sabato scorso mi hanno rubato la bicicletta. di nuovo. le ultime due mi sono durate meno di un anno l'una, e non certo perchè sia stata sventata: quella che mi hanno rubato sabato era stata chiusa con lucchetto e catena, la catena girava intorno a un palo e mi era stata consigliata dal negoziante come la più sicura. certo. evidentemente anche i ladri si sono attrezzati con le tronchesi, le più efficaci. così sono tornata a casa a piedi smadonnando alla grande, perchè rubarmi la bici è uno dei più grandi dispetti che mi si possa fare, dal momento che è il mezzo che uso nel 99% dei miei spostamenti. stamattina difatti mi tocca andare al supermercato in auto e ho già le palle girate solo a pensarci. a parte che cose di questo genere ti fanno comprendere la profonda inutilità delle previsioni di Rob, che invece si stare a starnazzare di luoghi oscuri e scoperte avrebbe fatto meglio a consigliarmi di andare in stazione in taxi. e poi lo so che al mondo succedono tragedie ben più gravi, ma ciò non nega il mio diritto a lamentarmi quanto mi pare.
Il blog di Guchippai
martedì 21 maggio 2013
lunedì 20 maggio 2013
vintage views
non so dire il motivo per cui questa foto mi è sempre piaciuta tanto... la scattai parecchi anni fa in montagna, difatti il gatto fa capolino dalla finestra di una stalla, il che spiega perchè è così sozza. e il fatto per cui la foto mi piace credo dipenda proprio dal vetro sozzo!
lo so che non sono normale, non c'è bisogno che me lo stiate a ripetere tutte le volte X°D
domenica 19 maggio 2013
incipit
La cura per la morte da fulmine era scritta a lettere spesse, in inchiostro blu e un po' sbavato, nel quaderno di mia madre, sotto la ricetta dei biscotti di avena che piacevano tanto a mio padre:
Immergere il corpo colpito da fulmine in acqua fredda per due ore; se non resuscita, aggiungere aceto e lasciare a bagno per un'altra ora.
In un secondo tempo, con l'inchiostro nero, mia madre aveva scritto a margine "Ah! Ah!".
Gail Anderson-Dargatz, La cura per la morte da fulmine
i romanzi che contengono elementi soprannaturali mi sono sempre piaciuti, purchè trattati con moderazione. per intenderci, non mi piace quando diventano surreali al punto che non ci capisco più niente. in questo il dosaggio è giusto e quindi la lettura si è rivelata molto piacevole e interessante. la protagonista è la quindicenne Beth, che vive con la famiglia nel Canada rurale nel 1941. c'è la guerra, i giovani sono quasi tutti partiti, a parte suo fratello e i due braccianti nativi-americani. se l'inizio della storia pare quasi idillico, ben presto cominciano ad apparire elementi di disturbo. per esempio, il padre dà segni di squilibrio e una strana presenza che gli indiani identificano come il Coyote, si aggira nei campi e nei boschi. possiamo fare rientrare questo romanzo nelle storie di formazione, ma io preferisco considerarlo una sorta di favola.
sabato 18 maggio 2013
l'oroscopo
oroscopo per lo Scorpione dal 16 al 22 maggio:
Saffo, poetessa dell’antica Grecia, era molto famosa. I suoi nove libri erano così apprezzati che lo storico Strabone scrisse: “In tutta la storia che conosciamo non c’è stata nessuna donna che come poetessa fosse minimamente alla sua altezza”. Eppure è sopravvissuto ben poco delle sue opere. Nel 2004 esistevano solo 264 frammenti e tre poemi completi. Ma poi ne è stato scoperto un quarto. Il testo era scritto su un papiro arrotolato nel sarcofago di una mummia egizia. Il sarcofago è rimasto per anni in un magazzino dell’università tedesca di Colonia, fino a quando non è stato scoperto il tesoro che nascondeva. Il tuo compito, Scorpione, è fare una scoperta simile. Cerca una parte del passato che è ancora bella e utile, anche se dovrai farlo in luoghi oscuri e improbabili.
caro Rob,
non hai mica capito niente. sono io quella cosa ancora bella e utile che nessuno scopre perchè non si prende la briga di cercare in luoghi oscuri e improbabili.
venerdì 17 maggio 2013
fatevene una ragione
a quanto pare sono anticonformista. molto. ma tipo che, come scrivevo a Pier in un commento, alla fine del responso del test mi hanno pure dato un cazziatone. perchè non si fa così. perchè bisogna pur tener conto degli altri e blablabla. in effetti io tengo moltissimo conto degli altri: difatti conto quelli che mi stanno sul cavolo e li evito accuratamente, per esempio. e poi mica vado in giro a sconvolgere gli animi come quel pulcino lì sopra; chi mi ha conosciuto di persona sa quanto io appaia banale e anonima. il mio anticonformismo infatti avviene quasi tutto a livello mentale. perchè penso con la mia testa e secondo le mie convinzioni, non certo secondo quelle della maggioranza. le motivazioni delle mie scelte probabilmente suonerebbero bizzarre ai più, ma non c'è problema: me le tengo per me. non sono più un animale sociale; una volta volevo esserlo, adesso sto meglio da sola. quindi sai che me ne faccio del cazziatone del risultato del test! anzi, la prossima volta che lo faccio spero di totalizzare 1% anzichè 19% e voglio vedere che cosa mi dice... comunque, già che c'ero, un test tira l'altro e mi sono divertita a farmi analizzare. ho avuto conferme e sorprese. per esempio:
le sorprese invece sono che:
- ho scarsa autostima (ma no, guarda, non l'avrei mai detto!)
- ho pure un buon livello di autocontrollo (anche questo non l'avrei mai detto, considerando che vorrei ammazzare qualcuno un giorno sì e l'altro pure, ma non ho ancora le mani sporche di sangue... )
- non sono assolutamente ipocondriaca (difatti penso che il giorno in cui mi deciderò ad andare dal medico, gli morirò direttamente davanti)
- ho scarsa forza di volontà (cosa ampiamente dimostrata dalla mia pigrizia)
- l'aspetto esteriore di cose e persone per me non ha alcun valore (e qui segue un altro cazziatone perchè mi si fa notare che l'esteriorità spesso è l'espressione esterna della personalità di qualcuno, dei suoi gusti e sentimenti, quindi ignorarla mi può far cadere vittime dei miei pregiudizi. ?? a me sembrerebbe il contrario, caso mai...)
- ho un sufficiente livello di assertività (il che, tradotto, vuole dire che tengo in egual considerazione le esigenze mie e degli altri, però non sono una santa & martire e quindi all'occorrenza riesco a mandare a cagare chi mi rompe troppo le scatole)
- sono sincera, ma fino a un certo punto (ed è vero, lo ammetto anche se questo non mi renderà più simpatica: sono una grande fan delle bugie a fin di bene, soprattutto quando è il mio)
le sorprese invece sono che:
- ho un livello di ambizione medio (strano, ero convinta di non avere ambizione affatto, però a pensarci bene è vero, nel senso che "ambisco a qualcosa di meglio, benchè sappia godere di quello che ho")
- ho un buon livello di intelligenza emotiva e so "ascoltare la mia anima, lasciando scorrere le mie emozioni libere senza forzature né costrizioni" (in realtà non è una vera a propria sorpresa, ma una cosa che sospettavo)
- ho un'ottima capacità di ascolto (anche questa non è una vera e propria sorpresa, ho sempre sospettato di averla, è solo che di solito evito di elencare i miei lati positivi perchè sono troppo impegnata a lamentarmi di quelli negativi. comunque mi si dice, tra l'altro, che "sono interessata alle opinioni altrui e le rispetto, non pretendo di avere necessariamente ragione e non cerco di prevaricare gli altri". ed è vero, anche se a volte l'ho scambiato per profonda coglionaggine)
- ho un livello basso di testardaggine e ostinazione (ecco, questa sì che è una sorpresa, difatti ho sempre pensato di essere una gran testona!)
- ho un modesto grado di permalosità (seconda grande sorpresa. e in effetti mi suona molto strana questa cosa perchè i torti subiti non me li dimentico nemmeno a distanza di decenni)
- sono laboriosa (sì, certo. consumo un cuscino a settimana da tanto che resto laboriosamente seduta a fare nulla!! scherzi a parte, la verità è che detesto gli sforzi inutili, ma per le cose a cui tengo è vero ciò che mi viene detto, ovvero che "mi impegno in quello che faccio e non opto spesso per la via più facile; che di solito non mi accontento facilmente e cerco di migliorarmi; che comprendo il valore del lavoro e dell'impegno, per cui affronto anche i compiti più difficili senza tanti complimenti o scuse")
per finire, ho fatto il test dell'età mentale; ce n'erano due, che a sentire loro erano quello classico e quello divertente (anche se le domande erano quasi le stesse). ho fatto prima quello divertente ed è risultato che ho 54 anni. prego????? allora ho fatto l'altro, ed è risultato che ne ho 52. e allora vaffanculo.
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giovedì 16 maggio 2013
suicidio preventivo
avvertenza: quanto segue è solo e solamente il mio pensiero. non vuole in alcun modo essere un giudizio nei confronti di tutti quelli che su questo argomento la pensano in maniera diversa da me. ciascuno è libero di scegliere come vuole vivere la propria vita.
allora: Angelina Jolie si è fatta sottoporre a una doppia mastectomia perchè i medici le avevano trovato un gene che, a detta loro, portava all'87% le sue probabilità di sviluppare un tumore al seno. la notizia fa scalpore perchè ne è protagonista un'attrice famosa, ma so che questo genere di drastica cura preventiva è già stata scelta da diverse donne. ora, io capisco che il cancro faccia paura e capisco che una cifra come 87% metta un po' di agitazione, però... sì, però. io credo che la vita sia rischio in sè. Angelina, che vuole scongiurare il cancro, magari fra due mesi finisce sotto il tram. fra l'altro di solito è esattamente questo ciò che succede perchè la vita è anche una gran bastarda e Dio, per chi ci crede, ha un contorto senso dell'umorismo. per questo mi sento di dare un consiglio spassionato a tutti coloro che hanno paura di prendersi il cancro o qualche altra terribile malattia: suicidatevi. resta il metodo migliore per prevenire tutto ciò che di male ci riserva la vita. diversamente, meglio rassegnarsi al fatto che non possiamo avere il controllo su tutto e imparare piuttosto a sconfiggere la paura.
vogliamo spendere anche un pensiero per i 3.000 $ di costo del test genetico? quanto bambini africani si potrebbero vaccinare/curare con una cifra simile? suonerà retorico, ma mi sembrerebbero soldi spesi meglio in quest'ultima maniera...
vogliamo spendere anche un pensiero per i 3.000 $ di costo del test genetico? quanto bambini africani si potrebbero vaccinare/curare con una cifra simile? suonerà retorico, ma mi sembrerebbero soldi spesi meglio in quest'ultima maniera...
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mercoledì 15 maggio 2013
il romanzo a puntate più breve del mondo (20/52)
«Maledetto cagnaccio...» borbottò, ma poi un sorriso a trentadue denti le illuminò inaspettatamente il viso.
«Ecco chi ci toglierà dai guai: Polpetta!»
Gaetano la fissò con occhi vacui e ancora umidi di pianto.
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martedì 14 maggio 2013
Sant'Elena
qualche tempo fa leggevo un articolo sull'isola di Sant'Elena, sì, proprio quella dove fu esiliato Napoleone. non c'è l'aeroporto e ci si va solo in nave, con 4-5 giorni di viaggio. sarebbe, per la posizione, un'isola tropicale e invece il clima è inglese. per questi motivi di turisti ne girano pochini. ecco, quando sento parlare di posti così a me viene subito voglia di fare la valigia! perchè non mi piace la confusione, perchè amo esplorare, e quindi mi ci vedo a girare con le mie macchine fotografiche a seguito. poi però mi rendo conto che si tratta di un sogno, visto che un viaggio del genere da sola non mi andrebbe di affrontarlo e che non c'è nessuno che venga con me. per mio marito sarebbe esattamente come per Napoleone: un odioso esilio; quanto all'unica amica disponibile a viaggiare in mia compagnia, le condizioni economiche disastrose in cui versa al momento le precludono di spostarsi, a parte che quasi sicuramente nemmeno lei sceglierebbe una meta simile. e allora continuo a sognare...
lunedì 13 maggio 2013
vintage views
torno a Parigi, sempre nel corso di quella non-romantica vacanza di parecchi anni fa. credo che quel viaggio sia stata la dimostrazione del fatto che non è necessario avere una macchina fotografica costosa o super-figa per fare delle belle foto, difatti mi portai solo una compattina. e chissà perchè poi. credo che inconsciamente sapessi che mi aspettava la maratona ogni santo giorno e che quindi avessi progettato di viaggiare leggera. le foto che feci quella volta, tutte in bianco e nero, mi piacquero molto e fui anche piacevolmente sorpresa di aver ottenuto simili risultati con quella macchina che di particolare aveva giusto un po' di zoom. questa foto qui per esempio è una delle mie preferite di quel viaggio perchè ci ritrovo l'essenza di certi angoli parigini in cui pare quasi di stare fuori dal tempo. angoli rari, ovviamente, ma proprio per questo preziosi.
domenica 12 maggio 2013
incipit
I cinque samurai avanzarono cautamente in uno scalpiccio di sandali, con il sole al tramonto che illuminava come opali i loro occhi. Il vicolo era inondato da una nebbiolina che tingeva di rosso gli striscioni delle strade e immergeva bottegucce e casupole in una specie di bagno cremisi.
Quello che stavano ricostruendo nel loro gioco era un episodio tragico, vero e profondamente gratificante. Lord Asano era stato accusato dall'ignobile Kira di aver sguainato la spada in presenza dello shogun, un gesto punibile con la morte. Era stato quindi decapitato, le sue proprietà erano state confiscate e i suoi fedelissimi dispersi come ronin, samurai allo sbando privi di una casa e di un signore per il quale combattere.
Martin Cruz Smith, Tokyo Station
di questo autore avevo letto e apprezzato, ormai moltissimi anni fa, quel Gorky Park che è forse il suo lavoro più noto. c'è da dire che Cruz Smith è uno che sa fare bene il suo mestiere e che è molto scrupoloso nel documentarsi. questo romanzo, che è ambientato alla vigilia dell'attacco di Pearl Harbour e vede protagonista un americano naturalizzato giapponese, è certamente ineccepibile per quanto riguarda la ricostruzione storica e la descrizione di usi e costumi; tuttavia, non è un romanzo giapponese, è un giallo americano ambientato in Giappone. se non altro è ben scritto e avvincente, quindi vale certamente la pena di perderci qualche ora.
sabato 11 maggio 2013
l'oroscopo
oroscopo per lo Scorpione dal 9 al 15 maggio:
“Non esiste la risposta giusta alle domande sbagliate”, dice la scrittrice di fantascienza Ursula K. Le Guin. È per questo che devi stare molto attento a formulare le domande giuste. Capisci, Scorpione? Tutti i tuoi sforzi per trovare soluzioni non serviranno a nulla se non inquadrerai i problemi in modo elegante e preciso. Ma ti do una bella notizia: in questo momento la tua capacità di fare domande pertinenti è al culmine. Per questo ti consiglio di celebrare la Settimana dell’indagine mirata. Stabilisci quali sono le tre domande per le quali dovrai trovare una risposta nei prossimi sette mesi.
caro Rob,
mi complimento per aver citato Ursula K-Le Guin, una scrittrice coi fiocchi che amo incondizionatamente. a parte questo però non ho altro da dire. non ho domande da fare. sarò anche baciata dal dono dell'indagine mirata, ma non ho nulla su cui indagare. ergo, che ci vuoi fare? tutta questa manna andrà sprecata.
venerdì 10 maggio 2013
vittoria
non ho mai amato l'ostentazione. credo che chi ha bisogno di ostentare qualcosa - che si tratti del denaro, della bellezza, del possesso di qualcosa o di qualcuno, ecc. - sia di fondo una persona insicura che necessita dell'approvazione di un pubblico per sentirsi bene. se stai a tuo agio con te stesso, le cose che hai ti rendono felice a prescindere dal fatto di condividerle o meno; per esempio, sinceramente a me fare sapere o no al mondo che ho avuto successo in una certa situazione non altera la sostanza della cosa. credo inoltre che a volte le nostre vittorie siano tali solo per noi stessi, perchè sono vittorie più morali che effettive, perciò gli altri non possono veramente comprendere il valore di certi avvenimenti o di certe scelte, visto che non ci sono stati nel mezzo, non hanno vissuto sulla propria pelle quelle circostanze. in questi giorni io sto silenziosamente festeggiando una grande vittoria; giustizia è stata fatta a modo mio, in quanto apparentemente il torto che ho subito continua a risplendere come un sole, però a me va benissimo così perchè ho ottenuto esattamente quello che volevo e non m'importa se ciò è avvenuto in modo ufficioso e nascosto, anzichè con squillo di trombe e rullo di tamburi. quelli per un certo tempo li ho desiderati, certo, perchè ho pensato di meritare un riconoscimento pubblico che lavasse via tutte le sofferenze e le umiliazioni che ho patito, ma poi il tempo passa e tutto si colloca nella giusta prospettiva. insieme alla vittoria, si concretizza anche un sano desiderio di vendetta; forse per la prima volta della mia vita si realizza un motto che mio padre amava ripetere e che probabilmente nel suo caso non si è avverato: dalla riva del fiume, io guardo passare il cadavere del mio nemico e sorrido, anche perchè so che una delle caratteristiche dei cadaveri, oltre a quella di non poter più nuocere, è che non possono nemmeno più parlare. a farlo da ora in poi sarò io, e dalla mia bocca uscirà forte e chiara la verità, non la sua versione alterata. concludendo: sono felice? più che altro sono serena. sono anche contenta per l'ennesima dimostrazione che il destino ci dà sempre ciò di cui abbiamo bisogno; anche se sul momento ricevere un sacco di legnate non ci appare esattamente come la cosa migliore, sul lungo periodo scopriremo certamente che lo era. alla faccia di chi quelle legnate ce le ha date convinto di volerci fare del male.
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giovedì 9 maggio 2013
Migliori vs San Luca
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| Nino Migliori, Autoritratto di gruppo |
che io abbia una vena masochistica è risaputo. lo dimostra anche il fatto che quando ho deciso di andare a Bologna a visitare la mostra di Nino Migliori e ho cercato un qualcosa da abbinarci per ammortizzare il costo del biglietto del treno, non mi è venuto in mente niente di meglio che farmi il porticato di San Luca partendo da Porta Saragozza. che sono tremilasettecentonovantasei metri, mica ceci. se poi aggiungo che a Porta Saragozza ci sono arrivata a piedi dalla Stazione (con sosta intermedia alla mostra) si comprende meglio che molto sana di mente non sono. comunque, procediamo in modo cronologico. Nino Migliori è un fotografo eclettico e curioso, con una spiccata predisposizione per la sperimentazione. difficile racchiudere il suo lavoro in un'unica definizione, perchè è passato dal più sincero realismo al più sfrenato astrattismo. la mostra di Bologna ha voluto mostrare le sue diverse sfaccettature e l'impressione che ne ho ricavato è stata di trovarmi davanti ad autori diversi. tanto di cappello comunque! le mie preferite sono state le fotografie del dopoguerra (quelle del periodo realistico) e le polaroid manipolate, oltre ad alcune serie dedicate a foglie e ortaggi; molto interessanti anche le vedute di Bologna e la serie dei poster strappati e delle scritte sui muri. insomma, bellissima mostra! quanto al porticato di San Luca, che dire? che sono tremilasettecentonovantasei metri, mica ceci, e che me ne sono dovuta rifare una buona parte anche al ritorno perchè l'autobus non c'era. è stata però una gran bella passeggiata e la rifarei sicuramente, anche se con un clima un po' più fresco.
![]() |
| scorcio del porticato di San Luca |
mercoledì 8 maggio 2013
il romanzo a puntate più breve del mondo (19/52)
Un abbaiare furioso distrasse Silvana dalla vista del sedere fasciato di pizzo di Gaetano; era Polpetta, il rottweiler del piano di sopra, che tornava dalla passeggiata mattutina.
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martedì 7 maggio 2013
i vincitori dei concorsi
in vita mia non ho partecipato a molti concorsi fotografici e mi sono dedicata più che altro a quelli locali. non ho mai vinto, a parte quell'unica volta che il numero di partecipanti esiguo e la decisione della giuria di escludere dalla premiazione un fotografo semi-professionista della zona che era onnipresente e onnipremiato portò sul podio proprio me. per lungo tempo mi sono astenuta; all'ultimo a cui partecipai, oltre che a non vincere, non venne esposta nessuna delle foto che avevo inviato; a detta di un mio amico, anche lui fotoamatore, il concorso era diventato una faccenda interna ad alcuni club che si dispensavano favori l'un l'altro. non entro nel merito della questione perchè non mi piace fare polemica, inoltre non ho elementi sufficienti a sostegno di questa teoria. ciò che posso dire è che all'ultimo concorso che hanno fatto (vado sempre a vedere la mostra anche se non partecipo) ho visto un sacco di fotografie impeccabili da un punto di vista tecnico, ma che non esprimevano nulla. ci sarebbe da essere cattivi e da concludere che è tutta colpa della fotografia digitale se la gente si preoccupa più dei pixel che delle emozioni, ma fate come se non l'avessi detto; dopotutto fotografo in digitale anch'io. dopo un paio di piccoli concorsi su una pagina Facebook che frequento, ho deciso di lanciarmi di nuovo in qualcosa di reale; capitava a fagiolo un concorso di recente istituzione qui nella mia città. partecipo e so benissimo che non vincerò nulla, anche perchè, invece dei pixel, porto delle polaroid. del resto se ai concorsi partecipassero solo le persone convinte di vincere, ci sarebbero solo due possibilità: o il numero di partecipanti calerebbe drasticamente, o i fotografi dimostrerebbero di essere persone grondanti autostima. io ho deciso di prenderla in un altro modo: partecipare a un concorso e avere una o più foto esposte è pur sempre una vetrina. anche se non si vince nulla, la gente passa e guarda il nostro lavoro, e magari l'apprezza. o magari dice che fa cagare, ma in quel caso siamo pari perchè spesso a me fanno cagare le foto che vincono!! certo, sarebbe bello ci fosse un modo per capire se il nostro lavoro viene apprezzato; su Facebook ci sono i likes, nella vita reale occorrerebbe la lettura del pensiero. mi tocca dunque restare nel dubbio e nell'ignoranza. ma ai vincitori dei concorsi mi piacerebbe chiedere: pensavate di poter vincere, quando avete partecipato? avete una ricetta tale che quando scattate mettete insieme gli elementi che vi porteranno a produrre una foto vincitrice, oppure siete preda della casualità? quando scegliete la foto da inviare, preferite quella tecnicamente perfetta o quella che suscita emozione anche se contiene qualche imperfezione? a parte che questo bisognerebbe chiederlo anche ai giudici...
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lunedì 6 maggio 2013
vintage views
ebbene sì, ho una gran voglia di tornare in montagna! dev'essere per questo che non riesco a smettere di guardare questa foto. l'ho scattata un tot di anni fa in Val Mazia; malgrado frequentassi quella zona da poco dopo che sono nata, ci sono stata per la prima volta con mio marito. il fatto è che i miei erano terribilmente abitudinari e quindi ogni anno ripetevano più o meno gli stessi rituali senza fare quasi mai nulla di nuovo; in Val Mazia fra l'altro c'era più che altro da camminare e, per quanto possa sembrare strano di due che andavano in montagna tutte le estati, camminare non era nelle loro priorità. la valle si raggiunge abbastanza velocemente da dove risiediamo di solito, ma la strada ha una discreta salita che mise quasi KO la nostra macchinetta disastrata, la prima volta che ci andammo. del tipo che arrivammo su con l'acqua del serbatoio che bolliva. quando ci tornammo la volta successiva avevamo cambiato macchina, oltre ad aver prodotto un paio di marmocchi. questa foto mi piace perchè racchiude tutta la bellezza di una chiara mattina d'estate, col sole che fa brillare sia il fieno in primo piano, che i prati e le montagne sullo sfondo. e il rastrello lasciato piantato dritto lì nel mezzo giuro che non ce l'ho messo io per rendere migliore la scena!
domenica 5 maggio 2013
incipit
Il coltello che mi ha ucciso era un coltello speciale. Sulla lama c'erano incise delle rune magiche in una lingua perduta, ed era fatto di un metallo che scintillava in migliaia di rifrazioni, iridescente come la coda di un pavone o una chiazza di benzina su una pozzanghera. Era stato ricavato da un meteorite, caduto sulla Terra dopo avere viaggiato centinaia di milioni di chilometri. Quando il meteorite era entrato nell'atmosfera, il calore che si era sviluppato ne aveva bruciato la crosta di roccia friabile, scoprendo un nucleo di ferro con tracce di iridio, titanio, platico e oro.
Anthony McGowan, Il coltello che mi ha ucciso
essere adolescenti non è mai facile, anche se mi rendo conto che la mia adolescenza a paragone del protagonista di questo libro è stata noiosa e banale da vergognarsi quasi. Paul frequenta una scuola difficile, una di quelle dove impazzano i bulli e gli insegnanti sono poco più che fantasmi sullo sfondo; comandano in classe, ma non possono o non vogliono evitare tutto ciò che accade fuori. ci sono eccezioni come il professor Boyle che in Paul vede una potenzialità, e insieme a lui la vede Shane, leader del gruppo dei freaks. ma Paul è soprattutto nell'occhio di Roth, il violento capobanda che fa il bello e il cattivo tempo a scuola. si tratta quindi, se vogliamo, della solita battaglia fra il bene e il male; il male è più semplice da seguire, il bene richiede fiducia e speranza, due cose che non è facile costruire e mantenere quando in testa hai mille dubbi e un coltello. per questo Paul oscilla e noi lettori non possiamo che sperare che faccia la scelta giusta. romanzo che mi è piaciuto moltissimo questo, direi quasi perfetto, di sicuro uno dei migliori che ho letto ultimamente.
sabato 4 maggio 2013
l'oroscopo
oroscopo per lo Scorpione dal 2 all'8 maggio:
Verso la fine della sua vita il filosofo Democrito diventò cieco. Ci sono varie versioni sul perché questo avvenne. Secondo alcuni, si accecò da solo fissando troppo a lungo il Sole. Era il suo modo perverso per risolvere un problema frustrante: lo liberava dal tormento di dover guardare donne bellissime che non erano più interessate a lui. Spero che non farai nulla del genere, Scorpione. Anzi, ti consiglio di fare esattamente il contrario: continua a concentrare la tua attenzione sulle cose dalle quali sei più attratto anche se pensi che non potrai mai averle. Questo atteggiamento ti permetterà di apprendere lezioni preziose e ottenere ricompense inattese.
caro Rob,
fottiti. lavoro duramente da anni al mio personale accecamento e ci sono finalmente riuscita, quindi il fatto che tu ora mi venga a dire di non farlo per me è una grandissima presa per i fondelli. perciò non intendo ascoltarti; la cecità mi ha reso molto più serena.
venerdì 3 maggio 2013
mi serve una borsa più grande
perchè sennò non ci stanno la Spectra, l'Olympus, la Diana, la Konica, la Superheadz Ultra Wide & Slim e la usa-e-getta per il 4seasons project. e poi Danbo e Ken-chan dove li vogliamo mettere? e l'ombrello, gli occhiali da sole e la giacca se fa freddo? insomma, è dura. però alla fine ce l'ho fatta lo stesso, con la vecchia borsa più una sporta a spalla; mercoledì ce ne siamo infatti andati alla Reggia di Colorno ad ammirare la mostra Stile Italiano prima e a zompettare per il giardino poi. e siccome siam gente che non si vuole fare mancare niente, già che eravamo da quelle parti abbiamo visitato anche il castello di Torrechiara.
pranzo al sacco con panini farciti dalle abili manine della sottoscritta e Buondì al cioccolato gentilmente forniti dal consorte; i figli invece si sono limitati a mangiare, brutti sfruttatori che non sono altro. la mostra mi è piaciuta molto; c'erano quadri, sculture e manifesti, sia pubblicitari che di propaganda, risalenti al primo trentennio del Novecento. le pubblicità di quel periodo le trovo splendide, adoro quello stile. quanto a Torrechiara, peccato che dentro ci siano rimasti solo gli affreschi; per il resto il castello è del tutto spoglio, però resta ugualmente suggestivo. purtroppo la giornata è stata bastantemente cagosa da non permettermi di sfruttare in pieno la mia attrezzatura, anzi, siamo addirittura partiti da casa con una nebbia che manco in inverno.
pranzo al sacco con panini farciti dalle abili manine della sottoscritta e Buondì al cioccolato gentilmente forniti dal consorte; i figli invece si sono limitati a mangiare, brutti sfruttatori che non sono altro. la mostra mi è piaciuta molto; c'erano quadri, sculture e manifesti, sia pubblicitari che di propaganda, risalenti al primo trentennio del Novecento. le pubblicità di quel periodo le trovo splendide, adoro quello stile. quanto a Torrechiara, peccato che dentro ci siano rimasti solo gli affreschi; per il resto il castello è del tutto spoglio, però resta ugualmente suggestivo. purtroppo la giornata è stata bastantemente cagosa da non permettermi di sfruttare in pieno la mia attrezzatura, anzi, siamo addirittura partiti da casa con una nebbia che manco in inverno.
giovedì 2 maggio 2013
tira di più un pelo di...
da quando ho messo una foto della pornodiva Audrey Hollander, il numero di ricerche con il suo nome è schizzato verso l'alto, arrivando a battere la nostra affezionata Licia Colò che ormai non sa più che cosa fare per rimontare. del resto le mutande se le è già tolte. a proposito, qualcuno sa chi è Carmen Andolina? perchè hanno cercato pure lei, sempre senza mutande. in effetti stavo seriamente meditando di lanciare un nuovo servizio pubblico qui sul blog: chi l'ha visto senza mutande. dite che avrebbe successo? oppure si potrebbe creare una nuova rubrica di fai-da-te feticista, visto che qualcuno chiede come costruire un corpo umano in polistirolo, anche se consiglierei materiali più resistenti perchè temo che il polistirolo alla lunga non regga. a dimostrazione che in questi tempi moderni la gente diventa ogni giorno più tecnologica, ecco che c'è chi afferma mio marito mi scopa virtualmente; e me li immagino questi due, lei a letto e lui sul divano, che intrattengono rapporti sessuali via web-cam tanto per mantenere vivo il loro rapporto. ho notato che da alcuni mesi va forte la ricerca di Il fantasma e la signora Muir, film del quale avevo parlato tempo fa, ma non mi sarei mai immaginata che qualcuno si interrogasse sulla sua morale; di certo posso dire che, pur trattandosi anche qui di un rapporto virtuale, la web-cam non è contemplata. mi fa molto piacere comunque vedere che non ci sono solo sozzoni che cercano porcherie in giro, ma anche persone dai sani interessi naturalistici che s'interessano di ornitologia, come quello che ha cercato ragazze che prendono l'uccello.
come dite? intendeva un'altra cosa?
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