martedì 30 settembre 2014

bilancio di fine mese - settembre


a settembre il tempo è stato ancora variabile, ma ha decisamente virato al bello nella seconda metà del mese, così che mi sono potuta godere diverse giornate di sole e, dopo alcuni giorni di caldo insopportabile per via dell'umidità, anche il genere di temperature che preferisco. la foto qui sopra è emblematica delle molte ore che ho passato a leggere in terrazzo, con il tendone che mi manteneva all'ombra e l'incannicciata strategica che mi proteggeva dal vicino guardone (anche se non dalle zanzare, purtroppo... un pomeriggio ne ho ammazzate tre, due delle quali si erano già pasciute del mio sangue). settembre è stato un mese sereno ma ricco di appuntamenti: Argillà, il mercatino di Gambettola, una toccata e fuga intorno a un laghetto appenninico, le gite a Milano e a Verona. ho anche passato un piacevole pomeriggio a casa della mia amica saggia e fatto una gita domenicale con una coppia di vecchi amici. anche fotograficamente il mese è stato proficuo; a parte aver visto il risultato dei miei scatti polacchi (ed aver di conseguenza passato molto tempo a scansionare), ho anche acquistato tre nuove macchine al mercatino e ho fatto un bel po' di foto, quasi tutte sperimentali (vuoi perchè stavo testando le macchine prese, sia perchè stavo provando nuovi rullini e nuove tecniche). fortunatamente ho anche trovato la maniera di risolvere senza danni una questione che rischiava di guastarmi l'umore; non solo ora non ci devo più pensare, ma dalle ultime notizie ricevute in merito pare addirittura che il tutto stia andando proprio nella direzione in cui volevo andasse. poi ho formalizzato la mia iscrizione all'esame di giapponese e ho visto i risultati finali del servizio fotografico che avevo fatto a fine luglio ad alcuni attori amatoriali. insomma, non penso di esagerare dicendo che questo è stato uno dei mesi migliori di quest'anno!

lunedì 29 settembre 2014

polvere


è da un po' che non metto una bella cartolina. questa qui, come alcune altre in mio possesso, riporta le iniziali del disegnatore che però non sono stare sufficienti per risalire al nome completo. quel che mi pare fuori di dubbio è che il periodo di produzione si aggiri intorno agli anni Trenta; i personaggi che questo sconosciuto autore ritrae sono sempre bambini e si riconoscono facilmente dai tratti del viso piuttosto particolari. vengono sempre rappresentate vignette umoristiche accompagnate da due righe in rima.

domenica 28 settembre 2014

incipit


I fratelli Gilbert erano tre: i gemelli, Alfred e Albert, e il più giovane, John, che un giorno era rimasto ucciso in Africa settentrionale. Quel fratello morto dominava i pensieri di Albert Gilbert, seduto da solo in un pub nella periferia nord di Londra, verso l'orario di chiusura. John, che era sempre stato meno robusto e più indifeso dei formidabili, inseparabili e, in pratica, indistinguibili gemelli noti ai compagni di scuola come "Alf e Bert"; John, che i suoi fratelli maggiori avevano sempre cercato di proteggere; John, che non erano riusciti a proteggere quel giorno terribile del 1942.
Colin Dexter, Il mistero del terzo miglio

l'ispettore Morse questa volta si trova a investigare sulla sparizione di un professore universitario che, molti anni prima, è stato anche un suo docente. la sparizione sembra trasformarsi in omicidio quando viene ritrovato nel fiume un cadavere mutilato, ma sono proprio quelle mutilazioni a fare insospettire Morse: dato che sono state fatte per nascondere l'identità del morto, non è che non si tratta di quel professore ma di qualcun altro? mah. non ho ancora deciso se questo libro mi è piaciuto oppure no. anche se la trama mi ha preso, ho trovato la spiegazione di tutti i delitti un po' farraginosa. tuttavia se l'autore è tanto apprezzato un motivo ci sarà; forse sono io che non ci arrivo.

sabato 27 settembre 2014

l'oroscopo


oroscopo per lo Scorpione dal 25 settembre all'1 ottobre:

La definizione del verbo inglese cicurate è “addomesticare, ammaestrare o rendere docile e innocuo”. Ma una volta aveva anche un altro significato: “Recuperare dalla natura selvaggia”. Deriva dalla parola latina cicurare, che significa “risanare dalla follia o riportare dal deserto”. Per i tuoi scopi, Scorpione, ti conviene fare di questa parola il tuo verbo della settimana, ma nella seconda accezione. Nei prossimi giorni esplorerai le zone più selvagge e rigogliose di un territorio sconosciuto. Ti esorto a prendere la rozza vitalità che troverai e a imbrigliarla per metterla al servizio dei tuoi ritmi quotidiani e dei tuoi obiettivi a lungo termine.

caro Rob,
veramente pensavo di restare chiusa in casa come al solito...

venerdì 26 settembre 2014

dispersi per la penisola


a momenti me ne facevo scappare un'altra! mi dimentico sempre di guardare che mostre fanno presso gli Scavi Scaligeri di Verona, così ho scoperto che ce n'era una dedicata a Gordon Parks solo perchè una mia amica mi aveva chiesto se in giro ci fosse qualcosa di interessante da vedere. ho deciso di andare prima che chiudesse; ho fatto giusto una toccata e fuga che mi ha permesso di partire la mattina di ieri con comodo e di rientrare per cena. a Verona c'era un bel sole e più tedeschi che a Berlino; siccome sono arrivata che era quasi ora di pranzo, ho esordito ingozzandomi di kebab in modo da potermi poi godere la mostra senza soffrire per i morsi della fame. devo dire che anche questa serie di foto mi è piaciuta molto e sono stata quindi contenta di essere andata a vederla. siccome mi restava ancora un po' di tempo prima di tornare in stazione, ho gironzolato un po' per il centro, ho finito due rullini (uno sperimentale e uno vintage, che se è uscito qualcosa da entrambi è un miracolo) e ho scattato anche con il tablet, tanto per. mi sono anche presa un gianduiotto da passeggio nella solita gelateria, in modo da potermi godere il viaggio di ritorno senza soffrire per i morsi della fame XD


con tutto quello che è piovuto, credevo che nell'Adige ci fosse più acqua

un Dante pensieroso (forse si sta chiedendo anche lui
perchè a Verona ci sono più tedeschi che a Berlino)

mi piaceva la luce dorata di questo passaggio che portava a Piazza delle Erbe

Piazza delle Erbe, che sarebbe molto più bella senza le bancherelle dei souvenir!

dettaglio della parete dei cerotti, presso la casa di Giulietta

ero da poco salita sul treno del ritorno quando mi squilla il cellulare; è mio figlio maggiore che oggi doveva andare a Bologna a iscriversi all'università. il pirla mi informa che si trova a Rimini perchè è salito sul treno sbagliato (al ritorno, per fortuna) e che non sa come fare a tornare a casa perchè ha finito i soldi (quelli che gli erano rimasti dal pranzo, ha ben pensato di spenderseli tutti in un 33 giri degli Iron Maiden). gli suggerisco di tentare la sorte e prendere un altro treno senza biglietto, ma lui non vuole rischiare e vorrebbe che lo andassimo a recuperare in auto. figliolo, gli dico, sono a Verona e arrivo a casa per le 19.30, a meno che tu non voglia rientrare stanotte, la vedo brutta. si decide a chiamare il padre, con tutta la ramanzina che ne seguirà, e intanto non so se è il caso di nominarlo Guchi onorario oppure no; dopotutto io sul treno sbagliato non ci sono mai salita!

giovedì 25 settembre 2014

sul letto di morte


un'infermiera che lavora nel settore delle cure palliative avrebbe stilato la classifica dei cinque maggiori rimpianti delle persone in fin di vita. non so se la premessa è vera o se è un pretesto, sta di fatto che la lista suona quasi banale. per dire, non mi sono affatto meravigliata nel leggere che le persone avrebbero tanto...
  • voluto avere il coraggio di vivere in modo fedele alla propria natura invece di fare ciò che gli altri si aspettavano da loro;
  • voluto non aver lavorato troppo;
  • voluto aver avuto il coraggio di esprimere i propri sentimenti;
  • voluto aver mantenuto i contatti coi propri amici;
  • voluto permettersi di essere più felici.

ecco, devo dire che quest'ultimo punto lo trovo particolarmente calzante, forse perchè anch'io mi sono spesso impedita di essere felice. c'è voluto un sacco di tempo per capire che la mia felicità dipende solo da me stessa e non dagli altri o da accidenti vari causati dal destino, ma la consapevolezza più importante è stata quella di comprendere i motivi per cui non mi permettevo di essere felice. è logico che senza di questa non sarebbe possibile cambiare le cose. per questo motivo, leggendo la lista di rimpianti qui sopra, mi sono detta che se morissi ora ne avrei probabilmente di altri, ma almeno di quelli non me ne devo preoccupare. certo, se fossi morta dieci anni fa probabilmente mi sarei unita al coro generale; è bello vedere che le cose possono cambiare e quanto possono cambiare (e quanto ancora cambieranno, se per questo XD).


mercoledì 24 settembre 2014

il diario di Polacchia, parte terza: sacro e profano


in vita mia mi sono toccati Lourdes, Fatima e Loreto: vuoi che mi faccia mancare Czestochowa? ma anche sì, solo che non ho scampo. partiamo come al solito da Pszczyna e, a parte il tempo capriccioso, sembra che questa volta ce la possiamo cavare in meno tempo. lungo la via, attraversiamo foreste costellate di venditori di funghi e frutti di bosco, autostoppisti (uno, molto spiritoso, regge un cartello con scritto Las Vegas... mi spiace che in macchina lui e il suo enorme zaino non ci entrino, sennò lo avrei caricato volentieri, che era pure carino!) e un paio di puttane (del resto la strada è molto trafficata e piena di camion). arrivati alla periferia di Czestochowa però ci incartiamo di nuovo. sfiliamo l'uscita giusta, indicata a tradimento, e così proseguiamo nella speranza di trovare un'altra indicazione per il centro, e invece no: finisce che attraversiamo tutta la città e poichè siamo su una strada a doppia corsia con lo spartitraffico che impedisce quindi l'inversione ad U, dobbiamo aspettare di avere il culo di imbatterci in un cantiere per riuscire finalmente a tornare indietro. ripercorrendo la stessa strada a ritroso, ci pare logico trovare un'uscita per il centro... e invece no! quindi ci tocca di nuovo sprecare chilometri cercando un punto in cui sia possibile fare inversione... comincio a pensare che questi polacchi non siano tourist-frieldly XD tra le vie di Czestochowa, non si trovano più indicazioni per il benedetto santuario: dico, è il centro spirituale del paese, una freccia ogni tanto no? insomma, di nuovo la raggiungiamo per puro culo. il santuario è dedicato alla Madonna Nera e, come m'informa Wikipedia, è meta di un massiccio pellegrinaggio; difatti dentro sta pieno di gente di nazionalità diversa (italiani compresi) e c'è una messa a ogni cantone. 

un marciapiede che appare sterminatamente lungo arriva fino al santuario

veduta laterale del santuario; in basso a destra si notano delle gigantografie di
Giovanni Paolo II (che, come il prezzemolo, spunta in ogni dove in Polonia)

scorcio del santuario dall'interno della cittadella

a dire la verità, il complesso non mi entusiasma particolarmente; è costruito come una cittadella sulla cima di una collinetta, ma si perde nel marasma della città. la famosa Madonna la vediamo di sfuggita durante una messa, perchè quando la messa non viene celebrata, gli sportelli che coprono l'immagine vengono richiusi. infatti l'interno della chiesa, benchè cattolica, ricorda l'architettura ortodossa. ciò che mi colpisce è la vista di gente gettata in ginocchio sul pavimento, oltre che la concentrazione e il silenzio. del resto si sa che i polacchi sono un popolo molto religioso, anche quando siamo per strada incontriamo moltissime edicole sacre. conclusa la visita del santuario, si è fatta ora di pranzo e si è pure messo a piovere. il nostro sguardo viene attirato dalla pubblicità di una torta all'ingresso di un bar, così entriamo e constatiamo che vengono serviti anche pasti veloci. oltre alla torta, che in seguito scopriamo essere la Papieska Kremowka, famosa perchè era la preferita di Giovanni Paolo II e che di fatto è una variante della millefoglie, ci scrafazziamo di nuovo degli ottimi pierogi. riprendiamo la strada intenzionati a visitare un altro paese, ma dei lavori stradali ci costringono a una deviazione che ci fa perdere un'ora, e visto che intanto la pioggia è aumentata optiamo per filarcene dritti in hotel e svaccarci un po' prima di cena. questa deviazione, ancora una volta, ci mostra il volto fatiscente della città, dopo che abbiamo visto centri commerciali scintillanti, svincoli giganteschi e palazzoni freschi di restauro. sì, decisamente un paese di contrasti.

rientro sotto la pioggia

martedì 23 settembre 2014

camminare a Milano


in passato, quando andavo a Milano, mi spostavo sempre in metropolitana. credo che un problema diffuso quando si è in una città che non si conosce sia quella della percezione delle distanze e così pensavo che andare dal punto A al punto B a piedi richiedesse tempi di percorrenza improponibili. poi, grazie ad alcuni amici incontrati sul posto, ho rivisto la scala delle distanze e quindi venerdì scorso ho pensato a un itinerario circolare da fare a piedi. tra l'altro camminare mi piace anche perchè in questo modo noto cose che altrimenti mi sfuggirebbero. sbarcata in stazione, mi sono recata subito presso un ufficio dove dovevo chiedere informazioni a proposito di una cosa che devo fare prossimamente; ho trovato una persona molto gentile e disponibile che mi ha dato informazioni e consigli, cosa della quale le sono molto grata. da lì mi sono poi avviata nella direzione opposta e sono arrivata da Poporoya all'ora giusta per pranzare: forse un po' presto per i milanesi, ma io avevo già abbastanza fame. 


Poporoya è uno di quei posti dove desideravo andare da tempo; in realtà ci avevo già provato una volta anni fa, ma l'avevo trovato chiuso. devo dire che non mi aspettavo un locale così piccino! presa da un terribile imbarazzo della scelta davanti al ricco menù, ho finito per ordinare il solito sushi misto, concedendomi però di assaggiare degli ottimi gyouza e chiudendo in gloria con un grosso daifuku, il tutto annaffiato da mezzo litro di birra Asahi. pensando al ritorno, ho anche preso i crackers di riso della foto di apertura da sgranocchiare sul treno. mentre transitavo da lì alla tappa successiva, sono capitata davanti a una libreria di libri d'importazione in lingua inglese e ho pensato di farci un salto perchè ero alla ricerca di regali. malgrado l'ampia scelta, o forse proprio a causa di quella, non ho trovato nulla di adatto, ma in compenso mi sono presa dei bellissimi quaderni, oltre ad aver lasciato il cuore su almeno due volumi di fotografie. 


cammina cammina, sono arrivata al Museo di Storia Naturale per visitare la mostra di Yann Arthus-Bertrand "la Terra vista dal cielo"




le foto dall'alto mi sono sempre piaciute, oltretutto Arthus-Bertrand si è andato a scegliere posti quasi tutti meravigliosi, di conseguenza questa mostra l'ho trovata fantastica. ad ogni foto era abbinata una descrizione esauriente sia del soggetto ripreso, sia delle problematiche ambientali ad esso connesso, perchè la filosofia della mostra era sulla linea di quella di Salgado, ovvero: mostrare la bellezza del nostro pianeta e lanciare un grido di allarme. difatti sono uscita con la convinzione che c'è poco da stare allegri. l'accurata visita della mostra richiedeva un po' di riposo per la mia schiena, ma ovviamente a quel punto si era rimesso a piovere e quindi non ho potuto approfittare delle panchine del parco. ho ripiegato su di un bar poco distante, dove mi sono presa una sorta di ice-coffee e ho subìto, mio malgrado, le sparate razziste di un cliente arrogante. a quel punto urgeva una decisione: la tappa successiva sarebbe stata poco distante, ma a quell'ora era ancora chiusa; per quella dopo ancora c'era mezz'ora di strada, però se dopo avessi voluto tornare indietro, la storia si sarebbe allungata troppo, allora ho deciso di prendere la metro, anche perchè la pioggia era aumentata. scesa davanti al Castello Sforzesco, mi sono incamminata verso la Triennale, dove ho visto giusto l'esposizione delle icone del design italiano ed ho passato parecchio tempo nel fornitissimo book-shop dove ho finalmente trovato i regali che cercavo. 


a quel punto avrei avuto abbastanza tempo per tornare alla tappa precedente, ma non sapevo bene che fare: di fermate della metro a poca distanza non ce n'erano e a piedi temevo di metterci troppo; ho pensato di tornare al Castello e di regolarmi lì, in base all'ora. purtroppo però a quel punto ho scazzato di brutto; per variare il percorso, anzichè rifare la stessa strada, sono entrata nel Parco Sempione e, fedele al mio senso dell'orientamento da Ryoga, mi sono persa come una cretina. dopo essere passata davanti all'Arena per la seconda volta, ho capito che non mi sarei mai raccapezzata, quindi sono uscita dal Parco e finalmente ho capito dove diavolo ero... lontanissima!! a quel punto era fuori di discussione andare dove volevo, tanto più che era a rischio anche il treno del ritorno; mi sono precipitata alla prima fermata della metro disponibile, che per fortuna era sulla linea giusta per la stazione, e sono riuscita a montare sul treno solo perchè, a causa di un guasto, aveva alcuni minuti di ritardo.

lunedì 22 settembre 2014

polvere


visto che prossimamente andrò a Modena a vedere delle mostre di foto, riordinando le cose e ritrovandomi tra le mani questa fotografia, mi è venuto voglia di postarla. a dire la verità, non sono sicura al 100% che si tratti di tre cadetti, ma l'associazione d'idee mi era già scattata e buonanotte. la foto ha il solito retro stampato a cartolina, senza loghi di studi fotografici, ma con la scritta Ferrania. non ci sono nè date nè luoghi, in compenso ci sono nome e indirizzo di un eventuale destinatario: Cherubino Montevecchi. la foto/cartolina non è stata però spedita, nè si sa se Cherubino era uno dei tre giovani cadetti della foto.

domenica 21 settembre 2014

incipit


Una collisione tra due veicoli è un fenomeno puramente fisico. L'elemento decisivo è la casualità, che si può comunque spiegare con l'equazione Forza x Tempo = Massa x Variazione di velocità. Date dei valori a queste variabili casuali e avrete una storia semplice, vera, senza via di scampo, in cui si descrive cosa succede quando un Tir a pieno carico, del peso di venticinque tonnellate e che procede a ottanta chilometri all'ora, centra un'automobile del peso di milleottocento chili che va alla stessa velocità.
Jo Nesbø, Il cacciatore di teste

Roger Brown è un uomo non tanto alto che compensa con il suo grande potere; è anche un uomo che ha il vizio di rubare e opere d'arte per mantenere il suo dispendioso stile di vita. la sua unica debolezza è l'adorata moglie, che malgrado tutto ha tradito. tutto comunque sembra filare perfettamente liscio, fino a quando proprio la moglie gli presenta quello che pare il candidato ideale per un posto di alto livello. peccato che a questo punto niente sia quel che sembra. mi è piaciuto moltissimo questo libro, che è uno di quelli che ti tiene con il fiato sospeso fino all'ultima pagina. forse non esattamente plausibile nell'insieme, ma chi se ne frega? dopotutto per leggere le avventure di un personaggio così, un po' di sospensione d'incredulità è necessaria e benvenuta.


sabato 20 settembre 2014

l'oroscopo


oroscopo per lo Scorpione dal 18 al 24 settembre:

La questione potrebbe essere controversa, ma credo che per il momento non dovresti dedicarti a sesso, droga e rock and roll. Le tue specialità dovrebbero essere l’intimità faticosamente conquistata, gli stati di alterazione provocati da una profonda introspezione e un tipo di musica che suscita riverenza e altre emozioni spirituali. Stai entrando in una fase in cui il potere è meno importante della recettività, il successo è meno interessante della passione, e quello che già sai è meno prezioso di quello che puoi immaginare e creare.

caro Rob,
vuoi che mi annoi a morte, insomma XD scherzo, in realtà non ho mai provato interesse per il potere (a meno che non sia di un certo tipo particolare che serve solo in contesti molto ristretti), così come non mi interessa il successo (e mano male). invece quello che già so è molto prezioso e devo vedere di non dimenticarmene: ti ricordo che a dicembre ho l'esame di giapponese!

venerdì 19 settembre 2014

a volte anch'io mangio dell'oca


avete mai sentito quest'espressione? a casa mia, quando ero bambina, andava fortissimo, però mi resta il dubbio se sia tipica del nostro dialetto o se non fosse un'invenzione dei miei perchè su Google non si trova. che non trovare qualcosa su Google fa impressione, voglio dire. comunque mangiare dell'oca significa commettere una sciocchezza. devo dire però a mia discolpa che l'oca non l'ho mangiata solo io in questo caso. insomma, è successo che qualche tempo fa avevo letto di una mostra che mi interessava e che finiva a fine settembre, quindi avevo fatto subito il biglietto per il treno perchè utilizzando il glorioso servizio on line di Trenita(g)lia prima lo faccio e più ho speranza di trovarne di scontati, solo che dopo che ho fatto il biglietto, ho visto su di un altro sito che la mostra in realtà finiva all'inizio di settembre. naturalmente ho provato a cambiare la prenotazione o ad annullarla e avere il rimborso, ma evidentemente ciò è possibile solo se uno paga a prezzo intero e non se prende il biglietto scontato. così mi sono trovata con un biglietto A/R che non posso cambiare e con una mostra che è finita, ma siccome in questa casa non si butta via niente, ho deciso di farmi lo stesso questa gita, che tanto qualcos'altro da fare si trova sempre. o almeno lo spero. ad ogni modo ve lo saprò dire la prossima settimana.

giovedì 18 settembre 2014

meglio brilla


è risaputo che l'alcool allenta i freni inibitori, per cui mi sto seriamente chiedendo se non sia il caso di cominciare a scrivere post dopo aver bevuto qualche birra. è che ci sono diversi comportamenti che trovo stupidi e irritanti, quindi mi viene la tentazione di parlarne, poi però mi rendo conto che quei comportamenti sono condivisi da alcune persone che seguo e che quindi potrebbero ritenersi offese. non amo l'autocensura, ma non amo nemmeno venire fraintesa; non vorrei che i miei post venissero percepiti come attacchi mirati o come lo sfogo di una persona invidiosa o maligna, quando sarebbero soltanto osservazioni causate da una diversa sensibilità, da un diverso approccio alle cose. finisco così per sentirmi spaccata a metà e con la punta delle dita che mi preme terribilmente. 

mercoledì 17 settembre 2014

il diario di Polacchia, parte seconda: chi va piano, va sano e impiega quattro ore ad andare nemmeno tanto lontano


mio marito pianifica accuratamente tutti i viaggi che facciamo; comincia a studiarsi l'itinerario con mesi d'anticipo, decide le tappe strategiche, quelle dalle quali partire per fare delle gite di un giorno, e in genere è molto bravo a calcolare tutto. poi ci sarebbe da discutere sul fatto che faccia dei programmi piuttosto rigidi, ma questo è un altro paio di maniche. a questo giro però i suoi calcoli si sono rivelati errati, nel senso che ha sottovalutato il tempo di percorrenza delle distanze. vorrei chiarire che la colpa non è stata delle strade polacche; prima di partire c'è stato chi ci ha dato dei pazzi incoscienti, ma le strade che abbiamo percorso non erano certo peggiori di quelle italiane, in alcuni casi erano anzi migliori. però per collegare certi luoghi c'erano strade normali e quindi è logico che tra traffico, semafori e talvolta lavori in corso il tempo si perdeva. insomma, per arrivare da Pszczyna a Debno Podhalanskie ci mettiamo quasi quattro ore, calcolando anche il tempo perso a vagare intorno a Nowy Targ alla ricerca della strada giusta. difatti col senno di poi abbiamo realizzato che per raggiungere i punti d'interesse occorre arrivarci da una certa parte, nel qual caso trovi tutti i cartelli del caso, ma se ci arrivi da qualunque altra parte sono cazzi. a Debno Podhalanskie si trova una chiesa che è sito Unesco e quindi verrebbe da dire che i cartelli per arrivarci dovrebbero essere belli grandi e sparsi intorno, e invece no: imbrocchiamo la strada giusta solo andando per eliminazione. 

in questa zona non è affatto raro trovare dei nidi di cicogna

il tragitto comunque è piacevole perchè per un tratto attraversiamo dei bei paesaggi di montagna, oltre ad ammirare certe distese di terra che dalle nostre parti non si vedono: a perdita d'occhio nel vero senso della parola. ancora una volta però i contrasti attirano la nostra attenzione: in prossimità delle città più grosse non mancano i baracconi consumistici (Ikea, Lidl, Carrefour, ecc), poi magari pochi chilometri più in là ti incontri l'omino che percorre la strada con un carro di fieno trainato da un cavallo. man mano che ci avviciniamo a Nowy Targ, aumenta il numero dei venditori ambulanti ai lati della strada: panieri pieni di funghi succulenti, soffici pelli di pecora e babbucce di lana, vasi di vetro con dentro quelli che sembrano frutti di bosco. l'impressione è che chiunque possa mettersi a vendere le sue cose; accanto a banchetti stracolmi e dall'aria più professionale, notiamo infatti molte persone che hanno semplicemente posato panieri e vasi a terra davanti a sè, c'è perfino un ragazzino di circa dieci anni lì da solo coi suoi quattro vasi. e vogliamo parlare degli arredi da giardino? ci sono statue di tutte le misure e rappresentanti qualunque animale o personaggio a uno possa venire in mente, e tutti rigorosamente coloratissimi. a Debno Podhalanskie, che è uno sputo di paese, parcheggiamo vicino alla Chiesa dell'Arcangelo Michele. sito Unesco, come dicevo prima, e decisamente singolare. si tratta infatti della chiesa di legno più vecchia della Polonia, costruita nel quindicesimo secolo utilizzando legno di larice e nemmeno un chiodo! all'interno è ricoperta di decori, ed è un miracolo che non sia andata a fuoco finora.

da fuori non sembra una chiesa, vero?

uno scorcio dell'interno

la chiesa purtroppo è chiusa e si può solo sbirciare da un cancello di metallo, ma poco dopo sbarca un pullman di spagnoli accompagnati da una guida che apre il cancello ed entra con la truppa. a quel punto è logico che facciamo gli imboscati e ci sentiamo pure la spiegazione. intanto però si è fatto tardi e abbiamo fame; visto che poco distante c'è il lago artificiale di Czorsztyn, ci dirigiamo in quella direzione, sperando che i polacchi amino banchettare vicino all'acqua, ma dobbiamo girare un pò per trovare alla fine un complesso turistico fornito di ristorante. 

due scorci del lago di Czorsztyn dove si affacciano due castelli; quello omonimo qui in alto
 e quello di  Niedzica qui sotto


qui succede un piccolo fraintendimento che rischia di lasciarci a bocca asciutta; il cameriere infatti, benchè parli un ottimo inglese, capisce che abbiamo ordinato solo una zuppa. mentre noi aspettiamo che ci porti il resto, lui aspetta la nostra ordinazione, così aspettiamo reciprocamente per mezz'ora, dopodichè l'equivoco viene chiarito e possiamo assaggiare la nostra prima porzione di pierogi (ma del cibo ne parleremo più avanti). con la prospettiva di sciroccarci almeno altre tre ore e mezzo di strada per tornare a Pszczyna, dopo aver fatto due passi per ammirare il lago ci rimettiamo ben presto in auto.

martedì 16 settembre 2014

come passare una bella giornata per merito di una stronza


una decina di giorni fa, una Guchi armata di macchina fotografica si appresta a godersi l'ennesimo mercatino dell'antiquariato in vari modi: andando a caccia di cose che le interessano da comprare e di cose che la colpiscono da fotografare, uno scenario vissuto molte altre volte che le ha sempre regalato soddisfazioni sotto entrambi i punti di vista. tutto procede come al solito fino a quando, mentre sta inquadrando la bella copertina di un libro degli anni Quaranta, la proprietaria della bancarella la prende a male parole, gridando che non si fanno foto e che è maleducato scattare senza chiedere prima il permesso. la Guchi, che non ha certo voglia di mettersi a litigare, rinfodera prontamente la reflex e si allontana meditabonda. a parte il fatto che la richiesta di non scattare foto poteva essere fatta anche in maniera civile e senza aggressioni verbali, sono anni che la Guchi fa foto ai mercatini senza problemi; inquadra e scatta senza chiedere permessi di alcun genere e il massimo che le è capitato è che una volta un tipo le abbia chiesto se non avesse preferito fotografare lui, invece del manichino. tra l'altro si tratta di cose usate che chiunque potenzialmente ha in cantina o in soffitta, non di oggetti artistici o artigianali che magari l'autore teme che gli possano venire copiati, tanto per fare un esempio. ad ogni modo decide di cambiare la sua modalità di approccio e di lì in poi, ogni volta che vede qualcosa che le piacerebbe fotografare, si rivolge al proprietario della bancarella e chiede il permesso. risultato: non solo nessuno glielo nega, ma ottiene le seguenti reazioni:
  • sguardo meravigliato per la richiesta (forse perchè prima di lei sono passate altre millemila persone armate di telefonini e macchine fotografiche che hanno scattato senza chiedere permessi di sorta);
  • permessi accordati in maniera entusiastica, talvolta seguiti da ringraziamento;
  • persone che hanno spostato cose che potevano rovinare l'inquadratura, tra cui una che addirittura ha preso l'oggetto in questione e lo ha collocato in modo da fotografarlo in maniera ottimale;
  • persone che si sono spostate loro, per non rovinare l'inquadratura;
  • persone che hanno fatto battute di spirito a proposito delle cose fotografate;
  • persone che ci sono messe a chiacchierare amabilmente.

conclusione: la Guchi è molto grata a quella stronza che l'ha insultata, diversamente non avrebbe passato una giornata così piacevole alla quale, oltre al divertimento solito, si è aggiunto quello per aver interagito con così tante persone gentili e simpatiche.

lunedì 15 settembre 2014

polvere


cara Francesca, che in realtà chissà come ti chiamavi, ho preso la tua fotografia anche se non riporta alcuna scritta per via di quel tuo abito elegante, dell'ambientazione in studio che vuole suggerire che tu stia seduta in veranda o in giardino a leggere tranquillamente una rivista, ma soprattutto perchè dopodomani devo andare dal parrucchiere. e sì, confesso che la tua acconciatura mi ha colpito parecchio. non riesco bene a capire come facciano i capelli a starti così; certamente si capisce che sono ricci, diversamente non saprei come potrebbero creare una tale massa, però mi sfugge per quale legge della fisica se ne stiamo tanto allargati, che paiono quasi un cappello. oddio, non che ti stiano poi così male. però mi perdonerai se chiederò espressamente al mio parrucchiere di non ridurmi così.

domenica 14 settembre 2014

incipit


Dietro la spessa coltre di polvere della finestra della stazione di polizia, costellata di striature di pioggia, si scorgeva il cielo basso che incombeva sopra i tristi tetti di una periferia cittadina. Due anni prima, quando il commissariato di Tongbu era stato trasferito in quella zona - designata come area di sviluppo urbano - lì c'era soltanto una collinetta spoglia, sulla quale presero a spuntare, uno dopo l'altro, i palazzi residenziali, che finirono ben presto per formare un imponente agglomerato. Osservando quei tetti dalle forme più diverse - un diorama pittoresco - che tradivano un gusto posticcio per l'Occidente e la vanagloria dei loro proprietari, il sergente Nam ripiombò in uno stato d'uggia che gli era ormai abituale, e che risultava acuito dall'umiliante consapevolezza che, in mezzo a quella congerie di case, non poteva scorgerne una - la propria - in cui una moglie e dei figli avrebbero trovato una sistemazione confortevole.
Yi Munyol, Il figlio dell'uomo

ad un appassionato di teologia questo libro potrebbe anche interessare, ma io ho fatto una gran fatica ad arrivare alla fine attraversando tutti i deliri che si è fatto l'autore, col pretesto dell'indagine sulla morte di uno studente di teologia. peccato, perchè l'autore pare che sia il non plus ultra in Corea e quindi ero partita molto fiduciosa.

sabato 13 settembre 2014

l'oroscopo


oroscopo per lo Scorpione dall'11 al 19 settembre:

Secondo la mia analisi dei presagi astrali, in questo momento voi Scorpioni siete quelli che corrono meno il rischio di essere sgraziati, volgari, maldestri o inclini a commettere errori stupidi. D’altra parte, siete anche quelli più propensi a deridere gli altri accusandoli di essere sgraziati, volgari, maldestri e inclini a commettere errori stupidi. Ma la prossima settimana ti consiglio di resistere a questa tentazione. È nel tuo interesse mostrarti particolarmente diplomatico e sensibile. Perdona e accetta gli errori degli altri. Cerca di essere simpatico e di entrare in sintonia con le persone che ti circondano.

caro Rob,
lo faccio sempre. diversamente avrei già sterminato metà del genere umano XD

venerdì 12 settembre 2014

una semplice complicazione


io sono una persona semplice, ma sono anche una persona molto complicata. diciamo che, una volta comprese tutte le mie complicazioni, starmi vicino è straordinariamente semplice.

giovedì 11 settembre 2014

ci sta Argillà


anzi: ci stava. difatti ha avuto luogo lo scorso fine settimana, ma io arrivo come al solito in ritardo. niente: siamo andati a farci la solita vasca, ci siamo presi il solito acquazzone, abbiamo incontrato i soliti amici e abbiamo fatto un po' del solito shopping. ora, come al solito, metto qualche foto  ^__^
scherzi a parte, anche quest'anno c'erano delle cose veramente bellissime ed è stata una festa per gli occhi.