giovedì 30 ottobre 2014

bilancio di fine mese - ottobre


bilancio in leggero anticipo causa partenza per Lucca Comics nel pomeriggio, ma tanto non batte in 36 ore in più o in meno. che dire di questo mese? che è stato un momento di svolta. inaspettata, aggiungerei, ma è quello che fanno sempre le svolte, no? però è anche vero - e qui può sembrare che io mi contraddica - che le cose succedono sempre quando è il momento giusto. quindi potremmo dire così: una svolta inaspettata capitata al momento giusto. il fatto è che io mi trascuravo. da anni e anni e anni. perchè? perchè sono pigra da un lato e incosciente dall'altro. insomma, dopo anni di incuria e abusi, la mia schiena ha deciso che era arrivata al capolinea ed ha pensato bene di farmelo sapere tramite un forte dolore che, al contrario di tutte le altre volte, non è passato nè col riposo nè con l'antidolorifico. mi è stato subito chiaro che quello non era il mio solito mal di schiena e così, dato che sono incosciente sì, ma solo fino ad un certo punto, sono andata da uno specialista, il quale mi ha detto che sono un caso da manuale di tutto quello che poteva andare male. che sono veramente soddisfazioni. comunque, la conclusione è che ho vinto tot sedute di rieducazione posturale con il baldo Enrico. il dottore dice che si aspetta grandi cose da me e che mi vuole rivedere fra sei mesi. io ne facevo anche a meno, visto quello che si fa pagare. la svolta inaspettata è successa anche a proposito dei miei blog; come già ho spiegato, per cause indipendenti dalla mia volontà mi sono trovata a dover traslocare. in teoria avrei potuto aspettare che Google mi scrivesse per dirmi come fare una nuova registrazione con un account non aziendale (io manco mi ero resa conto di averne uno... mah!), però ho deciso di traslocare per i fatti miei sia perchè una volta presa una decisione non mi va di targiversare, sia perchè in passato mi è già capitato di tentare di interagire con Google in veste di amministratrice del blog e il risultato è stato che non ho cavato un ragno da un buco. quindi approfitto di questa pausa in cui sono a Lucca per il trasferimento e ci rivediamo con il prossimo post nella nuova sede che è questa:


lascio ancora questo blog un paio di settimane (se Google non mi caccia prima) e poi cancello tutto. non solo: un paio di settimane fa ho cancellato anche i miei due blog su Libero, ovvero il mio primo blog storico e la prima versione del blog di Guchippai. il motivo è presto detto: senza consultare gli autori del blog, Libero ha infilato una bel banner pubblicitario in ogni blog, tra l'altro in una posizione veramente irritante: fra un post e l'altro, di modo che è impossibile non vederlo. io capisco che Libero debba guadagnare e che finora a noi blogger sia andata anche troppo grassa perchè c'è stato chi ci dava spazio senza chiedere nulla in cambio (almeno apparentemente), però io non ho mai voluto pubblicità nei miei blog e non accetto che me la impongano senza consultarmi e senza che possa fare nulla per eliminarla. inoltre non aveva senso conservare quei blog; i vecchi post di Guchippai a suo tempo sono stati tutti trasferiti qui e francamente tornare indietro a spulciare i vecchi commenti mi faceva solo venire il magone. io credo che a volte occorra dare un taglio netto al passato, soprattutto se le cose sono state concluse in modo sereno e consapevole, senza rimpianti. sul momento non è stato facilissimo premere il tasto cancella blog, ma dopo che l'ho fatto mi sono sentita meglio, perchè effettivamente io non sono più la stessa di tanti anni fa e, pur non rinnegando quella che ero, non mi pare sensato continuare a guardare indietro. ciò che è stato è stato: è stato molto bello, è finito, punto. 
chiedo scusa se mi sono dilungata, ma avevo bisogno di fare chiarezza su queste cose. ottobre dunque ha portato diversi cambiamenti, se vogliamo rivoluzionari, ma si vede che era il momento giusto perchè accadessero e quindi va tutto bene! ci rivediamo tra qualche giorno nella nuova casa del blog di Guchippai ^__^

mercoledì 29 ottobre 2014

il diario di Polacchia parte ottava: in miniera


dal momento che in Polonia non abbiamo mai avuto problemi a trovare il wi-fi gratuito (ma dovrei parlare a nome dei miei figli armati di smartphone, perchè personalmente la cosa non mi faceva nè caldo nè freddo), abbiamo sfruttato la cosa per informarci sul meteo. questo ci è servito durante i soggiorni più lunghi, in quanto potevamo scegliere dove andare in base al tempo: è ovvio che se era prevista pioggia sceglievamo di fare cose al chiuso e viceversa. il tempo è molto variabile e quindi anche a Cracovia non ci facciamo mancare la nostra dose d'acqua; sapendo quello che ci aspetta, optiamo per un fuori programma e invece della gita in montagna che avremmo dovuto fare, pensiamo di visitare le miniere di sale di Wieliczka. il marito fra l'altro è ancora traumatizzato dall'ultimo avanti e indietro fatto per cercare di tornare in hotel (che però ci ha consentito di attraversare il famoso quartiere socialista di Nowa Huta) e non è entusiasta all'idea di riprendere la macchina per vagare di nuovo alla disperata (eh, certo che il navigatore satellitare è veramente inutile! XD), mentre per Wieliczka ci sono comode gite organizzate in partenza proprio da Cracovia. a dire la verità io detesto le gite organizzate, ma se anche avessimo raggiunto Wieliczka per i fatti nostri, ci sarebbe comunque toccata la visita guidata lì perchè nelle miniere da soli non fanno andare. uffa. la nostra gita, con visita in italiano, parte a mezzogiorno, per cui la mattina restiamo a poltrire più a lungo nel letto, quindi andiamo in piazza a gironzolare per far passare un paio d'ore, anche perchè tutti i musei aprono alle 10 e non ci sarebbe il tempo materiale per visitarne uno. ci riguardiamo le botteghe di oggetti artigianali sotto la galleria, compriamo qualche regalo e poi scopriamo che la sezione novecentesca del museo oggi è gratuita, perciò ne approfittiamo perchè sono solo poche sale.

oggi c'è poca gente in giro, sia perchè è mattina presto, sia perchè piove.

al museo ci sono dei quadri minuscoli... XD

e ci stanno pure le statue guardone!

all'ora convenuta ci rechiamo al punto d'incontro e veniamo imbarcati in un minibus che contiene venti persone: oltre all'autista ci sono quattro turisti stranieri e quindici italiani. Wieliczka è a mezz'ora d'auto da Cracovia; quando arriviamo, a giudicare dalla folla deduciamo che oggi hanno deciso tutti di andare alle miniere. i turisti vengono radunati sotto dei tendoni (per fortuna) e raggruppati a seconda della lingua in cui dovranno fare la visita guidata; per la prima volta quindi mi trovo gomito a gomito con un branco di italiani. quando sono all'estero, evito accuratamente i miei connazionali. è vero che spesso li eviterei anche quando sono a casa, ma farlo qui è un po' più difficile XD è risaputo che un gruppo di italiani in fila attacca subito a fare comunella, tipicamente lamentandosi della fila stessa, e difatti; il nostro autista/accompagnatore resta con noi mentre attendiamo la guida, ma parla solo inglese e così, non so nemmeno io come, mi ritrovo a fare da interprete perchè naturalmente gli altri italiani l'inglese lo parlano poco o niente. finalmente riusciamo a entrare, muniti di ricevitore e auricolari, e iniziamo la discesa che ci porterà 135 metri sotto terra (non chiedetemi quanti erano gli scalini perchè me lo sono dimenticata). le miniere di Wieliczka hanno origine antica, il sale infatti vi viene estratto fin dal tredicesimo secolo. lungo il percorso si incontrano diverse statue scolpite nel salgemma e molte ricostruzioni del duro lavoro dei muratori, e si percorrono gallerie che spesso hanno le pareti e il soffitto ricoperte di legno, mentre altre hanno il sale a vista. la nostra guida ci invita a leccare le pareti, spero che stia dicendo per ridere... nella mia ignoranza, non pensavo che il salgemma fosse un materiale così duro, me lo immaginavo piuttosto friabile. in realtà i muratori ci hanno scavato scalini per spostarsi, e addirittura sottoterra ci sono una cattedrale, varie cappelle (vi ricordo che i polacchi sono molto religiosi) e un grande ristorante; la nostra guida ci spiega che è possibile celebrare il proprio matrimonio laggiù e fare pure il banchetto nuziale. pare però che la cosa sia molto costosa.

galleria con le pareti di sale

la cattedrale

uno dei grandi lampadari della cattedrale;
anche questo è tutto fatto di sale

una statua di sale con la luce all'interno che traspare

qui invece nessuna trasparenza, era un blocco compatto

ci sono anche diversi laghetti, anche se non so se qui l'acqua si vede


una della zone più nuove, anche qui col laghetto e
l'immancabile statua di qualche santo

dopo aver approfittato anche del bagno e aver fatto un po' di shopping (sempre sottoterra) ci avviamo infine all'ascensore che ci deve riportare di sopra; la cosa buffa è che a momenti facciamo più strada per arrivare lì che per fare la normale visita turistica, cosa che provoca una lunga serie di battute (la più popolare: usciremo direttamente da un tombino in mezzo alla piazza di Cracovia). l'ascensore però è modernissimo e sale alla velocità della luce. devo dire che questa visita mi ha divertito molto; a me piace andare sotto terra, difatti non mi faccio mai mancare grotte e simili. peccato solo che con la visita guidata non ci si possa attardare, ma si debba sempre trottare in gruppo. peccato anche che le foto non sono granchè. tempo che torniamo a Cracovia, smette di piovere; ci rifocilliamo con i tipici panini che vendono per strada a ogni cantone e decidiamo che, per il resto del pomeriggio, ognuno fa quel che gli pare. il marito parte per la circumnavigazione del viale che circonda il centro storico, io vado a caccia di street art e i figli, manco a dirlo, restano in hotel a pistolare col telefonino.

martedì 28 ottobre 2014

lo scempio


questa volta sono riusciti a farmi restare senza parole, ma forse la cosa altrettanto triste è che sono rimasti senza parole (nel senso che nessuno ha commentato) quelli che da mesi su Facebook si lamentano a gran voce dei maleducati che parcheggiano male o che vogliono deporre il sindaco a causa della scarsa manutenzione del verde pubblico. evidentemente vandalizzare un'opera d'arte e di conseguenza rovinare uno degli angoli più carini della città a loro non fa nè caldo nè freddo, forse perchè gli autori una volta tanto non sono nè zingari nè extracomunitari, ma alcuni dei loro preziosi figlioletti.

lunedì 27 ottobre 2014

polvere


visto che Daffo è stata in montagna, mi è tornata in mente questa cartolina che avevo comprato qualche tempo fa. ancora una volta si tratta di una vera fotografia, come puntualizzato sul retro, e questa vera fotografia mi piace molto, frasetta ad effetto a parte. la cartolina è indirizzata a una signorina Emma, ma non si riesce a leggere la firma di chi l'ha spedita causa svolazzo eccessivo (forse Teresa, ma non ci giurerei), così come risulta indecifrabile il luogo da cui è stata spedita. invece sono chiare la data (15 aprile 1942 ) e la dedica: pensandoti ti giunga l'eco dei miei affettuosi saluti. ma perchè a me di cartoline così poetiche non ne hanno mai spedite?


domenica 26 ottobre 2014

incipit


La consapevolezza che la sua vita si sarebbe conclusa di lì a pochi secondi lo spinse finalmente a chiudere gli occhi al contatto con l'acqua salata. Quando si era gettato dal ponte aveva provato un brivido di paura, eppure all'impatto col fiordo, dopo il salto nel vuoto, non aveva avvertito dolore. Probabilmente gli si erano spezzate entrambe le braccia. Le mani avevano un'angolazione innaturale e apparivano grigiastre. Istintivamente fu tentato di dare qualche bracciata, ma non servì a nulla, tanto era forte la corrente. Eppure non soffriva. Anzi
Anne Holt, Il ricatto

dopo il trauma della mia ultima lettura, avevo bisogno di andare sul sicuro e quindi ho preso in prestito un giallo di una scrittrice già apprezzata in passato. protagonista è ancora l'abile ispettore capo Hanne Wilhelmsen, che si trova davanti a un caso apparentemente semplice: un uomo solo in casa accanto al cadavere della moglie decapitata. le cose semplici però a volte sono quelle più complicate, difatti lei non si fa imbrogliare dalle apparenze e preferisce scavare, e a scavare il marcio salta sempre fuori. come se non bastasse la difficoltà del caso, Hanne deve fare i conti anche con la malattia terminale della sua compagna che le fa mettere in discussione gli ultimi vent'anni della sua vita. forse un po' meno brillante degli altri due libri che ho letto di questa autrice, il libro ha comunque tutte le caratteristiche per tenere desta l'attenzione fino alle ultime pagine.


sabato 25 ottobre 2014

l'oroscopo


oroscopo per lo Scorpione dal 23 al 29 ottobre:

“Quando si gioca a Scarabeo gli avversari migliori sono i bambini”, dichiara la scrittrice Fran Lebowitz, “perché è facile batterli e divertente imbrogliarli”. Non dico che dovresti seguire il suo consiglio nei prossimi giorni, Scorpione. Ma forse puoi prendere in considerazione una sua versione meno cinica. Per esempio, potresti cercare facili vittorie per aumentare la fiducia in te stesso e affinare le tue capacità. Se tutto va bene, tra una settimana, sarai pronto a raccogliere sfide più ambiziose.

caro Rob,
difatti le uniche vittorie che io abbia mai avuto sono state del tipo facile. pare che non riesca a vincere in altro modo XD

venerdì 24 ottobre 2014

esclamazioni e imprecazioni


eccoci al trimestrale appuntamento con le chiavi di ricerca, cercando di non lasciarsi rattristare dal ricordo di quando ottenevo un corposo elenco ogni mese, invece delle briciole odierne...

  • mia figlia ha ottime amicizie streaming (se tua figlia in streaming fa quel che penso, lo credo che ha ottime amicizie XD)
  • sorcona (cos'è, l'incrocio tra un sorcio e la Sorbona?)
  • vene del cazzo (chiave di ricerca ambigua: potrebbe essere l'esasperato grido di una persona affetta da emorroidi oppure qualcuno realmente interessato all'anatomia del cazzo)
  • prodotto amoon (Amoon, ma che mi combini? ti vendi???)
  • viva l'analogico (questa esclamazione mi piace moltissimo!)
  • "culo da sposa" (mi sa che questa chiave l'ha usata un mio corregionale, visto che l'espressione mi suona molto familiare)
  • licia colo nuda porno sperma in fica (vedete che cosa fa fare la disperazione? visto che cercandola in mutande non trovano nulla di interessante, non resta che essere più espliciti XD)


giovedì 23 ottobre 2014

vento e nuvole


è da lunedì che esco a fare foto per la Roid Week versione autunnale, ovvero la settimana dedicata alla fotografia istantanea alla quale può partecipare chiunque, a parte che non bari (anche se, secondo me, certi baroni ci sono eccome). se lunedì sono addirittura morta di caldo sotto un sole che pareva più d'agosto che d'ottobre, sia ieri e ieri l'altro sono stata perseguitata dalla nuvola di Fantozzi. mattine di sole smagliante che mi hanno fatto decidere di uscire a scattare foto si sono trasformate in pomeriggi in cui il vento forte ha rapidamente radunato abbastanza nubi da oscurare quel sole. la cosa non mi ha fermato, anche se le foto vengono certamente meglio quando i colori sono brillanti. se ho già visto quel che ho combinato ieri perchè ho scattato con una Polaroid, non ho invece idea di che cosa sia saltato fuori dall'esperimento di martedì, ovvero dal foto stenopeico per l'Olympus OM10. sono curiosa come una scimmia, ma al contempo sto cercando di non crearmi troppe aspettative o rischio una fortissima delusione. ultimamente mi sono presa dei rischi e non mi è andata troppo male, però certi esperimenti possono anche sfociare in disastri. per esempio ho ammollato un rullino nella Coca-cola, solo per 5 minuti perchè pare che la sua nota aggressività non faccia bene alla pellicola. non so quando lo userò, ma in questo caso confesso che mi stupirei se ne uscisse qualcosa di decente. martedì comunque sulla spiaggia era una meraviglia, sole o no. c'era diversa gente in mare che cercava non so cosa, probabilmente vongole, altri che portavano a spasso il cane o passeggiavano semplicemente, e i soliti a pescare sul molo (dove però non sono andata). anche quel pomeriggio avevo la Polaroid, ma mi ero portata una cartuccia scaduta presa su Ebay che si è rivelata buona solo per il cassonetto; chissà com'era stata conservata per ridursi così! meno male che l'avevo pagata poco e la tigna si è limitata a non poter fare tutte le foto che volevo. ma tanto ci torno; ormai andare a fare foto al mare lontano dalla stagione turistica è diventata una delle mie attività preferite. ho anche molta voglia di farmi una delle mie zingarate; purtroppo un problema di salute mi ha impedito di andarmene in giro ultimamente e la gita al mare è stata la mia prima uscita da tre settimane (anche per tastare il terreno e vedere se riuscivo a sopravvivere alla sortita con zaino pesante addosso). oggi e domani però niente foto: pare che la nuvola di Fantozzi abbia deciso di lasciare il posto a colleghe più decise e desiderose di bagnarci la testa.

mercoledì 22 ottobre 2014

il diario di Polacchia parte settima: gita fuori porta con imprevisto fluviale


a parte dover visitare Cracovia, abbiamo in programma anche un paio di gite fuori porta. dopo la nostra prima notte, ci svegliamo con un sole smagliante e decidiamo che è meglio approfittarne. facciamo un'abbondante colazione a buffet nel ristorante Pod Wavelem, che si trova di fianco al nostro hotel e che si può raggiungere da una porta interna, quindi partiamo alla volta di Szydłów. 


questa cittadina è circondata dalle mura medievali, molto ben conservate; è piccola, tranquilla al punto da sembrare disabitata (non solo per le pochissime persone in giro, ma anche per il silenzio) e ha il solito misto di case restaurate di recente e catapecchie in attesa di un bravo muratore. cominciamo la visita dalla chiesa di San Stanislao che ha una facciata piuttosto singolare:


dopo aver attraversato la piazza, visitiamo il piccolo museo e camminiamo lungo un tratto delle mura, e intanto si fa ora di pranzo perchè il viaggio, anche se non ci siamo persi, ci ha portato via abbastanza tempo. scegliere dove mangiare è facilissimo: c'è un solo ristorante! tuttavia la mancanza di scelta è ricompensata da un piatto dei migliori pierogi mangiati in questa vacanza e dalla sorpresa del conto: 56 złoty per un pranzo da quattro persone, ovvero € 3,5 a testa. mentre stiamo mangiando, la cameriera apparecchia il tavolo accanto al nostro e porta in tavola un'enorme zuppiera; pensiamo che sia per sfamare lei e il resto del personale, invece dopo un po' si materializza un gruppo di operai ancora in tuta da lavoro che si siedono e si servono con grandi mestolate. usciti dal ristorante, concludiamo la visita della città con la sinagoga del XVI secolo e ci spostiamo di pochi chilometri.


Kurozwęki  è una toccata e fuga; ciò che ci interessa di vedere (da fuori) è infatti solo il palazzo, ovvero il castello. costruito nel XIV secolo, in seguito ha preso le forme barocche che si vedono nella foto qui sotto.


perfettamente restaurato e dotato di wi-fi gratuito (per la gioia dei miei figlioli... a proposito, forse non ne ho ancora fatto cenno, ma abbiamo trovato il wi-fi gratuito praticamente ovunque, anche in posti che ci parevano essere in culo al mondo), è stato trasformato in hotel-ristorante e nel suo ampio parco è possibile intraprendere un comodo safari per ammirare la bellezza di un'ottantina di bufali americani che vi sono allevati. peccato non averne il tempo; il pomeriggio infatti prevede un'ulteriore meta.


ancora una volta, rischiamo di perderci e di girare come degli idioti, e tutto perchè, come al solito, arriviamo dalla parte sbagliata, quella in cui non ci sono cartelli grandi e chiari. è quindi merito di una mia deduzione nell'interpretare un cartello piccolo e scritto solo in polacco se arriviamo felicemente in quel di Zalipie. trattasi di una comunità rurale in cui le donne, per passare il tempo, iniziarono a dilettarsi a dipingere le facciate della proprie case, dei pollai, delle cucce dei cani, dei pozzi e chi più ne ha, più ne metta, fino ad arrivare all'esempio di Felicja Curyłowa, la cui casa è stata trasformata in museo perchè lei ne decorò anche tutto l'interno.



gironzoliamo quindi a caccia di case dipinte; è facile distinguere quelle più recenti da quelle per così dire storiche. peccato solo che nel frattempo è andato via il sole e i colori non brillano come potrebbero. è comunque una visione molto divertente, e la cosa buffa è che a volte sono più decorati i pollai delle case! siamo molto soddisfatti: oggi non solo non ci siamo persi, ma stiamo anche rispettando perfettamente la tabella di marcia. ora non resta che fare ritorno a Cracovia. 


possiamo scegliere fra la veloce autostrada o la strada normale; il marito non ha voglia di sperimentare l'autostrada polacca e pure io preferisco la strada normale. del resto anche oggi ci siamo goduti un viaggio attraverso campagne e terre a perdita d'occhio, cittadine con case linde e piazze ordinatissime, e di certo la vita vera la si vede di più dalla strada normale. passiamo per una zona specializzata nella coltivazione della zucca perchè ne vendono a quintali; davanti alle case hanno disposto zucche di ogni forma e colore in mucchi artistici e dall'aria stabile, malgrado le dimensioni. però la vera sorpresa di questa giornata è ancora davanti a noi; sui cartelli per Borusowa appare uno strano pittogramma che non conosciamo. mostra una nave che imbarca auto, ma già, siamo in prossimità della Vistola che è un signor fiume, quindi immaginiamo significhi che da qualche parte è possibile imbarcare le auto e navigare verso chissà dove. questo è vero e falso allo stesso tempo; di lì a poco infatti finiamo dritti proprio sul fiume e scopriamo che per attraversarlo dobbiamo imbarcarci su un piccolo traghetto, e quando dico piccolo, intendo piccolo, che ci stanno tre auto per volta un po' come su quello che serve per attraversare le Valli a Sant'Alberto di Ravenna.

il piccolo molo dal quale le auto accedono al traghetto, che in questo momento
si scorge sull'altra sponda

la Vistola

mi pare chiaro che in questa vacanza non ci facciamo mancare proprio niente, e meno male che nessuno di noi ha paura dell'acqua, perchè traversare un ampio, benchè al momento placido, fiume a bordo di un traghetto minuscolo non era proprio in programma!


martedì 21 ottobre 2014

scoperte importantissime


e anche conferme e dimostrazioni. per esempio: 

  • suona quasi come un luogo comune che il classico bulletto su Internet è un gran sfigato nella vita reale. ebbene: questa è la sacrosanta verità. da tempo mi diletto a leggere una pagina della mia città in cui purtroppo imperversano dei tristi figuri; quello più assatanato me lo sono ritrovato davanti la settimana scorsa sul suo posto di lavoro e ho appunto constatato che è un poveretto. 
  • sul fatto che la madre degli imbecilli sia sempre incinta poi non ci piove, ma mi è venuto il dubbio che lo sia pure la nonna dopo aver letto l'amena storiella di una famiglia che da tre anni mandava sms alla nonna morta (sepolta insieme al suo inseparabile cellulare) perchè questo li faceva sentire più vicini alla defunta, e un bel giorno a uno di questi sms è arrivata risposta. dalla nonna? no, dal tipo al quale avevano riassegnato il vecchio numero di telefono e che, dopo essersi sorbito messaggini su messaggini per un tot di tempo, ha deciso di controbattere. e questo dimostra anche che i giornali, pure all'estero, non hanno proprio niente da scrivere. 
  • come dicevo al Bimboverde qualche giorno fa, ho scoperto che al Conad non tengono più la marca di brodo che compravo da un sacco di anni e che ci terrei a continuare a comprare perchè era privo di glutammato monosodico, oltre che molto comodo da usare perchè liofilizzato. 
  • devo però ancora scoprire perchè la cedrata Fabbri scompare da agosto a giugno: forse non ci sono abbastanza cedri per produrne anche per il resto dell'anno? 
  • con enorme allegrezza (perchè questo è il genere di scoperte che l'allegrezza fa venire) ho saputo che in Giappone esiste una strada il cui asfalto è stato progettato in modo tale che, quando ci si passa sopra, suona la canzoncina di Totoro; come ha detto mio figlio grande, è il genere di cosa che bolleresti come bufala, l'avessero collocata in qualunque altro paese al mondo. 
  • ho avuto conferma che i miei gusti in fatto di foto sono all'opposto di quelli della maggioranza, nel senso che quando posto su Flickr una delle mie foto preferite non se l'incula nessuno, e quando metto una di quelle che sì, le metto ma non sono convinta al 100%, si becca 20 like in mezz'ora. mah.
  • per essere una che non butta mai via niente, ho scoperto che a volte buttare diventa necessario anche per rimettere le cose nella giusta dimensione.
  • ho scoperto che credevo fosse amicizia, invece era... una carriola?
  • non ho invece ancora capito se certa gente ci è o ci fa.



lunedì 20 ottobre 2014

polvere


qualche tempo fa a un mercatino ho preso alcune fotografie che non ho ancora nemmeno scansionato perchè, forse a causa dell'umidità che avevano preso, erano abbastanza arrotolate su se stesse. tornata a casa quindi le ho infilate nel mezzo di un libro e le ho lasciate lì a spianarsi. oggi provo finalmente a tirarne fuori una. questa foto non ha nessuna scritta, a parte il marchio della stampa (perchè ha il retro a cartolina) che rimanda alla Gevaert, storico produttore belga di carta fotografica. il motivo che cui l'ho presa è l'abito della donna sulla sinistra, ma soprattutto i manifesti appesi al muro che riportano le date 1932 e 1933, permettendo così di collocare lo scatto in un arco di tempo ristretto (anche se, a naso, avrei comunque detto che la foto era degli anni Trenta). le due donne tengono in mano dei libretti che mi sembrano dei blocchetti per la ricevute delle lotterie; magari lo erano davvero! da notare la ruota a sinistra che appartiene a una moto, mentre a destra si vede una bicicletta.

domenica 19 ottobre 2014

incipit


L'avevo detto chiaro e tondo: «Bisogna rivedere tutti i progetti!». Dovevamo cambiare tutto, rifare, rimettere in discussione, edificare, sconvolgere, scombinare. L'avevo detto al mio complice, ossia al mio amico, ovvero al Nonno. «Li avevano beccati tutti» gli dissi, «e se non ci fossimo defilati avrebbero beccato pure noi».
Davide Bregola, Tre allegri malfattori

che strazio arrivare in fondo a questo libro! eppure ho voluto farlo perchè in passato mi è capitato che dei romanzi che all'inizio non mi dicevano granchè si riscattassero alla fine (vedi anche La fortuna dei Wise). dovevo invece fidarmi delle mie sensazioni, visto che questo libro non mi ha convinto affatto fin da subito. per quella che è la mia modesta opinione, una cosa così non la riesco a considerare un romanzo; è, caso mai, un esercizio di scrittura. scrittura che, per carità, almeno è grammaticalmente e sintatticamente corretta, e pure scorrevole il giusto, ma tutto il resto mi è parso artificioso e inconsistente. ripeto: parere personalissimo. che non se ne abbia a male l'autore che, a quanto ho letto, si occupa da anni di scrittura creativa e quindi, almeno teoricamente, dovrebbe sapere il fatto suo.

sabato 18 ottobre 2014

l'oroscopo


oroscopo per lo Scorpione dal 16 al 22 ottobre:

In una sera d’estate del 1666, Isaac Newton era seduto sotto un melo nel giardino della casa di sua madre, nel Lincoln-shire. Un frutto si staccò da un ramo e cadde a terra. Mezzo secolo dopo Newton avrebbe raccontato al suo biografo che quell’incidente lo aveva spinto a formulare la teoria della gravità. Nel 2010 l’astronauta Piers Sellers è salito a bordo della navetta spaziale Atlantis con un pezzo di legno del melo di Newton. Voleva portarlo con sé mentre sfuggiva alla gravità della terra per raggiungere la stazione spaziale internazionale. Secondo la mia lettura dei presagi astrali, per te questo sarebbe il momento ideale per celebrare un rituale simile. Rinnova il tuo rapporto con un importante punto d’origine.

caro Rob,
ti ringrazio per il suggerimento. a volerla prenderla larga, si potrebbe in effetti dire che in questo periodo mi sto occupando di un problema che ha avuto origini lontane, ma non so se è questo che intendevi.


venerdì 17 ottobre 2014

il ritorno del pelo


qualche giorno fa ha fatto scalpore la foto di questa fanciulla che si è colorata i peli delle ascelle. in realtà è già da un po' che è nato una sorta di movimento di resistenza al rasoio da parte di giovani pulzelle d'oltreoceano e mi è capitato anche di vedere un sito, punto d'incontro delle renitenti alla ceretta, zeppo di foto di gambe pelose e ascelle cespugliose. la ribellione nasce dal desiderio di sovvertire i canoni di bellezza imposti; se a una non va di depilarsi, perchè deve farlo per forza e, se non lo fa, essere considerata una sorta di mostro? naturalmente su questo io sono d'accordo perchè penso che la cosa fondamentale sia appunto stare bene con se stessi. dovremmo fare tutti un piccolo sforzo e accettare qualche variazione alla regola che ci vuole tutti in un certo modo anche perchè sono fermamente convinta che la bellezza stia nella diversità. tra l'altro, sempre sulla stessa linea, è nato anche un movimento di donne che non si truccano; quest'ultima cosa mi lascia del tutto indifferente nel senso che non ho mai sentito il bisogno di truccarmi (e quindi fatico a capire quelle che dicono che quando escono senza trucco si sentono nude o che la loro autostima viene messa a dura prova). certo che pensare a un rinascimento peloso delle donne quando ormai pure gli uomini si depilano spudoratamente fa un po' sorridere... ovviamente c'è pelo e pelo, però a me questa moda del pollo spennato non piace, anche se dovendo scegliere fra un pelouche vivente e un depilato totale, sceglierei probabilmente quest'ultimo, però un normo-peloso li batterebbe tutti. comunque, io credo che sia giusto restare pelosi se si vuole; l'unica cosa sulla quale non riuscirei mai a transigere è l'igiene personale. detto questo però, le ascelle verdi non si possono vedere XD

giovedì 16 ottobre 2014

preavviso di sfratto


volevo avvisare che dovrò spostare il blog. molto probabilmente resterò su Blogger, ma avrò un indirizzo diverso e quindi i vostri blogroll non vi indirizzeranno più qui, perchè il presente indirizzo verrà cancellato. ci tengo a dire che la cosa non dipende da me, ma è una conseguenza delle nuove politiche di Google che impongono il pagamento dell'IVA ai blog di natura aziendale e commerciale. che ci può anche stare, visto che blog di questo tipo generano profitti, però il problema è che il caro Google considera che tutti quelli che hanno acquistato un dominio abbiamo un blog aziendale o commerciale. chi viene qui sopra sa molto bene che tra questi post non c'è mai stato nè mai ci sarà spazio per la pubblicità, per non dire che dai miei blog io non ci ho mai guadagnato nulla se non qualche soddisfazione. adesso però Google mi impone di pagare l'IVA o di sloggiare, tra l'altro fregandomi più sei mesi di pagamento del dominio (che scade a maggio 2015). non vi nascondo che la cosa mi ha irritato a tal punto che ho considerato di cambiare piattaforma. ho gironzolato un po' in giro, ma nessuna mi ha convinto per facilità d'uso e per estetica, per non dire che non ho idea di come importare i vecchi post su una piattaforma diversa, cosa che invece è possibile se resto su Blogger. vabbè, volevo avvisarvi, così che se uno di questi giorni mi venite a cercare qui e non mi trovate, non pensiate che sono sparita così, senza nemmeno avervi salutato. il che non vuole dire comunque che un giorno non mi venga lo sghiribizzo di farlo XD

sulla mia pagina Facebook ci saranno sempre i link aggiornati; è una pagina pubblica, quindi vi può accedere chiunque, anche coloro che non sono iscritti a Facebook e non hanno intenzione di farlo.

mercoledì 15 ottobre 2014

il diario di Polacchia parte sesta: come pioveva


arriva il giorno della partenza da Pszczyna per trasferirci a Cracovia; piove forte, cosa che finchè siamo in auto ci interessa relativamente, ma che ci rompe le scatole perchè abbiamo intenzione di fermarci a visitare Olkusz lungo la strada. Olkusz è il paese dove volevamo andare il giorno che tornavamo da Częstochowa: si vede che è destino che lo dobbiamo vedere sotto la pioggia! la buona notizia è che almeno non ci perdiamo. Olkusz è stato in passato un importante centro minerario per l'estrazione dell'argento; ha una chiesa interessante dedicata a Sant'Andrea, che però ci tocca di nuovo sbirciare dal cancello. e meno male che almeno hanno questo sistema; da noi se una chiesa è chiusa è chiusa e buonanotte. qui hanno trovato il giusto compromesso per proteggersi dai ladri e permettere ai turisti di vedere l'interno, inoltre hanno riservato un paio di piccole cappelle laterali a chi vuole pregare (e qualcuno c'è sempre, soprattutto donne; come dicevo, i polacchi sono molto religiosi). dalla chiesa ci spostiamo alla piazza, grande, pulita, ordinata e... molto bagnata. 




faccio lo stesso qualche foto da sotto l'ombrello, giusto per avere un ricordo del nostro passaggio; intanto il marito entra in un forno dove compra due grosse fette di una torta al cioccolato speziata, inoltre prende anche da una venditrice ambulante due pezzi di pane tipico, con la superficie cosparsa di semi di papapero. sarà questo il nostro pranzo, consumato dentro l'auto mentre fuori continua il temporale. 


riprendiamo il viaggio e arriviamo a Cracovia senza problemi, problemi che naturalmente cominciano quando dobbiamo raggiungere il nostro hotel che si trova molto vicino al castello. da un lato questo è un ottimo punto di riferimento, dall'altro si rivela un handicap perchè il centro storico è interdetto alle auto e, nel tentativo di girarci intorno per arrivarci da un altro lato, finisce che il solito intrico di sensi unici ci spedisce da tutt'altra parte. gira che ti rigira, alla fine troviamo il trucco e finiamo nella reception dell'Hotel Royal il quale, malgrado il nome altisonante, è una vecchia signora decaduta che nasconde molte pecche sotto il trucco. c'è da dire però che noi non siamo persone con troppe pretese e dagli alberghi pretendiamo soprattutto la pulizia. restiamo sbalorditi dall'ampiezza della nostra stanza, che conta un'anticamera, un salotto/soggiorno con TV a megaschermo, una stanza da letto un po' spoglia ma pure molto ampia e, inaspettatamente, un bagno nuovo di trinca e dotato di ogni comfort, bidet compreso. la stanza dei ragazzi invece è normalissima e un po' scalcagnata. 

qui e sotto, il modesto soggiorno della nostra stanza!


tempo che portiamo su le valigie e tiriamo il fiato, ed ecco che cessa la pioggia e torna il sole. manco a dirlo, ci fiondiamo fuori per goderci le nostre prime ore in giro per Cracovia. in effetti la posizione del nostro hotel è ottimale: in due minuti si è al castello e in cinque in piazza. Cracovia si accoglie subito con la sua bellezza e con frotte di turisti di ogni nazionalità. cominciamo a fare subito sul serio, visitando alcune chiese e girando per la piazza principale, che è sterminata; ammiriamo l'artigianato locale, che viene esposto e venduto sia sulla piazza che sotto una galleria, e facciamo anche una bella merenda a suon di specialità locali, visto il pranzo scarso.

la chiesa dei Santi Pietro e Paolo Apostoli

uno scorcio della piazza principale

la nostra prima cena invece non è eccezionale, per quanto sia economica, ma c'è margine per migliorare. dopotutto in giro non mancano certo i ristoranti!

martedì 14 ottobre 2014

cambio di stagione

immagine tratta da QUESTO BLOG

un paio di mesi fa, quando si lamentavano tutti che l'estate non arrivava mai, che faceva freddo, pioveva troppo, ecc. avevo detto scherzando di stare tranquilli perchè settembre è il nuovo luglio e ottobre il nuovo agosto. considerato che sabato, domenica e ieri sotto il tendone del terrazzo c'erano 30°C direi che ci ho azzeccato. ora tutto sta a vedere se il temporale di ieri sera era quello che quando ero bambina arrivava poco dopo Ferragosto e segnava la fine dell'estate XD

lunedì 13 ottobre 2014

polvere


siccome non c'è due senza tre, cartolina pure oggi! in realtà arriviamo a quattro, perchè ve ne propongo due, ovvero le uniche che ho (per ora) ad opera di Tito Corbella. avendo il signore una firma molto ben leggibile, è stato semplice risalire a lui, che risulta nato nel 1885 e deceduto nel 1966; il signor Corbella avrebbe disegnato più di 300 cartoline, tutte dedicate a donne eleganti, e pare che spesso e volentieri abbia usato come modella la moglie. studente dell'Accademia di Belle Arti di Venezia, si occupò anche di immagini di propaganda durante la Prima Guerra Mondiale. le cartoline sono nuove e quindi, ancora una volta, è impossibile datarle con precisione, si può solo collocarle all'incirca nei primi decenni del Novecento.


domenica 12 ottobre 2014

incipit


Il signor e la signora Fang la chiamavano arte. I loro figli la definivano una mascalzonata. «Prima combinate un casino, poi riuscite a farla franca», disse la figlia, Annie. «E' molto più complicato di così, tesoro», rispose la signora Fang, porgendo una descrizione dettagliata dell'evento a ciascun membro della famiglia. «Ma c'è anche un po' di candore in quel che facciamo», aggiunse il signor Fang. «Sì, è vero», replicò la moglie.
Kevin Wilson, La famiglia Fang 

della famiglia Fang si possono dire tante cose, ma non che è normale. i due genitori infatti sono performer: creano delle situazioni coinvolgendo i figli e la gente ignara, convinti che si tratti di una forma d'arte. in realtà le loro esibizioni in genere sono piuttosto innocue e i danni li provocano prevalentemente alla psiche dei loro figlioli che difatti, appena diventano maggiorenni, se ne vanno il più lontano possibile da quegli imbarazzanti genitori. succede però che entrambi ad un certo punto si ritrovino in crisi e facciano ritorno al nido, trovandosi però a dover affrontare un problema inaspettato: i genitori scompaiono. saranno stati veramente vittima di un serial killer come le prove sembrano dimostrare o si tratta dell'ennesima performance? un libro molto divertente e originale, altamente consigliato.

sabato 11 ottobre 2014

l'oroscopo


oroscopo per lo Scorpione dal 9 al 15 ottobre:

“C’è un modo per non sentirsi a pezzi che bisogna essere a pezzi per scoprire”, scrive Naomi Shihab Ney nella sua poesia Cinque maggio. Secondo me, queste parole descrivono bene la tua situazione attuale. La brutta notizia è che ti senti un po’ a pezzi. Quella buona è che lo sei in un modo speciale, che racchiude in sé un prezioso segreto che finora non sei mai stato pronto a conoscere. Concediti di provare questa sensazione in tutta la sua intensità e scoprirai il sistema per non essere più così abbattuto.

caro Rob,
è da una settimana che ho un forte mal di schiena, perciò direi che effettivamente mi sento a pezzi, e pure parecchio. fa solo che non scopra che me l'hai tirata...