mi sfiora mentre sto contemplando incantata le cromolitografie del museo di Sogliano: le nuove generazioni non lasceranno niente. penso a cartoline, lettere e biglietti augurali che nessuno più spedisce, alle fotografie che sono solo immagini digitali che si guardano a video, ai libri che sono diventati solo un ingombro, eccetera. i nativi digitali hanno bisogno solo di uno smartphone, un tablet o un computer: il mondo sta tutto racchiuso lì. per carità, la cosa ha di certo i suoi lati positivi e sarei ipocrita se dicessi che non li apprezzo, però... che cosa lasceranno alle loro spalle queste persone? niente, è questa la dura realtà. tra cent'anni si collezioneranno ancora le cartoline e le foto del Novecento, ma non sarà rimasto nulla che ricordi questi anni, se non un groviglio di dati nella nuvola digitale, così impalpabili e facilmente soggetti ad essere distrutti in un soffio da essere di fatto insistenti. non so se questo è necessariamente un male, so solo che io sono vecchia abbastanza da vedere la perdita di certe cose come un fenomeno triste che ci priva di una discreta dose di bellezza.

mercoledì 8 ottobre 2014

il diario di Polacchia parte quinta: Pszczyna e le delizie della cucina polacca


mio marito deve avere una vena sadica, del tipo che ha cominciato a fare del terrorismo mesi prima che partissimo. mangeremo solo zuppe di rapa e segale fermentata! annunciava, e io mi vedevo già ad accompagnare, contro ogni mio principio, il figlio minore da McDonald perchè non morisse di fame. ebbene, signori e signori, dopo averne fatta esperienza diretta, vi posso annunciare che la cucina polacca è buonissima! ma prima di entrare nei dettagli, spendo due parole sul paesino dove abbiamo dormito molto pacificamente per quattro notti: Pszczyna. i polacchi evidentemente hanno un amore sviscerato per le consonanti e ne mettono perfino cinque di seguito, cosa che invece getta nello sconforto le genti italiche, così per semplificare, ho ribattezzato il paesino Piscina. qualcosa in contrario? vorrei anche vedere! Piscina ha un centro storico piccino, con una piazza grande e quadrata circondata da case molto carine e tenute benissimo; ha pure un castello di origini medievali che però è stato completamente ristrutturato nel 17°secolo, mentre l'esterno è stato rifatto ancora più tardi in stile barocco. dietro al castello c'è un vasto parco con alberi enormi e un laghetto, dentro il castello c'è un museo, ma poichè chiudeva alle 17 e noi tornavamo sempre più tardi, non siamo riusciti a visitarlo. in compenso però ci siamo goduti rilassanti passeggiate in quel bel parco. anche i locali lo apprezzano molto, specialmente le coppie di sposi novelli; ne abbiamo incontrate ben due, con testimoni, paggetti e fotografo al seguito, che si andavano a far fotografare in riva al laghetto.



non è una meraviglia?

non solo a Piscina, ma in tutte le città polacche che abbiamo attraversato, abbiamo notato un numero spropositato di pizzerie o presunte tali, spesso con nomi italiani (e spesso storpiati... esempio: Sycilya). visto che i figli alla fine sono tornati sulla retta via e hanno apprezzato insieme a noi la cucina locale, sono rimasta nel dubbio che tutte queste pizze fatte in Polonia fossero o no commestibili. di certo lo saranno state per i polacchi, ma personalmente preferisco mangiare i piatti tipici nei paesi dove sono stati inventati. magari bisognerebbe dirlo ai quattro tedeschi che in Slovacchia hanno mangiato gli spaghetti alla bolognese... a parte che gli spaghetti alla bolognese non esistono, sono stati inventati appositamente per i turisti! a Piscina comunque, non paghi di produrre quintali di pizza, si sono persino dati alla piadina romagnola:


in generale, sia qui che altrove, ho notato molto ordine e pulizia; casette mono-famigliari con giardini curatissimi, verde pubblico curato in maniera maniacale, nonchè distributori di sacchetti per raccogliere gli escrementi dei cani:


ma passiamo finalmente allo scomparto alimentare. come già detto, a Piscina ci ha detto culo e abbiamo trovato fin dalla prima sera un ottimo ristorante. il Frykówka, oltre ad avere il coraggio di esibirsi in bruschette, spaghetti e tiramisù, ha vinto diversi premi per le sue versioni di alcuni piatti tipici. è insomma il posto adatto per assaggiare le specialità locali. premetto che le due foto che metterò non le ho scattate lì, perchè avevano un'illuminazione molto fioca e la prima sera addirittura abbiamo mangiato a lume di candela, quindi era troppo buio anche per la macchina fotografica digitale e io odio il flash. al Frykówka ci siamo strafogati a turno di bigos, un tipo di zuppa che non ha una ricetta fissa perchè tradizionalmente viene preparata con quel che capita; la versione del Frykówka prevedeva salsiccia affumicata e funghi di bosco e, come tutti i bigos che si rispettino, veniva servita dentro una pagnotta appositamente scavata in modo da diventare una scodella. era a discrezione del commensale mangiare anche la pagnotta o considerarla un semplice contenitore. anche le famigerate zuppe di rape rosse e di segale fermentata con le quali ci aveva terrorizzato il marito si sono rivelate in realtà molto gustose. ho già accennato brevemente alla zapiekanka, una fetta di pane lunga e stretta che viene farcita con la qualunque; pare che le migliori si mangino nel quartiere ebraico di Cracovia.


quella cosa che si intravede in alto sotto i funghi è una placki: trattasi di una sorta di frittella di patate che viene farcita anch'essa in diversi modi; questa qui all'interno aveva un ottimo goulash. il marito ha voluto deliziarsi anche con la golonka, una tenerissima carne di maiale.


questi qui invece sono stati i nostri preferiti in assoluto: i pierogi. sarà che i romagnoli amano la pasta ripiena, così anche solo vedere qualcosa che ci assomigliava ci riempiva la bocca di acquolina. la pasta dei pierogi in realtà è diversa dalla nostra e prevede anche l'utilizzo di burro, mentre i ripieni variano tra patate e formaggio, carne, crauti e funghi, e chi più ne ha più ne metta. vengono poi lessati e serviti semplicemente con un po' di cipolla rosolata sopra. con un piatto di pierogi ci si cava tranquillamente la fame.  la cosa bella di tutte queste delizie poi è che per noi possessori di euro sono molto economiche; bè, tutto è molto economico perchè in media tutto costa meno della metà che in Italia! di conseguenza potevamo mangiare al ristorante come porcelli per l'equivalente di 9/10 euro a testa, ma in genere spendevamo di meno; un piatto di pierogi, per dire, può costare 3/4 euro. l'unico neo riguarda le bevande; nessun problema per i bevitori di birra, mentre tutti gli altri devono rassegnarsi a vedersi portare bottigliette di acqua, Coca-Cola o quant'altro che variano da 200 ai 250 ml., a meno che uno non mangi in una caffetteria dove magari hanno le bottigliette da mezzo litro. al ristorante il figlio piccolo, per cavarsi la sete, prendeva direttamente due coche tra lo sconcerto dei camerieri. noi, manco a dirlo, abbiamo buttato giù litri di birra alla spina, che era pure molto buona.

martedì 7 ottobre 2014

trova la Guchi!


torna l'eccitante rubrica di caccia al tesoro trova la Guchi, anche se questa volta le consonanti sono tutte giuste. siccome trovare la Guchi è di una semplicità imbarazzante, non si vince niente nemmeno questa volta XD

lunedì 6 ottobre 2014

polvere


siccome vi era piaciuta la cartolina della settimana scorsa, oggi ne metto un'altra: genere diverso e anche periodo diverso perchè, benchè dietro non ci sia nessuna scritta, mi fa pensare agli anni Cinquanta. o forse è più vecchia, chissà! a me ha strappato un sorriso.